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Ordinanza

Ordinanza n. 26/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A) per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento emesso da area servizi al cittadino ordinanza settore 3 - commercio - suap - suevco - patrimonio servizio: patrimonio registro generale n. 144 in data 14-04-2024 Oggetto: ordinanza di sgombero e restituzione di immobile occupato "sine titulo" nei confronti di associazione Giosuè Carducci pro cultura popolare codice fiscale 80012280139, con sede in Como, viale cavallotti n. 7, nella persona del suo legale rappresentante pro tempore (doc. 8). - dell’informativa relativa allo sloggio prot. PAR.0191391 del 21/10/24 (doc. 14) - del provvedimento settore proponente: patrimonio provvedimento decadenza concessione n. 1102 del 15-11-2024 oggetto: provvedimento di decadenza dalla concessione relativa ai locali posti al piano terra del fabbricato al civico 7 (doc. 20) e l'atto di avvio del procedimento prot. n. 0190451 del 18/10/24 (doc. 18) nonché ogni altro atto, delibera, scrittura, convenzioni, atti presupposti, conseguenti, connessi, gli atti istruttori preparatori e propedeutici con espressa riserva di motivi aggiunti B) per quanto riguarda i motivi aggiunti: - del provvedimento emesso dalla Area Amministrativa e Servizi al Cittadino – l’Ordinanza settore Patrimonio e Smart City Servizio patrimonio. Registro generale numero 419 in data 20 novembre, ancora ad oggi non notificata all’Associazione con oggetto: ordinanza di sgombero restituzione di immobili occupati senza titolo nei confronti di Associazione Giosuè Carducci Pro Cultura Popolare, codice fiscale 80012280139, con sede in Como viale Cavallotti 7 nella persona del legale rappresentante “pro tempore”, con cui si ordina l'associazione Carducci pro cultura popolare con sedi in viale Cavallotti 7 nella persona del legale rappresentante pro tempore per i motivi espressi in narrativa di restituire tutti i locali posti al piano terra del fabbricato che ha accesso al civico 7 di via Cavallotti a Como in quanto occupati senza titolo con relativa consegna di tutte le copie delle chiavi in possesso dell'Associazione Carducci e comunque di provvedere immediatamente allo sgombero a proprio scure spese nei luoghi legittimamente occupati. Tale ordinanza di sgombero è conseguenza del già impugnato atto di decadenza dalla convenzione nr. 1102/24. (doc. 75 allegato); - dell’esecuzione dell’atto di sgombero in sé dell’unità al n. 5 in quanto attuato senza l’autorizzazione del Prefetto e in attuazione di una ordinanza del Tribunale di Como e, quindi, di un provvedimento di natura ordinaria; nonché per carenza dei presupposti; - della comunicazione con la quale i legali del Comune di Como in esecuzione dell'ordinanza di sgombero eseguita su ordinanza del tribunale di Como 15697/2025 invitavano i legali a far rimuovere bonariamente entro il 28 novembre tutti i beni del patrimonio dell'Associazione, ovvero nel giro di una settimana (doc. 76 allegato). C) per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 2 gennaio 2026: la consegna delle chiavi del cancello di entrata e del portone al nr. 5 nonché degli spazi posti la piano terra del Palazzo al Conservatorio G. Verdi di Como (quale adempimento della stipula dell’atto presupposto di concessione di spazi in comodato che si impugna), consentendone in data 22 dicembre 2025 l’immissione nel possesso. Il Comune ha quindi proceduto con il tentativo di avvio dell’uso esclusivo del bene a un terzo. quale atto presupposto della delibera di Giunta nr. 101 del 30 marzo 2023 (di cui si chiede al giudice di ordinare la produzione) così come riportata nell’atto di concessione in comodato del 11 ottobre 2023.

Giustizia amministrativa202503167

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze di sgombero e restituzione di locali comunali, provvedimento di decadenza dalla concessione e atti esecutivi connessi

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (associazione concessionaria)

Prevale il privato

La controversia

L'associazione ha impugnato, con il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, le ordinanze comunali di sgombero e restituzione di locali occupati sine titulo, il provvedimento di decadenza dalla concessione, l'avvio del relativo procedimento, l'informativa sullo sloggio, l'esecuzione dello sgombero e la comunicazione del Comune relativa alla rimozione dei beni mobili. Sono stati contestati anche gli atti concernenti la consegna a un terzo degli spazi posti al piano terra del Palazzo al Conservatorio G. Verdi di Como. Dalla pronuncia emerge che l'associazione ha dedotto numerose censure, tra cui l'insussistenza dei presupposti della decadenza dalla concessione e l'illegittimità dell'esecuzione dello sgombero, anche per asserita assenza dell'autorizzazione prefettizia e carenza dei presupposti. In sede cautelare il Tribunale ha ritenuto necessario un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria.

La decisione

Il TAR ha ritenuto, in sede di sommaria delibazione, più persuasiva la tesi della sussistenza della giurisdizione amministrativa, qualificando il compendio immobiliare come appartenente al patrimonio indisponibile dell'ente in ragione dell'uso per finalità pubblicistiche e della riconducibilità alla categoria dei beni culturali appartenenti a un ente pubblico territoriale. Non ha definito nel merito le censure sulla decadenza dalla concessione, ritenendo che il loro esame richieda l'approfondimento della fase di merito. Ha ravvisato il periculum in mora nell'esigenza di non interrompere completamente l'attività culturale dell'associazione e di evitare effetti irreversibili sull'assetto degli interessi contrapposti. La domanda cautelare è stata quindi accolta parzialmente: restano nella disponibilità dell'associazione esclusivamente i locali al piano terra del corpo di fabbrica con accesso dal civico 7 di viale Cavallotti, individuati dalla convenzione del 30 ottobre 1929, per i quali lo sgombero non era ancora stato eseguito; è stata esclusa, in via coattiva, la rimozione dei beni mobili dell'associazione, salva la possibilità di recupero spontaneo totale o parziale secondo modalità da concordare con il Comune; è stata sospesa, nelle more, l'esecuzione del provvedimento di decadenza dalla concessione. Il merito è stato fissato all'udienza pubblica del 28 aprile 2026. Spese della fase cautelare compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda è stata accolta parzialmente mediante sospensione degli effetti degli atti impugnati e disposizioni interinali.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando la controversia coinvolge beni appartenenti al patrimonio indisponibile di un ente pubblico e qualificabili come beni culturali, la giurisdizione amministrativa può essere ritenuta sussistente sulla base di una sommaria delibazione, senza definire in via definitiva ogni questione relativa al titolo di disponibilità del bene.
  • La verifica dei presupposti della decadenza da una concessione può richiedere un esame incompatibile con la cognizione sommaria cautelare; in tal caso il giudice può rinviare l'approfondimento alla fase di merito, adottando nel frattempo misure interinali.
  • Il periculum in mora sussiste quando l'esecuzione degli atti impugnati rischia di interrompere integralmente un'attività culturale e di produrre effetti irreversibili prima della decisione di merito.
  • La tutela cautelare può essere modulata selettivamente, mantenendo nella disponibilità del ricorrente soltanto gli spazi non ancora sgomberati, impedendo la rimozione coattiva dei beni mobili e sospendendo temporaneamente l'esecuzione dell'atto di decadenza.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareRiparto di giurisdizioneEfficacia ed esecutorietàProporzionalità e ragionevolezza

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