Sentenza del 07/10/2019 n. 1047 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Successione - Avviso di liquidazione - Legittimazione passiva dell'erede beneficiato con rilascio dei beni ai creditori - Sussiste - Condizioni
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva di non essere legittimato passivamente, poiché, dopo il rilascio dei beni ereditari ai sensi dell'art. 507 c.c., la gestione dei beni era stata affidata al curatore della liquidazione. La questione riguardava se il rilascio comportasse il trasferimento della proprietà dei beni ai creditori o al curatore e se l'erede potesse quindi essere escluso dal rapporto tributario. È stato chiarito che il rilascio determina soltanto l'abbandono dei poteri di amministrazione e disposizione da parte dell'erede, senza trasferimento della proprietà, e che l'erede conserva una posizione giuridicamente rilevante, soprattutto rispetto all'eventuale residuo attivo della liquidazione.
La decisione
La notificazione dell'avviso di liquidazione all'erede beneficiato è stata ritenuta corretta. Tuttavia, la pretesa tributaria non può essere riscossa immediatamente sull'intero compendio ereditario: essa resta condizionata all'eventuale esistenza di un residuo attivo al termine della procedura di liquidazione. Solo tale residuo costituisce cespite ereditario imponibile per l'erede. La riscossione deve quindi limitarsi al residuo eventualmente risultante, nel rispetto dei termini di decadenza, senza applicazione di sanzioni e interessi, poiché la procedura di liquidazione esclude l'omessa dichiarazione.
Norme richiamate
Art. 507 del codice civile
Il rilascio dei beni ereditari da parte dell'erede beneficiato ai creditori
Il rilascio non trasferisce la proprietà dei beni ai creditori, ma comporta per l'erede la perdita dei poteri di amministrazione e disposizione, con affidamento al curatore dell'attività di liquidazione.
Art. 508 del codice civile
Nomina del curatore per la liquidazione dei beni ereditari
Il curatore subentra quale titolare dell'ufficio di liquidazione, ma non diventa proprietario dei beni ereditari. L'erede beneficiato conserva una posizione necessaria nei giudizi riguardanti la proprietà dei beni.
Massime di principio
- L'erede che accetta con beneficio d'inventario e rilascia i beni ai creditori non perde la qualità di erede né la legittimazione a essere destinatario dell'avviso di liquidazione.
- Il curatore della liquidazione non sostituisce integralmente l'erede sul piano della titolarità dei beni: nei giudizi relativi alla proprietà o alla consistenza dell'asse ereditario devono essere coinvolti entrambi.
- L'imposta di successione può essere concretamente riscossa dall'erede soltanto nei limiti dell'eventuale residuo attivo che rimanga dopo la liquidazione dei beni ereditari.
- L'avviso di liquidazione deve essere interpretato come sottoposto alla condizione che dalla procedura emerga un attivo effettivamente acquisibile dall'erede.
- La procedura di rilascio dei beni esclude, in linea generale, l'applicazione di sanzioni e interessi collegati all'omessa dichiarazione, ma non elimina il tributo eventualmente dovuto sul residuo attivo.
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