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Decreto ministeriale

Decreto ministeriale n. 315 del 02/08/2021

Decreto ministeriale relativo alle risorse del Fondo Complementare al PNRR destinato ad acquisto di autobus

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti315

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto assegna e ripartisce 600 milioni di euro del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR alle Regioni e Province autonome per l’acquisto di autobus a metano, elettrici o a idrogeno, destinati ai servizi extraurbani e suburbani, e per le relative infrastrutture di alimentazione. È prevista anche, entro il limite del 15%, la possibilità di finanziare la riconversione a gas naturale di autobus diesel euro 4 ed euro 5. Il provvedimento disciplina beneficiari, spese ammissibili, tempi di sottoscrizione dei contratti, avanzamento del programma, modalità di erogazione e rendicontazione, vincoli di destinazione e reversibilità, pubblicità, controlli e monitoraggio.

Riparto di 600 milioni di euro del PNC per il rinnovo delle flotte autobus extraurbane e suburbane e delle relative infrastrutture di alimentazione

Riparto risorse PNC per il rinnovo flotte autobus e infrastrutture di alimentazione

Il decreto ministeriale, adottato in attuazione del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59 e del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, definisce il riparto di 600 milioni di euro a favore delle Regioni e Province autonome per il rinnovo delle flotte autobus e delle relative infrastrutture di supporto. L’intervento è coerente con il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile di cui al DPCM 17 aprile 2019 e con la disciplina in materia di monitoraggio e tracciabilità degli investimenti pubblici.

Base normativa e finalità

Il provvedimento richiama l’articolo 1, commi 613-615, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, che ha istituito il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile per il rinnovo del parco autobus del trasporto pubblico locale e regionale. Richiama inoltre il DPCM 17 aprile 2019 di approvazione del Piano, il decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020 sul riparto delle risorse e il decreto direttoriale n. 134 del 27 maggio 2021 sulle modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio. Le risorse del decreto-legge n. 59/2021 sono qualificate come investimenti complementari rispetto al PNRR.

Assegnazione delle risorse e destinazione

Sono assegnati complessivamente 600 milioni di euro per il periodo 2022-2026, con imputazione sui pertinenti capitoli del Ministero per le seguenti annualità:

  • 62,12 milioni per il 2022;
  • 80,74 milioni per il 2023;
  • 159,01 milioni per il 2024;
  • 173,91 milioni per il 2025;
  • 124,22 milioni per il 2026.

Le risorse devono essere destinate all’acquisto di autobus alimentati a metano, elettrici o a idrogeno, nonché alle relative infrastrutture di alimentazione, per servizi extraurbani e suburbani. È ammesso, entro il limite massimo del 15% delle risorse assegnate, anche l’intervento di riconversione a gas naturale di autobus diesel euro 4 ed euro 5.

Riparto territoriale

Il riparto tra le Regioni e le Province autonome segue i criteri e gli indicatori del decreto n. 81/2020. Il decreto ribadisce che, per esigenze di riequilibrio territoriale, almeno il 50% dell’importo complessivo deve essere attribuito alle Regioni del Sud. L’allegato 1 contiene la ripartizione analitica delle somme e la distinzione tra quota Nord e Sud, con evidenza della parte destinata alle infrastrutture.

Soggetti beneficiari e modalità di attuazione

I beneficiari sono le singole Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. Esse possono utilizzare le risorse direttamente oppure tramite soggetti attuatori, imprese affidatarie o esercenti dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, o altri soggetti individuati dalle norme regionali, inclusi soggetti affidatari della gestione dei parchi rotabili e/o delle infrastrutture.

Gli enti beneficiari o i soggetti attuatori devono attestare, tramite il sistema di monitoraggio, che le forniture e le infrastrutture di supporto non beneficiano, per la quota ammessa a contributo, di altri finanziamenti diversi da quelli del decreto-legge n. 59/2021.

Spese ammissibili e limiti di finanziamento

Le risorse possono essere impiegate esclusivamente per:

  • la fornitura degli autobus;
  • gli attrezzaggi obbligatori previsti dal decreto;
  • le eventuali attrezzature ulteriori nei limiti consentiti;
  • le infrastrutture di supporto, secondo le modalità stabilite.

