Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4853/2021 del 23/02/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza che aveva confermato il rigetto dell'opposizione all'ingiunzione ex R.D. n. 639/1910 con cui l'Autorità di bacino aveva richiesto il pagamento di euro 44.377,15 (ridotti poi) a titolo di canoni e indennizzi per l'occupazione di area demaniale lacuale nel Comune di Sesto Calende (periodo 2001-2006) — opere contestate: terrapieno, piazzale in cemento, tettoia, scivolo, pontili (cemento, legno e galleggianti), muro di contenimento. Il ricorrente sosteneva che l'area fosse privata (posta a monte del limite dell'alveo, in parte degradante in condizioni naturali di alveo e in conseguenza non demaniale) e che il giudice avesse omesso di pronunciare sui canoni per presunti riempimenti del declivio a prato e/o si fosse indebitamente fondato su elementi meramente indiziari (verbale di delimitazione del 27/6/1995) per riconoscere la demanialità, senza adeguati accertamenti sugli usi collettivi effettivi.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Motivazione: i vizi prospettati sono inammissibili perché (i) la presunta omissione di pronunciamento su canoni per 'riempimenti' doveva essere dedotta con il rimedio di rettificazione al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e non con ricorso per cassazione, e inoltre la domanda per quei canoni non risultava proposta in primo grado; (ii) la critica alla valutazione probatoria (uso del verbale di delimitazione come elemento indiziario) riguarda valutazioni di merito e non vizii di motivazione rilevanti in cassazione; la motivazione è ritenuta esistente, non contraddittoria né meramente apparente e coerente con i principi enunciati dalle Sezioni Unite (sent. n.19525/2018) circa la nozione funzionale di spiaggia lacuale e la demanialità. Conseguenze: rigetto del ricorso per inammissibilità, condanna del ricorrente alle spese di giudizio, rigetto della richiesta di condanna per lite temeraria per mancata allegazione e prova di mala fede o colpa grave, imposizione dell'eventuale contributo unificato previsto.

Norme richiamate

  • R.D. 30 aprile 1910 n. 639

    Norma di riferimento per l'ingiunzione relativa ai canoni ed indennizzi per occupazione di area demaniale; utilizzata come titolo dell'ingiunzione opposta dal ricorrente

  • R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 (T.U. delle acque)

    Richiamato per chiarire i rimedi esperibili contro decisioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche: il rinvio ai casi dell'art. 517 del codice di rito del 1865 e la distinzione fra rimedio di rettificazione e ricorso alle Sezioni Unite

  • Codice di procedura civile

    art. 360, nn. 3) e 4) e n. 5), art. 112, art. 96, art. 111 Costituzione (richiamato nel testo giurisprudenziale)

    Art. 360: motivi di cassazione dedotti dal ricorrente; art.112: dedotto come violato per presunta omissione di pronunciamento (ma non sindacabile in cassazione per decisioni del TSAP); art.96: disciplina la responsabilità per lite temeraria, richiedendo prova di mala fede o colpa grave

  • Codice civile

    Richiamati dal ricorrente in relazione ai principi di delimitazione del demanio idrico e proprietà; la Corte ha ritenuto che la censura si risolve in sindacato di merito non ammissibile in cassazione

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115

    Predisposizione dell'obbligo, in capo al ricorrente, del versamento di un ulteriore contributo unificato nei casi previsti

  • Giurisprudenza - Corte di Cassazione, Sezioni Unite

    sent. n.19525/2018; sent. n. 16979/2019 e altre citate

    Principi richiamati: la nozione funzionale di 'spiaggia lacuale' e i criteri per l'accertamento della demanialità; distinzione fra valutazioni di merito (sindacabili in appello/TSAP) e questioni di diritto propriamente dette in cassazione; rimedio della rettificazione per extrapetizione/omissione specifiche

Massime di principio

  • Se in giudizi su demanialità si è già formato un giudicato su natura demaniale/privata dell'area, la parte che contesta i canoni successivi incontra limiti di ripetizione della stessa questione: occorre valutare la preclusione del res judicata e usare i rimedi corretti
  • Le critiche alla valutazione delle prove e alla ponderazione degli indizi (es. valore del verbale di delimitazione) sono, in linea di massima, questioni di merito riservate al giudice di merito e non sono sindacabili in Cassazione salvo vizio di motivazione grave, inesistenza o mera apparenza della motivazione
  • Quando si invoca che il giudice non abbia pronunciato su punti specifici (extrapetizione/omissione), il rimedio corretto contro sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche può essere il ricorso per rettificazione al medesimo tribunale, non automaticamente la cassazione
  • La nozione funzionale di 'spiaggia lacuale' può giustificare la demanialità di aree anche se in parte poste sopra la isoipsa o in corrispondenza di biotopi: rileva l'utilità pubblica connessa all'accesso, sosta, transito e fruizione rivierasca
  • La domanda di condanna per lite temeraria (art.96 c.p.c.) richiede allegazione e prova della mala fede o di colpa grave e deve valutare la temerarietà sull'interezza del ricorso; l'assenza di queste allegazioni rende l'istanza inammissibile

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.