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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29220/2025 del 07/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Grippo era stato condannato per il reato di cui all'art. 54 e 1162 cod. della navigazione per aver occupato abusivamente 250 mq di demanio marittimo con 34 ombrelloni dello stabilimento Lido Galapagos. Con ricorso in Cassazione impugnava la sentenza denunciando soprattutto: (i) violazione dell'art. 131-bis cod. pen. perché il Tribunale avrebbe ritenuto l'annotazione di assoluzione per particolare tenuità come ostativa al riconoscimento della causa di non punibilita; (ii) vizio di motivazione perché i precedenti valorizzati dal Tribunale riguardavano violazioni edilizie e paesaggistiche (art. 44 lett. c) DPR 380/01 e art. 181 d.lgs. 42/2004) e quindi, secondo la difesa, non avrebbero la stessa indole della contravvenzione in materia di demanio marittimo; la difesa contestava anche la rilevanza attribuita al luogo di commissione come indice di abitudine.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che sussistesse la pluralita minima di illeciti richiesti per configurare l'abitualita e che i reati fossero della stessa indole in base ai criteri dell'art. 101 cod. pen.: la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale secondo cui i precedenti e l'illecito oggetto del processo erano espressione della stessa strategia imprenditoriale (aumento della redditivita dello stabilimento senza rispetto delle norme), percio omogenei sotto il profilo dei moventi e delle modalita. La Corte ha inoltre richiamato la gravita della condotta, desumibile dall'entita della pena superiore al minimo edittale e dalla non concessione della sospensione condizionale, come elemento ulteriore ostativo all'applicazione dell'art. 131-bis. Pur rilevando un errore del Tribunale nell'aver esteso una causa estintiva (art. 181 comma 1-quinquies d.lgs. 42/2004) a una contravvenzione, la Corte non ha ritenuto che tale errore rendesse fondato il ricorso. Esito pratico: ricorso inammissibile; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 54 cod. della navigazione

    Norma che disciplina le occupazioni illegittime del demanio marittimo e le relative responsabilita penali applicate nel caso concreto

  • art. 1162 cod. della navigazione

    Norma richiamata per la qualifica della contravvenzione relativa all'occupazione del demanio marittimo; applicata per la condanna dell'imputato

  • art. 131-bis cod. pen.

    Prevede la causa di non punibilita per particolare tenuita del fatto; la Corte conferma che l'applicazione e preclusa se sussiste l'abitualita, ossia una pluralita di illeciti della stessa indole

  • art. 101 cod. pen.

    agli effetti della legge penale, sono considerati reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una stessa disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo preveduti da disposizioni diverse ..., presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni, desunti - anche a prescindere dall'identita del bene protetto - dalle modalita di esecuzione o dai moventi economici del reo

    Criterio giurisprudenziale usato dalla Corte per valutare l'omogeneita tra reati: non e necessaria l'identita della norma violata, ma la comunanza di caratteri fondamentali, modalita esecutive o moventi

  • art. 44 lett. c) DPR 380/01

    Norma urbanistica/edilizia coinvolta nei precedenti annotati nel casellario; citata per individuare la diversa natura formale delle violazioni pregresse rispetto al reato attuale

  • art. 181 d.lgs. 42/2004 (comma 1-quinquies)

    Norma paesaggistica sulla quale il Tribunale aveva applicato una causa estintiva; la Corte rileva l'errore di applicazione della causa estintiva alla contravvenzione urbanistica ma non lo ritiene decisivo ai fini dell'inammissibilita

  • art. 616 cod. proc. pen. e art. 1 comma 64 L. n.103/2017

    Riferimento normativo utilizzato per giustificare l'aggravio equitativo della sanzione a carico del ricorrente (versamento alla Cassa delle ammende) in caso di inammissibilita del ricorso

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata per motivare la possibilita di aggravio della sanzione in presenza di inammissibilita del ricorso quando non vi sia colpa grave nella determinazione dell'inammissibilita

Massime di principio

  • Perche l'art. 131-bis (non punibilita per particolare tenuita) sia precluso, e sufficiente la sussistenza di una pluralita minima di illeciti (almeno due) che risultino della stessa indole secondo i criteri di cui all'art. 101 c.p.
  • La 'identita di indole' non richiede che i reati violino la medesima norma: si valuta la comunanza di caratteri fondamentali, modalita di esecuzione e moventi economici; quindi reati disciplinati da leggi diverse possono risultare omogenei
  • La coesistenza di precedenti nello stesso ambito territoriale e la ripetizione di condotte volte a incrementare la redditivita di un'attivita sono elementi forti per dimostrare l'abitualita e dunque ostativi all'applicazione della causa di non punibilita
  • La gravita della condotta nel caso concreto (es.: entita della pena significativamente superiore al minimo edittale, negazione della sospensione condizionale) puo rafforzare il diniego della non punibilita per tenuita
  • Un errore di qualificazione normativa del giudice di merito (es.: applicazione indebita di una causa estintiva) non determina automaticamente l'accoglimento del ricorso se gli altri argomenti a sostegno dell'inammissibilita sono solidi
  • In fase di difesa, per ottenere l'applicazione dell'art. 131-bis e importante documentare non solo la tenuita dell'episodio in esame, ma anche la mancanza di precedenti analoghi o la diversita dei moventi e delle modalita rispetto a fatti pregresse

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