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Sentenza

Sentenza del 13/01/2020 n. 114 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Conciliazione fuori udienza - art. 48 d. lgs. n. 546/92 - estinzione giudizio - per cessazione della materia del contendere - previa - istanza congiunta - sottoscritta.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

questione relativa all'applicabilità dell'art. 48 del d.lgs. n. 546/1992 (disciplina della conciliazione fuori udienza) per ottenere l'estinzione del giudizio tributario per cessazione della materia del contendere mediante accordo tra le parti formalizzato in istanza congiunta sottoscritta

La decisione

il giudice ha ritenuto applicabile l'art. 48 d.lgs. n. 546/1992: la procedura di conciliazione fuori udienza è idonea a determinare l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere quando le parti raggiungono un accordo e producono un'istanza congiunta sottoscritta. In presenza della richiesta congiunta il giudice ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, previa verifica della regolarità formale e della genuinità dell'accordo; gli effetti procedurali (composizione delle spese, eventuali pagamenti ecc.) sono quelli concordati dalle parti o, in mancanza, decisi dal giudice secondo le norme applicabili

Norme richiamate

  • art. 48 d.lgs. n. 546/1992

    la norma sulla conciliazione fuori udienza può trovare applicazione anche quando le parti chiedono congiuntamente l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere: l'istanza congiunta sottoscritta disciplina e documenta l'accordo, che il giudice verifica e omologa con la pronuncia di estinzione

Massime di principio

  • L'art. 48 consente alle parti di estinguere il processo tributario mediante conciliazione fuori udienza purché l'accordo sia documentato in istanza congiunta sottoscritta: quindi occorre sempre una manifestazione di volontà concorde e sottoscritta dalle parti.
  • Il giudice non si limita a registrare meccanicamente l'istanza congiunta: deve verificare la regolarità formale, la sussistenza dell'accordo e l'assenza di vizi che possano rendere invalida la conciliazione (p.es. simulazione o mancanza di rappresentanza), e poi dichiarare l'estinzione per cessazione della materia del contendere.
  • L'istanza congiunta deve contenere elementi sufficienti a identificare l'accordo (oggetto, effetti economici o obbligazioni, termini di adempimento) perché il giudice possa pronunciarsi sull'estinzione e, se del caso, sulle spese; la semplice dichiarazione verbale o non sottoscritta non è idonea.
  • La conciliazione fuori udienza è idonea in qualsiasi stato e grado del giudizio tributario salvo diversa previsione di legge o casi di incompatibilità; tuttavia, se l'accordo prevede adempimenti (p.es. pagamento) è opportuno specificarne modalità e tempi per evitare contestazioni successive.
  • In caso di estinzione per cessazione della materia del contendere conseguente a conciliazione, le eventuali questioni relative all'esecuzione (es. modalità di pagamento, rateazione, garanzie) vanno regolate nell'accordo o lasciate alla valutazione del giudice, e l'accordo omologato ha efficacia procedurale vincolante tra le parti.
  • Prima di accogliere un'istanza congiunta è prudente accertare la capacità e la regolare rappresentanza delle parti (procure, deleghe) e l'assenza di profili nullitari o contrasti con norme inderogabili di pubblico interesse.

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