Cassazione Civile, Sentenza n. 20542/2022 del 27/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti chiedevano il riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n.302/1990 (assistenza alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata) in qualità di familiari superstiti di Ferraro Antonio, ucciso il 2 giugno 1983. L'azione era fondata sulla presunta estraneità della vittima e dei suoi familiari agli ambienti e rapporti delinquenziali, condizione necessaria per l'accesso ai benefici ex art.9-bis e successive modifiche.
La decisione
La Corte d'appello di Reggio Calabria aveva rigettato la domanda ritenendo non provata l'estraneità della vittima agli ambienti delinquenziali e avvalorando elementi fattuali (vincoli familiari, partecipazione solidale ai legami di famiglia, modalità dell'omicidio) che escludevano l'accidentalità del coinvolgimento. La Corte di cassazione ha confermato il rigetto: ha richiamato la disciplina e la giurisprudenza (in particolare la necessità di provare la completa estraneità o, comunque, l'accidentalità del coinvolgimento o la dissociazione) e ha ritenuto corretta la valutazione di merito, non rilevando vizi di motivazione tali da giustificare la cassazione.
Norme richiamate
Disciplina originaria dei benefici per vittime del terrorismo e della criminalità organizzata; la legge prevede condizioni di estraneità per l'accesso ai benefici. La Corte richiama la finalità assistenziale e la necessità della completa estraneità agli ambienti delinquenziali.
«le condizioni di estraneità alla commissione degli atti terroristici o criminali e agli ambienti delinquenziali, di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, sono richieste, per la concessione dei benefici previsti dalla presente legge, nei confronti di tutti i soggetti destinatari»
Stabilisce che la condizione di estraneità è richiesta per tutti i destinatari dei benefici; condizione interpretata in senso rigoroso dalla Corte.
Ha esteso il regime retroattivo dei benefici anche agli eventi di criminalità organizzata verificatisi dal 10 gennaio 1969, rendendo applicabile la legge al fatto del 1983.
d.l. 2 ottobre 2008 n.151 (conv. legge n.186/2008) e legge 15 luglio 2009 n.94 (art.2, comma 21)
Hanno introdotto una presunzione assoluta di non estraneità per legami di parentela o familiari, irrigidendo ulteriormente i requisiti per l'accesso ai benefici e spostando l'onere di provare l'estraneità o la dissociazione sui richiedenti.
giurisprudenza della Corte di Cassazione (sent. n.31136/2019)
Richiamata come principio consolidato: la legge mira a riservare i benefici a soggetti totalmente estranei agli ambienti delinquenziali; i familiari, pur essendo destinatari potenziali, devono dimostrare la completa estraneità o l'accidentalità del coinvolgimento o la dissociazione, con onere probatorio stringente.
art. 97 Cost.
La Corte osserva che eventuali censure di illegittimità costituzionale non possono essere prospettate direttamente in cassazione ai sensi dell'art.360 c.p.c., ma devono emergere tramite specifica eccezione di illegittimità della norma applicata.
Massime di principio
- Per ottenere i benefici previsti per vittime o superstiti di criminalità organizzata è richiesta la prova della completa estraneità agli ambienti e rapporti delinquenziali: l'onere probatorio grava sui richiedenti.
- I legami di parentela con affiliati o contesti mafiosi generano, a partire dalle modifiche normative del 2008-2009, una presunzione molto sfavorevole (presunzione di non estraneità) che il richiedente deve efficacemente contrastare con prove di dissociazione o di coinvolgimento accidentale.
- La valutazione delle risultanze probatorie sul punto compete al giudice di merito; la Cassazione interviene solo per vizi di motivazione o per errori di diritto, e non per una rivalutazione estesa dei fatti.
- È possibile ricondurre in termini favorevoli la propria posizione solo dimostrando elementi concreti e specifici di taglio netto rispetto all'ambiente criminoso (ad esempio pubblica e manifesta dissociazione, comprovata rottura di rapporti o prova dell'accidentalità del coinvolgimento).
- Le censure di illegittimità costituzionale relative all'applicazione della norma devono essere prospettate tramite apposita eccezione; non possono semplicemente essere dedotte in cassazione senza il passaggio procedurale richiesto.
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