Sono ammissibili, anche parzialmente, le spese amministrative di gestione gara e contratto nei limiti fissati dal decreto. Sono esclusi i costi di manutenzione e non sono finanziabili eventuali contenziosi relativi all’affidamento o all’esecuzione. L’IVA è ammissibile solo se definitivamente sostenuta e non recuperabile.

Sono finanziabili le forniture e le infrastrutture per le quali le procedure siano iniziate dopo il 6 maggio 2021 con atti formali, come determina a contrarre o atti assimilabili.

Termini vincolanti e conseguenze dell’inadempimento

I contratti relativi alle forniture e alle infrastrutture devono essere sottoscritti entro il 30 settembre 2022, a pena di revoca del finanziamento. I beneficiari devono inoltre realizzare almeno il 50% del programma entro il 31 dicembre 2024 e completarlo entro il 31 dicembre 2026, a pena di decadenza.

Le risorse revocate per mancato rispetto del termine intermedio del 31 dicembre 2024 possono essere riassegnate alle Regioni e Province autonome che abbiano rispettato la scadenza, secondo le percentuali dell’allegato 1. Le risorse revocate e già erogate devono essere restituite allo Stato entro 60 giorni dalla comunicazione di avvio della procedura di revoca.

Tipologia di autobus e attrezzaggi obbligatori

Gli autobus finanziati devono appartenere a categorie e tipologie idonee al servizio di trasporto pubblico regionale. Il decreto impone una dotazione minima obbligatoria, che comprende:

  • attrezzature per l’accesso e il trasporto di persone a mobilità ridotta;
  • conta-passeggeri attivo;
  • dispositivi per la localizzazione;
  • predisposizione per la validazione elettronica;
  • videosorveglianza e dispositivi di protezione del conducente secondo le modalità regionali;
  • sistemi di aerazione e climatizzazione.

Ulteriori attrezzaggi, incluse eventuali strutture porta biciclette, sono ammissibili fino al 5% del costo complessivo del veicolo, se previsti nella programmazione regionale o provinciale.

Infrastrutture di supporto e piani di investimento esecutivi

Per le infrastrutture di alimentazione può essere destinato fino al 50% del contributo previsto per il primo triennio dell’articolazione annuale del finanziamento. Sono ammesse le opere strettamente connesse alla realizzazione delle infrastrutture necessarie ai bus a metano, elettrici o a idrogeno, inclusi allacciamenti, punti di ricarica, apparati, sistemi di stoccaggio e, se necessario, adeguamenti dei depositi.

Le spese tecniche di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo sono ammesse nei limiti del D.M. Giustizia 17 giugno 2016, previa certificazione regionale o provinciale. Per le spese amministrative di gara e contratto e per la realizzazione dei piani di investimento esecutivi è previsto un limite complessivo massimo del 2% del contributo per le infrastrutture di supporto.

Erogazione delle risorse e documentazione richiesta

L’erogazione avviene su istanza delle Regioni o Province autonome e mediante trasferimento su conto corrente. È prevista:

  • un’anticipazione pari al 20% del contributo complessivo del quinquennio, dopo la registrazione del decreto direttoriale di impegno;
  • erogazioni successive fino al 90% complessivo, con rendicontazione di una spesa almeno pari al 10% del contributo;
  • un saldo finale del 10%.

Per ottenere l’anticipazione sono richiesti il modulo di istanza, la scheda anagrafica e l’indicazione del conto di tesoreria e dei CUP. Per le erogazioni successive devono essere prodotti, tra l’altro, piano di investimento, dati delle procedure di aggiudicazione, CUP e CIG, dati del fornitore, elenco dotazioni e attrezzaggi, provvedimenti su vincolo di reversibilità e di destinazione, dichiarazioni del RUP, SAL e fatture quietanzate o documentazione equivalente. Per il saldo occorrono anche i certificati di collaudo o regolare esecuzione e, per i veicoli, i documenti di circolazione e i dati per la messa in servizio.

