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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42746/2024 del 21/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria (13/12/2023) esclusivamente quanto alla dosimetria della pena, denunciando violazione di legge e vizio di motivazione: eccessività della pena base e degli aumenti per aggravanti (tra cui l'aggravante di cui all'art. 74, comma 3, d.P.R. n. 309/1990 e la transnazionalità), applicazione errata della continuazione, mancata considerazione dell'incensuratezza e del ruolo marginale/sostanzialmente ausiliario di ciascun imputato, mancata prova di quantità/qualità di stupefacente per alcuni fatti e richiesta, da parte della difesa di Pepè, di sollevare questione di legittimità costituzionale sulla proporzionalità della pena ex art. 74 d.P.R. 309/1990.

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che, in sede di rinvio, la Corte d'appello era chiamata a decidere solo sulla dosimetria della pena e che gli accertamenti di responsabilità e le aggravanti risultavano già coperti da giudicato in seguito alla sentenza rescindente. La Corte territoriale ha motivato la nuova determinazione delle pene indicando per ciascun imputato i criteri di calcolo (pena base attestata sui minimi o inferiore al medio, motivo degli aumenti per aggravanti e continuazione) e ha valorizzato l'organizzazione complessa dei traffici e i collegamenti internazionali. La questione costituzionale proposta è stata ritenuta irrilevante. Condanna delle parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa per le ammende.

Norme richiamate

  • art. 63 cod. pen., comma 4

    Rilevato come norma che consente aumenti per particolari circostanze aggravanti; applicata per giustificare aumento nei confronti di Sosa in funzione della responsabilità e modalità organizzative

  • art. 69 cod. pen.

    Norma generale sulla determinazione della pena: richiamata nell'ambito delle censure sulla dosimetria e della valutazione discrezionale del giudice

  • art. 81 cod. pen.

    Riferimento all'applicazione congiunta di circostanze e cumulazione degli aumenti (richiamata per il corretto computo degli aumenti in capo B3)

  • art. 132 cod. pen.

    Principi generali sulla determinazione della pena (pena base, aumenti e diminuzioni) applicati dalla Corte nella motivazione della dosimetria

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: utilizzati dalla Corte territoriale per giustificare la misura scelta in relazione al ruolo e alle modalità della condotta

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990, comma 3

    Aggravante specifica per i delitti di traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto la sua applicabilità e motivato l'aumento nei limiti della discrezionalità, contestando la mancata prova addotta dalla difesa

  • art. 4 L. n. 146/2006

    Richiamata in relazione a specifiche aggravanti, considerata correttamente nel computo della pena per alcuni capi

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese e al versamento alla Cassa per le ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e di euro 3.000,00

  • Decisione quadro 2004/757 (GAI) (richiamo internazionale)

    Richiamata dalla Corte per sostenere che i parametri sanzionatori previsti per reati di traffico organizzato possono ritenersi compatibili con il minimo edittale ove i traffici abbiano carattere organizzato

  • Sentenza Sesta Sezione n. 5873 del 14/11/2022 (sentenza rescindente)

    Precedente che ha rescisso la precedente sentenza di merito e ha limitato l'ambito del rinvio ai soli profili di dosimetria; gli accertamenti di responsabilità qui sono stati ritenuti coperti da giudicato

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000 (richiamata)

    Richiamata come principio per la liquidazione delle somme a titolo di ammenda in caso di ricorsi manifestamente infondati

Massime di principio

  • In sede di rinvio dalla Cassazione il giudice di merito è limitato a trattare le questioni indicate dalla decisione rescindente: non è consentito riesaminare fatti e accertamenti coperti da giudicato.
  • Le censure sulla dosimetria della pena richiedono, per essere accolte, la dimostrazione che la motivazione del giudice sia illogica, contraddittoria o mancante rispetto ai singoli aumenti; mere affermazioni generiche di eccessività sono inidonee.
  • Quando la Corte motiva puntualmente la determinazione della pena (pena base, aumenti per aggravanti e continuazione) indicando elementi di disvalore come ruolo, modalità organizzative e collegamenti internazionali, la valutazione rientra nella discrezionalità del giudice e difficilmente è rimovibile in Cassazione.
  • L'applicabilità di aggravanti come la 'transnazionalità' o l'aggravante ex art. 74 d.P.R. 309/1990 richiede un apprezzamento concreto del contributo causale dell'imputato all'espansione o all'organizzazione dei traffici; l'assenza di tale prova può essere censurata ma bisogna indicare elementi precisi che smentiscano il prudente apprezzamento del giudice.
  • Eccezioni di incostituzionalità sulla proporzionalità della pena sono generalmente inammissibili ove siano connesse a questioni già oggetto di rinvio e ove la pena risultI compatibile con la gravità dell'organizzazione del traffico (specialmente se la pena è nel minimo edittale per reati con carattere organizzato).

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