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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1229/2023 del 17/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Potenza che aveva rigettato l'appello proposto da Immacolata Masciandaro contro la pronuncia del Tribunale di Matera che aveva dichiarato inefficace, ai sensi dell'art. 2901 c.c., la compravendita di un immobile (azione pauliana promossa da Banca Mediterranea/Aspra Finance). La ricorrente deduceva quattro motivi principali: (1) violazione e falsa applicazione degli artt. 2901 e 2697 c.c. in relazione all'onere della prova del credito e del consilium fraudis; (2) errata valutazione della decorrenza dei termini e della rilevanza di una procura speciale (data 22/11/1991) rispetto alla prescrizione; (3) contestazione dell'esistenza e validità delle fideiussioni e di eventuale prescrizione o usurarietà degli interessi; (4) insufficiente prova del consilium fraudis. Inoltre si eccepiva la necessità di prova della colpa/consapevolezza dell'acquirente e criticava valutazioni probatorie della corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza dei requisiti formali richiesti dall'art. 366, primo comma, n.3 c.p.c.: il ricorso non ricostruiva adeguatamente i fatti e le censure in modo da consentire la decisione della Corte, né consentiva di comprendere come la ricorrente si fosse difesa nei gradi precedenti. Ha inoltre rilevato l'inammissibilità del controricorso per assenza di autenticazione della procura allegata (firma digitale/assenza dichiarazione di autenticità), con conseguente invalidità della procura. Non è stata pronunciata la decisione nel merito delle questioni sostanziali; non si è statuìto sulle spese processuali, ma è stato annotato l'eventuale obbligo della ricorrente di versare un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 d.p.r. 115/2012.

Norme richiamate

  • Codice civile, articolo 2901

    Norma centrale dell'azione pauliana: la corte territoriale aveva ritenuto sussistente l'azione pauliana e dichiarato inefficace la compravendita; in cassazione la questione non è stata esaminata nel merito per inammissibilità formale del ricorso.

  • Codice civile, articolo 2697

    Riguarda l'onere della prova: la corte d'appello aveva ritenuto che il creditore avesse provato il credito e che incomba sui fideiussori la prova del pagamento; la ricorrente invece contestava tale ripartizione dell'onere probatorio. La Cassazione non è entrata nel merito, ma ha richiamato l'importanza della corretta indicazione delle censure relative alla prova.

  • Codice di procedura civile, articolo 360 primo comma n.3

    art. 360, primo comma, n.3 c.p.c.

    Richiamata dalla ricorrente come vizio di diritto (violazione e falsa applicazione di norme); la Corte ha comunque dichiarato il ricorso inammissibile per difetti formali previsti dall'art. 366 c.p.c.

  • Codice di procedura civile, articolo 366 primo comma n.3

    art. 366, primo comma, n.3 c.p.c.

    Norma formale che impone al ricorrente la ricostruzione dei fatti e delle censure specifiche in Cassazione: la mancata osservanza di tale requisito ha determinato l'inammissibilità del ricorso.

  • D.P.R. 115/2012, articolo 13

    art. 13, comma 1 quater e comma 1 bis d.p.r. 115/2012

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'eventuale obbligo per la ricorrente di versare un ulteriore importo pari al contributo per il ricorso, ove dovuto.

Massime di principio

  • Per proporre ricorso in Cassazione è essenziale rispettare i requisiti formali dell'art. 366 c.p.c.: il ricorso deve contenere una ricostruzione chiara dei fatti e delle censure, indicare come la parte si era difesa nei gradi precedenti e permettere alla Corte di individuare le ragioni di diritto dedotte.
  • Nelle azioni pauliane (art. 2901 c.c.) il creditore deve provare l'esistenza e l'idoneità del suo credito e l'atto dispositivo lesivo; una volta provato ciò, l'onere di dimostrare l'assenza di consilium fraudis o il pagamento può spostarsi sui convenuti, ma detta ripartizione deve essere adeguatamente motivata sul piano probatorio.
  • Il consilium fraudis può essere desunto anche da circostanze indiziarie (es. stretti rapporti di parentela tra alienante e acquirente), ma tali indizi vanno valutati e motivati in modo concreto; mere congetture non sono sufficienti.
  • La decorrenza dei termini e la questione della prescrizione richiedono attenzione alla data degli atti rilevanti (es. procure, trasferimenti) e al loro effetto interruttivo o meno sui termini dell'azione; occorre documentare le date e la natura degli atti.
  • Documenti strumentali al processo (procure, deleghe, firme digitali) devono essere validi e, ove richiesto, autenticati: vizî formali possono comportare l'inammissibilità del controricorso o l'esclusione di atti fondamentali.
  • La Cassazione può decidere l'inammissibilità per motivi formali senza entrare nel merito; per evitare ciò, il ricorrente deve premettere una esposizione fattuale chiara e precise censure di diritto corredate da adeguata documentazione.
  • Contestazioni relative a fideiussioni, prescrizione o usurarietà degli interessi devono essere documentate con prove specifiche (es. polizze, conteggi, attestazioni) e dedotte con chiarezza nel ricorso.

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