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Sentenza

Sentenza del 16/05/2019 n. 13136 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto legittimo l'avviso di accertamento ICI emesso dal Comune. Ha contestato: la possibilità per il Comune di determinare provvisoriamente la base imponibile in assenza di rendita catastale; l'applicazione delle sanzioni nonostante il pagamento effettuato sulla base di un precedente accordo; l'assoggettabilità a ICI delle aree scoperte demaniali portuali; e la carenza di motivazione dell'avviso. La Corte ha ritenuto che, dal 2001, il concessionario di un'area demaniale è soggetto passivo dell'ICI e anche obbligato a richiedere l'attribuzione della rendita catastale. In caso di sua inerzia, il Comune può procedere all'accertamento utilizzando una rendita presunta o provvisoria, senza dover preventivamente chiedere il classamento all'Agenzia del Territorio. Sono imponibili anche le aree scoperte autonomamente utilizzabili e indispensabili allo svolgimento dell'attività commerciale, purché non rientranti in una categoria catastale esente. Le sanzioni sono legittime se l'inadempimento è almeno colposo. Infine, l'avviso è sufficientemente motivato quando consente al contribuente di conoscere gli elementi essenziali della pretesa e di contestarne an e quantum.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della contribuente, confermando la sentenza della CTR e quindi la legittimità dell'avviso di accertamento ICI. La ricorrente è stata condannata a pagare al Comune di Genova le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 7.000 euro per compensi professionali, oltre spese generali del 15% e accessori di legge. È stato inoltre dichiarato dovuto l'ulteriore contributo unificato di importo pari a quello versato per il ricorso.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, artt. 2, 3, 5, 10 e 11

    "nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario"

    Il concessionario di un'area demaniale è soggetto passivo dell'ICI e, in presenza di un immobile privo di rendita catastale e di inerzia del contribuente, il Comune può liquidare e accertare l'imposta sulla base di una rendita presunta o provvisoria. L'obbligo di preventiva richiesta all'Agenzia del Territorio riguarda specifiche ipotesi, non ogni accertamento relativo a immobili non censiti.

  • Legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 18, comma 3

    "nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario"

    A partire dall'annualità 2001, il concessionario è obbligato sia sostanzialmente sia formalmente al pagamento dell'imposta relativa ai beni demaniali concessi.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 5

    "Nelle violazioni punite con sanzioni amministrative ciascuno risponde della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa"

    La sanzione tributaria richiede almeno una condotta colposa, consistente in negligenza, imperizia o inosservanza di obblighi tributari. Nel caso concreto, la mancata regolarizzazione catastale e il versamento insufficiente sono stati ritenuti imputabili alla contribuente.

  • Legge 28 gennaio 1994, n. 84

    L'attività dei concessionari portuali è esercitata in forma privata e concorrenziale; le aree demaniali scoperte indispensabili allo svolgimento di tale attività possono quindi essere assoggettate a imposizione.

  • D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, art. 2, comma 40, convertito dalla Legge n. 286 del 2006

    Nelle categorie catastali del gruppo E non possono essere ricompresi immobili o porzioni di immobili destinati a uso commerciale, industriale o a ufficio privato quando presentino autonomia funzionale e reddituale.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7

    L'atto impositivo deve essere motivato in modo tale da permettere al contribuente di conoscere gli elementi essenziali della pretesa e di contestarne efficacemente l'esistenza e l'importo.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, è dovuto un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello già versato per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Il concessionario di un bene demaniale, quando la legge lo individua come soggetto passivo, deve curare tempestivamente gli adempimenti catastali e fiscali; la mancata regolarizzazione non impedisce al Comune di accertare l'imposta.
  • L'assenza di una rendita catastale non comporta automaticamente l'esenzione dal tributo. In caso di inerzia del contribuente, l'ente impositore può determinare provvisoriamente la base imponibile, purché utilizzi criteri ragionevoli e verificabili.
  • Le aree scoperte demaniali possono essere imponibili se hanno autonomia funzionale o reddituale, oppure se sono indispensabili allo svolgimento di un'attività commerciale. La mera appartenenza al demanio non determina di per sé l'esenzione.
  • Le sanzioni tributarie possono essere applicate quando il mancato o insufficiente pagamento è riconducibile almeno a negligenza del contribuente; un pagamento parziale basato su criteri precedenti non esclude automaticamente la colpa.
  • Un avviso di accertamento è adeguatamente motivato se indica soggetto obbligato, immobili interessati, periodo, valori, aliquote, criteri di calcolo e fondamento normativo, consentendo una difesa concreta.
  • La collaborazione o l'accordo informale tra Comune e autorità concedente non sostituisce gli obblighi fiscali e catastali posti direttamente a carico del concessionario.

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