Sentenza del 25/10/2023 n. 29576 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società impugnava l'aumento del canone demaniale relativo agli anni 2007 e 2008 comunicato dal Comune, deducendo che l'incremento previsto dalla legge non poteva essere applicato alle concessioni già in corso prima della naturale scadenza del rapporto; contestava altresì i criteri di calcolo adottati dal Comune per l'inclusione delle pertinenze ad uso commerciale e la scelta dei valori OMI applicati (classificazione da negozi vs altre categorie come edifici per produzione/servizi).
La decisione
La Corte di Appello aveva ritenuto legittimo l'incremento del canone in costanza di rapporto concessorio ai sensi dell'art. 1, comma 251, L. n. 296/2006 (interpretazione confermata anche dalla Corte Costituzionale) e aveva ritenuto corretto l'uso dei valori OMI riferiti ad attività commerciali. Tuttavia, il giudizio è stato poi dichiarato estinto ai sensi dell'art. 100, comma 7, D.L. n. 104/2020 (conv. L. n. 126/2020) perché la società ha presentato istanza di definizione e ha versato gli importi indicati dal Comune per le annualità 2007 e 2008 mediante modelli F24; conseguentemente il procedimento è estinto e le spese sono compensate. Il merito del contrasto sull'applicabilità o sulla corretta quantificazione è quindi rimasto sostanzialmente non deciso in sede definitiva a causa dell'estinzione.
Norme richiamate
art. 1, commi 732-733, L. n. 147/2013
Disciplina la procedura di definizione della controversia a seguito di istanza; la Corte d'appello ha rilevato che la mera percezione di 1 Euro per ciascun anno non perfezionava la definizione richiesta ai sensi di tali commi
art. 1, comma 251, L. n. 296/2006 (Legge di stabilità 2006)
Prevede l'incremento dei canoni di concessione di aree demaniali ad uso stabilimenti balneari anche per i rapporti in corso; la Corte d'appello ha ritenuto che la norma si applichi indipendentemente dal momento di rilascio della concessione
Sentenza Corte Costituzionale n. 302/2020
Ha ritenuto legittima la norma di cui all'art. 1, comma 251, L. n. 296/2006 confermando la possibilità di incremento anche per concessioni non ancora scadute
art. 100, comma 7, D.L. n. 104/2020, conv. L. n. 126/2020
Prevede la definizione dei procedimenti pendenti relativi ai canoni demaniali mediante versamento di percentuali (30% in unica soluzione o 60% rateizzato) delle somme richieste; l'attivazione di tale procedura e il versamento hanno determinato l'estinzione del giudizio nel caso concreto
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
Regola il contributo unificato; il giudice ha rilevato la non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo relativo al contributo unificato
Decreto-legge 5/10/1993, n. 400, art. 3, comma 1, lett. b) (conv. L. 4/12/1993, n. 494)
Richiamato come riferimento ai criteri generali per il calcolo dei canoni demaniali basati sui corrispettivi di mercato (OMI); la Corte ha ritenuto corretto l'uso dei dati OMI riferiti ad attività commerciali come parametro di mercato
Massime di principio
- Se il concessionario aderisce alla procedura di definizione prevista dall'art. 100, comma 7, D.L. n. 104/2020 e versa gli importi richiesti (con le modalità previste), il giudizio pendente relativo al pagamento dei canoni può essere dichiarato estinto: prima di promuovere o proseguire un contenzioso valutare sempre questa opzione.
- L'incremento dei canoni previsto dall'art. 1, comma 251, L. n. 296/2006 è stato interpretato come applicabile anche alle concessioni in corso alla data di entrata in vigore della norma; contestare la sua applicabilità è difficile dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale (sent. n. 302/2020).
- Per la quantificazione del canone demaniale i giudici tendono a riferirsi ai valori di mercato ricavati dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) e alla natura economica dell'attività esercitata: la classificazione catastale non è decisiva, conta la funzione economico-locativa e le caratteristiche del luogo (es. lungomare, servizi offerti).
- Se si contesta la categoria OMI o la base imponibile, è utile documentare in modo dettagliato la natura effettiva e l'organizzazione dell'attività (separazione delle attività, redditi distinti, uso esclusivo di superfici, ecc.) e proporre una controperizia OMI specifica; rimane importante provare un affidamento legittimo sul canone solo se esistono elementi concreti che lo dimostrino.
- Attenzione alle formalità procedurali relative alla definizione: pagamenti simbolici (es. 1 Euro) o mancata osservanza delle modalità indicate dall'ente possono non perfezionare la definizione; conservare comunicazioni ufficiali del Comune/Agenzia e le ricevute F24.
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