Sentenza del 07/07/2022 n. 21534 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento ICI anno 2007; la ricorrente contestava: 1) la legittimità della deliberazione comunale che aveva fissato le aliquote ICI per incompetenza dell'organo che l'aveva adottata; 2) la maggiorazione dell'aliquota (fino al 9 per mille) per immobili non locati, ritenuta illegittima nella specie e incompatibile con la funzione di una società di gestione immobiliare; 3) l'applicazione del regolamento comunale che definiva 'alloggio non locato' e la conseguente esclusione della propria situazione dall'aggravamento; 4) la determinazione delle sanzioni e la presunta esistenza di obiettiva incertezza normativa che avrebbe dovuto escludere o attenuare le sanzioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la deliberazione di Giunta n. 1243 del 20 dicembre 2006 in quanto adottata quando la competenza a fissare le aliquote spettava ancora alla Giunta; ha confermato la legittimità della maggiorazione per immobili non locati (collegata alla mancata registrazione di contratti di locazione negli ultimi due anni) e l'interpretazione regolamentare, specie dopo la riformulazione che ha sostituito 'tenuta a disposizione per l'utilizzo diretto del possessore' con 'non utilizzata'; ha escluso l'esistenza di una obiettiva incertezza normativa che giustificasse la disapplicazione delle sanzioni, e ha ritenuto adeguata la determinazione delle sanzioni nel minimo edittale. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504 del 1992
Stabilisce che l'aliquota ICI è fissata dal comune (deliberazione annuale) e individua limiti e modalità; la competenza a determinare l'aliquota va valutata alla luce delle riforme intervenute e del momento in cui la deliberazione è stata adottata; il comma 2 fissa il tetto ordinario dell'aliquota (7 per mille) salvo deroghe previste da altre norme.
L. n. 431 del 1998
Autorizza i comuni ad adottare aliquote più favorevoli o aggravanti per favorire accordi locativi e la reimmissione sul mercato di alloggi sfitti; prevede la possibilità di aggravare l'aliquota per immobili non locati nei quali non risultino contratti registrati da almeno due anni, con finalità antispotteriche.
D.Lgs. n. 546 del 1992
art. 2, art. 5, art. 7; art. 36, comma 2, n. 4
Disciplina la giurisdizione tributaria: il giudice tributario ha il potere-dovere di disapplicare atti amministrativi presupposti dell'imposizione quando illegittimi, anche d'ufficio, salvo che la legittimità sia stata accertata con giudicato dall'autorità amministrativa; le norme procedurali citate regolano deduzioni, motivazione e limiti della pronuncia.
Regolamento ICI del Comune di Genova
art. 14 (definizione di 'alloggio non locato')
La prima formulazione ('tenuta a disposizione per l'utilizzo diretto del possessore') poteva escludere le società di gestione; la successiva riformulazione ('non utilizzata') ha un ambito più ampio e consente di applicare l'aggravamento anche a immobili di società che non li diano in locazione, coerentemente con la ratio normativa.
L. n. 296 del 2006
art. 1, comma 156 (e comma 1364 per decorrenza)
Ha riassegnato la competenza a fissare le aliquote comunali al Consiglio comunale con efficacia dal 1/1/2007; ne consegue che deliberazioni adottate in data antecedente al 1/1/2007 dalla Giunta erano valide.
D.Lgs. n. 267 del 2000
Disciplina la ripartizione delle funzioni tra Consiglio e Giunta comunale: l'interpretazione della competenza per tributi e aliquote deve tener conto di queste regole e delle successive modifiche normative.
Massime di principio
- Il giudice tributario può disapplicare atti amministrativi presupposti dell'imposizione anche d'ufficio, salvo che la legittimità dell'atto sia stata confermata con giudicato dall'autorità amministrativa.
- La legittimità di una deliberazione comunale va valutata in rapporto alla normativa vigente nella data di adozione: cambiamenti normativi successivi non incidono retroattivamente sulla validità dell'atto.
- La formulazione testuale del regolamento comunale è determinante: termini più ampi come 'non utilizzata' possono essere interpretati in modo da includere anche immobili di società di gestione sottratti al mercato per mancata locazione.
- Le maggiorazioni/diminuzioni di aliquota previste dalla L. 431/1998 vanno interpretate secondo la loro funzione di incentivare accordi locativi e di contrastare la sottrazione dal mercato di unità abitative; la sanzione fiscale per immobili sfitti può essere collegata a un arco temporale (es. assenza di contratti registrati negli ultimi due anni).
- L'esistenza di una 'obiettiva incertezza normativa' richiede un'incertezza reale e generalizzata (contrasti giurisprudenziali o disposizioni intrinsecamente equivoche), non una semplice interpretazione alternativa sostenuta dal contribuente.
- La motivazione giudiziale può essere sintetica ma deve consentire di comprendere l'iter logico: motivazioni apparentemente formali sono ammissibili quando le ragioni della decisione risultano comunque percepibili.
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