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Sentenza

Sentenza del 13/04/2015 n. 1450 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

ACCERTAMENTO - IRAP - Autonoma organizzazione - Presenza di rilevanti compensi a collaboratori non dipendenti - Presupposto impositivo - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la debenza dell'IRAP in presenza di rilevanti compensi corrisposti a un collega collaboratore non dipendente. L'Amministrazione riteneva che tali costi dimostrassero l'esistenza di un'autonoma organizzazione, presupposto dell'imposta. Il contribuente sosteneva invece che la collaborazione professionale non comportasse una struttura organizzativa autonoma, poiché il collaboratore non sostituiva l'avvocato nella gestione dello studio e nell'esercizio dell'attività professionale.

La decisione

La Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso dell'avvocato contro la cartella IRAP. La Commissione tributaria regionale ha respinto l'appello dell'Amministrazione, confermando che il semplice sostenimento di costi, anche considerevoli, per collaboratori non dipendenti non è sufficiente a integrare il presupposto dell'autonoma organizzazione. È stato ritenuto decisivo che il collaboratore non sostituisse il professionista nella gestione dello studio.

Norme richiamate

  • IRAP e presupposto dell'autonoma organizzazione

    L'imposta è dovuta dal professionista solo quando l'attività è svolta mediante un'organizzazione autonoma, ulteriore rispetto all'apporto personale del titolare. La mera collaborazione professionale, anche se remunerata con compensi rilevanti, non dimostra automaticamente l'esistenza di tale organizzazione.

Massime di principio

  • La presenza di collaboratori non dipendenti non comporta automaticamente l'obbligo di pagare l'IRAP: occorre verificare concretamente se essi costituiscano una struttura organizzativa autonoma rispetto all'attività personale del professionista.
  • I compensi elevati corrisposti a un collega collaboratore sono un elemento da valutare, ma non sono da soli decisivi per dimostrare l'autonoma organizzazione.
  • È rilevante stabilire se il collaboratore svolga un'attività meramente ausiliaria o professionale a supporto del titolare, oppure se gestisca stabilmente lo studio, sostituendo il professionista nelle decisioni organizzative e nell'esercizio dell'attività.
  • Per escludere l'IRAP non basta qualificare formalmente il rapporto come collaborazione: la valutazione deve riguardare le modalità effettive di funzionamento dello studio, le responsabilità del collaboratore, l'impiego di beni strumentali e l'eventuale presenza di una struttura autonoma.

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