Sentenza n. 1749/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di revisione della patente di guida adottato ai sensi dell'art. 128, comma 1-ter, del Codice della strada, conseguente a un incidente stradale con lesioni gravi
Esito
Favorevole al resistente (motorizzazione civile)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento della Motorizzazione civile di Verona con cui era stata disposta la revisione della patente di guida ai sensi dell'art. 128, comma 1-ter, del Codice della strada, nonché gli atti presupposti, tra cui l'ordinanza prefettizia relativa a un incidente stradale nel quale il ricorrente, secondo gli accertamenti richiamati, non avrebbe rispettato il segnale luminoso semaforico giallo, cagionando lesioni personali gravi al conducente di un velocipede. L'ordinanza prefettizia dava inoltre atto di un concorso di colpa del conducente del velocipede. Dal testo della sentenza non risultano specificamente indicati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso.
La decisione
A seguito della comunicazione di segreteria effettuata ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a. per la verifica della permanenza dell'interesse al ricorso, il ricorrente ha dichiarato, con memoria e successive note d'udienza, di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria conseguente, con compensazione delle spese. Il TAR ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità del provvedimento di revisione della patente. La decisione è stata adottata con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio fissata ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a. Le spese e le competenze di giudizio sono state compensate, in ragione della sopravvenuta carenza di interesse e dell'assenza di contrarie deduzioni della parte resistente.
Norme richiamate
art. 128, comma 1-ter, d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
Costituisce la base normativa del provvedimento amministrativo di revisione della patente di guida impugnato; la sentenza non ne esamina i presupposti sostanziali.
art. 146, comma 3, d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
È richiamato nell'ordinanza prefettizia quale disposizione asseritamente violata dal conducente per il mancato rispetto dell'obbligo di arresto correlato al segnale semaforico giallo.
art. 222, comma 2, d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
È richiamato nell'ordinanza prefettizia tra le disposizioni applicate in relazione all'incidente con lesioni personali gravi.
art. 223, comma 2, d.lgs. 285/1992 (Codice della strada)
È richiamato nell'ordinanza prefettizia tra le disposizioni applicate in relazione all'incidente con lesioni personali gravi.
art. 72-bis c.p.a.
Il presidente, quando i ricorsi siano suscettibili di immediata definizione, ... fissa la trattazione alla prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell'ultima notificazione e, altresì, al decimo giorno dal deposito del ricorso. ... Se è possibile definire la causa in rito, in mancanza di eccezioni delle parti, il collegio sottopone la relativa questione alle parti presenti. ... In ogni caso la decisione è adottata con sentenza in forma semplificata.
Consente di definire con sentenza in forma semplificata, all'esito della camera di consiglio appositamente fissata, le cause suscettibili di immediata definizione in rito, compresa l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e non superata da un interesse residuo alla pronuncia, comporta l'improcedibilità del ricorso.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere adottata con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio fissata ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a., quando la causa sia immediatamente definibile in rito.
- Quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito i vizi dedotti contro il provvedimento impugnato.
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