Vincolo di destinazione e vincolo di reversibilità

Gli autobus e le infrastrutture finanziati devono essere destinati esclusivamente ai servizi extraurbani e suburbani della regione o provincia beneficiaria per tutta la vita tecnica. Alla scadenza, l’eventuale valore residuo derivante da alienazioni deve essere utilizzato per le medesime finalità.

È previsto anche il vincolo di reversibilità in favore dell’amministrazione pubblica competente, con eventuale subentro di nuovi affidatari secondo i criteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti richiamati dal decreto, al netto della quota non ammortizzata di contributo pubblico.

Pubblicità, verifiche e monitoraggio

Su ciascun autobus deve essere apposto un pannello esterno con il logo dello Stato italiano, lo stemma e la denominazione della Regione o Provincia autonoma e la dicitura “Finanziato con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili”.

Il Ministero può effettuare verifiche a campione, anche in loco, sull’attuazione del piano e sull’effettivo utilizzo delle risorse; la Regione o Provincia autonoma deve garantire accesso ai documenti e assistenza. Il monitoraggio avviene ai sensi del decreto legislativo n. 229/2011 tramite il sistema relativo alle opere pubbliche, con classificazione degli interventi sotto la voce “PNIC- rinnovo flotte bus, treni e navi verdi – Bus”. Gli atti regionali o provinciali che finanziano o autorizzano gli interventi devono contenere il CUP, a pena di nullità.

Efficacia e allegati

Il decreto acquista efficacia dalla data di comunicazione alle Regioni e Province autonome dell’avvenuta registrazione presso gli organi di controllo. Gli allegati contengono il riparto delle risorse, il modulo per l’istanza di anticipazione e la scheda anagrafica del dirigente e del RUP.

Punti principali

Riparto delle risorse e finalità dell’intervento

Sono assegnati 600 milioni di euro alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per gli anni 2022-2026, a valere sul Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR. Le somme sono destinate all’acquisto di autobus a metano, elettrici o a idrogeno e alle relative infrastrutture di alimentazione per il trasporto pubblico extraurbano e suburbano. È consentito destinare fino al 15% delle risorse alla riconversione a gas naturale di mezzi diesel euro 4 ed euro 5.

Criteri di riparto e quota per il Mezzogiorno

Il riparto tra Regioni e Province autonome è effettuato secondo gli stessi criteri e indicatori già utilizzati dal decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020, con l’obiettivo di assicurare il 50% delle risorse complessive alle Regioni del Sud. L’allegato 1 riporta la distribuzione puntuale delle somme, distinguendo le quote per le infrastrutture di supporto.

Spese ammissibili, contratti e termini di realizzazione

Le risorse coprono i costi di fornitura degli autobus, comprensivi degli attrezzaggi previsti dal decreto, e delle infrastrutture di supporto. Sono ammissibili anche, entro limiti specifici, le spese amministrative di gara e contratto, mentre restano esclusi i costi di manutenzione e i contenziosi. I contratti devono essere sottoscritti entro il 30 settembre 2022; deve essere realizzato almeno il 50% del programma entro il 31 dicembre 2024 e l’intero programma entro il 31 dicembre 2026, altrimenti scattano revoca o decadenza.

Erogazione, rendicontazione, controlli e vincoli di utilizzo

L’erogazione avviene in tre fasi: anticipazione del 20%, ulteriori pagamenti fino al 90% sulla base di rendicontazioni intermedie e saldo finale del 10%. Il decreto disciplina la documentazione da produrre per anticipo, stati di avanzamento e saldo, prevedendo l’uso del sistema di monitoraggio e l’indicazione obbligatoria di CUP e CIG. Gli autobus e le infrastrutture restano vincolati ai servizi extraurbani e suburbani della regione beneficiaria per l’intera vita tecnica; sono previsti vincoli di reversibilità, obblighi di pubblicità sui veicoli, verifiche ministeriali e regole per l’utilizzo di economie e revoche.

Come è indicizzato

Materietrasporto pubblico localemobilità sostenibilefinanziamenti e contributiautotrasportoopere pubbliche e infrastrutture

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