Cassazione Civile, Sentenza n. 33468/2021 del 11/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso riguarda la richiesta di equiparazione e inquadramento nel VI livello (collaboratore amministrativo) del CCNL comparto Ricerca per Angelo Pirillo, trasferito dal Ministero al C.R.A. ai sensi del d.lgs. n. 454/1999 e dell'accordo integrativo del 4 ottobre 2007. Pirillo era già stato inquadrato nella posizione economica B2 nel Ministero (mediante procedura interna superata per anzianità/esperienza) pur essendo privo del diploma di scuola secondaria di secondo grado. L'Amministrazione (C.R.E.A.) aveva in sede di autotutela revocato l'inquadramento nel VI livello sostituendolo con il VII livello, sostenendo che mancasse il titolo di studio richiesto dal CCNL per il VI livello. La controversia verteva sull'interpretazione dei criteri di equiparazione (equivalenza del titolo di studio e delle mansioni) e sulla possibilità che la contrattazione integrativa nazionale/di ente possa valutare l'equivalenza del titolo anche sulla base dell'esperienza maturata.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso del C.R.E.A. e confermato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto l'inquadramento di Pirillo nel VI livello. La Corte ha ritenuto che sussistessero entrambi i criteri previsti dall'art. 6 del CCNL (equivalenza delle mansioni e equivalenza del titolo di studio) interpretata alla luce dell'accordo integrativo (art. 8) che consente di considerare l'equivalenza del titolo del comparto di provenienza con quello del comparto di destinazione, anche facendo riferimento all'esperienza professionale acquisita e alla precedente promozione interna da B1 a B2. Ha inoltre osservato che il mancato possesso del titolo richiesto per l'accesso dall'esterno non può essere automaticamente ostativo nell'ambito di una procedura di equiparazione di personale transitato tra comparti, e che il retrocedere il dipendente a un livello inferiore (VII) avrebbe illegittimamente neutralizzato la progressione già acquisita. Sono state liquidate le spese a carico del ricorrente.
Norme richiamate
d.lgs. n. 454/1999
Disciplina il passaggio del personale al C.R.A.; la Corte ha ritenuto applicabile la tutela prevista per il personale proveniente dal comparto Ministeri e che l'articolo consente la conservazione di profili/posizioni se ricorrono i requisiti di equiparazione fissati dalla contrattazione
CCNL del comparto Istituzioni e Enti di Ricerca 7 aprile 2006
Stabilisce i criteri di equiparazione (a: equivalenza del titolo di studio; b: equivalenza dei compiti). La Corte ha interpretato l'articolo in combinato con l'accordo integrativo, ritenendo che l'equivalenza del titolo possa essere valutata secondo i criteri della contrattazione integrativa e considerando l'equivalenza del titolo del comparto di provenienza
Accordo integrativo 4 ottobre 2007
Ha operato la valutazione di equivalenza tra titoli e mansioni nei trasferimenti; la Corte ha considerato che l'accordo non richiedeva il possesso concreto del diploma secondario se risultava equivalenza con il titolo del comparto di provenienza e con l'esperienza maturata
d.P.R. n. 171/1991
Individua i requisiti di accesso ai livelli professionali (per esempio il diploma per l'accesso dall'esterno). La Corte ha distinto tra i requisiti per l'accesso dall'esterno e la procedura di equiparazione di personale transitato, ritenendo che i requisiti di accesso non impongano automaticamente l'esclusione in caso di equiparazione
d.lgs. n. 165/2001
Richiamato nella doglianza; la Corte non ha ritenuto che osti all'interpretazione svolta dalla contrattazione integrativa purché questa rispetti i criteri pattizi e la legge
codice civile
Richiamati in rapporto ai principi di interpretazione contrattuale; la Corte ricorda che l'interpretazione dei contratti integrativi decentrati può essere sindacata in Cassazione solo nei limiti previsti dall'art. 360 e per vizi specifici
CCNL Comparto Ministeri 1998-2001
Richiamato come riferimento per i criteri di inquadramento nel comparto di provenienza (es. requisiti per B2), utili a valutare l'equivalenza con i profili del comparto ricerca
d.P.R. n. 115/2002
art. 13, commi 1-bis e 1-quater
Norme processuali sulle spese e sul contributo unificato; la Corte ha dato atto dell'eventuale versamento supplementare da parte del ricorrente
Massime di principio
- Nel trasferimento di personale tra comparti per equiparazione occorre verificare sia l'equivalenza delle mansioni sia l'equivalenza del titolo di studio; tuttavia l'equivalenza del titolo può essere valutata in relazione all'equivalenza delle qualifiche del comparto di provenienza e alle previsioni della contrattazione integrativa
- La mancanza del titolo richiesto per l'accesso dall'esterno non impedisce automaticamente l'inquadramento per equiparazione se il lavoratore ha già acquisito, nel comparto di provenienza, una posizione/qualifica corrispondente (es. promozione interna a B2) e la contrattazione integrativa riconosce equivalenze
- I contratti integrativi decentrati (accordi di ente) non sono sindacabili in Cassazione con gli stessi parametri dei contratti collettivi nazionali; le censure devono limitarsi alla violazione dei criteri legali di interpretazione o a vizi motivazionali
- Non è conforme al principio di tutela della professionalità retrocedere un dipendente a un livello inferiore rispetto a quello già acquisito senza valida motivazione: ciò configurerebbe un illegittimo sottoinquadramento
- Nelle procedure di equiparazione è essenziale valutare i bandi e gli accordi integrativi (anche eventuali clausole che consentono di supplire il titolo con esperienza), distinguendo tra accesso dall'esterno e passaggi interni tra comparti
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