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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21818/2025 del 09/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame ex art. 324 c.p.p. proposta dal difensore e procuratore speciale della società, ritenendo che la difesa avesse qualificato la società come indagata ai sensi dell'art. 5 d.lgs. 231/2001 senza allegare la procura speciale, requisito che il Tribunale aveva ritenuto indispensabile per la legittimazione ad impugnare.

La decisione

La Corte Suprema di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Milano per nuovo giudizio (competente ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.). La Cassazione ha ritenuto fondate le censure della società: il Tribunale del riesame non ha adeguatamente considerato la natura endoprocedimentale della nuova istanza di riesame, il collegamento con la precedente impugnazione che aveva già ottenuto l'annullamento del primo sequestro, e la presenza negli atti della procura speciale depositata il 22/11/2024; ha inoltre osservato che il Tribunale ha creato un onere di allegazione riconosciuto come causa di inammissibilità non previsto dalla normativa applicabile.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 5

    Riferimento alla qualifica di 'ente' e alla rilevanza dell'articolazione del procedimento nei confronti della società; la Corte rileva che la sola qualificazione dell'ente come indagato non può essere trasformata in causa automatica di inammissibilità quando la procura speciale è stata comunque depositata negli atti

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 39

    Norma richiamata circa la costituzione dell'ente nel procedimento; la Corte prende atto della regolare costituzione e deposito dell'atto di nomina del difensore ai sensi di tale disposizione

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 9

    Richiamata dalla difesa in ordine alla disciplina dell'ente nel procedimento; utile per valutare la legittimazione processuale dell'ente

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 53

    Norma menzionata nel motivo di ricorso; la Corte non ha ritenuto che essa imponga l'onere aggiuntivo di allegazione invocato dal Tribunale

  • codice di procedura penale, art. 324

    Regola il riesame dei provvedimenti cautelari; la Corte interpreta le impugnazioni nel loro contesto endoprocedimentale e ribadisce che l'esistenza di procura speciale già depositata nei medesimi atti deve essere valutata dal giudice del riesame

  • codice di procedura penale, art. 324, comma 5

    Disposizione richiamata per la competenza del giudice del riesame; la Cassazione ha disposto il rinvio al Tribunale di Milano ai sensi di tale comma

  • codice di procedura penale, art. 322

    Richiamato nella vicenda come parte della disciplina impugnatoria; contesto normativo delle impugnazioni contro provvedimenti cautelari

  • codice di procedura penale, art. 321, comma 2

    Richiamato rispetto al vincolo applicato sul denaro sequestrato; contesto dei provvedimenti di sequestro preventivo

  • d.lgs. n. 274 del 2000, art. 12-bis

    Norma riferita al sequestro in materia tributaria, richiamata nel contesto dell'applicazione del vincolo sul denaro contestato

  • d.lgs. n. 231 del 2001, art. 19

    Richiamata in relazione all'ambito di applicazione delle misure patrimoniali sull'ente

  • codice di procedura penale, art. 100 e art. 122

    Norme relative alla procura e alla rappresentanza processuale; la procura speciale ex art. 100 e 122 c.p.p. depositata è stata ritenuta idonea a legittimare l'impugnazione

  • codice di procedura penale, art. 121

    Richiamato in ordine alle memorie depositate dalla difesa; contesto degli atti difensivi prodotti in vista dell'udienza

  • codice di procedura penale, art. 591

    Citato nel ricorso come riferimento di principio processuale; nel complesso il Collegio ha ritenuto che il Tribunale abbia creato un onere di ammissibilità non previsto dalle norme applicabili

Massime di principio

  • La legittimazione dell'ente a proporre impugnazioni (anche per mezzo di procuratore speciale) va valutata nel contesto endoprocedimentale: se la procura speciale è presente negli atti del procedimento, il giudice non può automaticamente dichiarare l'impugnazione inammissibile per mancata allegazione formale della stessa
  • Il requisito della procura speciale è essenziale per la rappresentanza processuale, ma l'onere probatorio va valutato in relazione agli atti già presenti nel fascicolo: una precedente costituzione e deposito formale della procura devono essere considerati dall'organo giudicante
  • Il Tribunale non può creare cause di inammissibilità non previste dalla legge; il principio di tassatività degli istituti di ammissibilità impugnatoria impedisce di imporre oneri aggiuntivi alla parte
  • Quando una nuova istanza di riesame si inserisce in diretto collegamento con una precedente impugnazione (stesso procedimento, stessa imputazione/provvedimento), il giudice deve valutare la natura endoprocedimentale della nuova impugnazione e considerare gli allegati e i riferimenti alla precedente fase
  • In fase difensiva è buona prassi: indicare esplicitamente nei documenti di impugnazione dove e quando la procura speciale è stata depositata, allegare copia della procura o specificarne la presenza nel fascicolo per evitare contestazioni formali
  • Se il giudice del riesame dichiara inammissibile un ricorso sulla base di un presunto vizio formale non espressamente previsto dalla legge, è possibile impugnare tale decisione in sede di legittimità per violazione di legge e per insufficiente motivazione

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