Sentenza del 13/01/2021 n. 50 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
IRAP - studio professionale - rete di collaboratori - compensi ridotti rispetto al volume d'affari dello studio - autonoma organizzazione - non sussiste - debenza del tributo - non consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia verteva sulla soggettività IRAP dell'avvocato: l'Amministrazione sosteneva che l'attività fosse svolta con "autonoma organizzazione" per via dell'esistenza di un avviamento dello studio e di una rete territoriale di collaboratori professionisti remunerati, e quindi fosse dovuta l'IRAP; il ricorrente contestava che i collaboratori percepivano compensi molto bassi rispetto al volume d'affari complessivo e che non risultava una organizzazione autonoma rilevante ai fini IRAP.
La decisione
Il giudice ha ritenuto che non sussistesse autonoma organizzazione ai fini IRAP: la circostanza di essere inserito nello studio paterno con avviamento e l'avvalersi di una rete di collaboratori professionisti remunerati con compensi contenuti, considerato il volume d'affari complessivo, non dimostra l'esistenza di una struttura organizzativa autonoma e strumentale all'attività produttiva soggetta a IRAP. Conseguentemente l'imposta non è dovuta e il ricorso è stato accolto.
Norme richiamate
D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (IRAP)
La normativa IRAP grava le attività produttive e, per i professionisti, la sua applicazione richiede la sussistenza dell'elemento della "autonoma organizzazione". Dalla sentenza si evince l'interpretazione secondo cui la sola esistenza di collaboratori e di un avviamento non equivale automaticamente a "autonoma organizzazione": occorrono elementi concreti di organizzazione stabile e strumentale (personale organizzato, strutture, mezzi, coordinamento) che qui non sono emersi.
Massime di principio
- Per l'applicazione dell'IRAP ai professionisti è determinante la presenza di una "autonoma organizzazione": non basta la mera pluralità di collaboratori o l'esistenza di avviamento.
- La semplice rete di collaboratori è neutra: va valutata la loro concreta integrazione nell'organizzazione (grado di coordinamento, strumenti forniti, dipendenza economica e gestionale, modalità di remunerazione).
- Compensi molto bassi dei collaboratori rispetto al fatturato dello studio sono indizio contrario all'esistenza di una autonoma organizzazione, poiché suggeriscono prestazioni autonome e non una struttura organizzativa strumentale.
- L'iscrizione o l'esercizio in uno studio familiare con avviamento non è di per sé sufficiente a configurare l'autonoma organizzazione ai fini fiscali.
- Onere della prova: spetta all'Amministrazione dimostrare l'esistenza di elementi organizzativi stabili e rilevanti; il contribuente può difendersi documentando l'autonomia dei collaboratori (contratti di prestazione autonoma, fatture emesse da essi, sedi operative separate, assenza di personale subordinato, assenza di strutture e servizi centralizzati).
- Ogni caso è valutato in concreto: la presenza di personale dipendente stabile, strutture comuni, strumenti e locali strumentali condivisi, tariffazione/gestione centralizzata o direzione organizzativa rafforza la tesi di autonoma organizzazione e può portare alla soggettività IRAP.
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