Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 5792/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 3086/2024 del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro nel giudizio RG n. 3036/2023, pubblicata in data 29/04/2024.

Giustizia amministrativa202505762

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inottemperanza alla sentenza definitiva del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero ad assegnare la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’esecuzione della sentenza n. 3086/2024 del Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, pubblicata il 29 aprile 2024, che aveva condannato il Ministero all’erogazione della Carta elettronica del docente, del valore nominale annuo di 500 euro, per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023. La sentenza era stata appellata dalla docente soltanto quanto alla compensazione delle spese, ma l’appello era stato respinto dalla Corte d’Appello di Napoli con sentenza n. 268/2025, non impugnata. Dedotta la mancata esecuzione del capo di condanna ormai definitivo, la ricorrente ha chiesto di assegnare all’Amministrazione un termine per adempiere e, in caso di ulteriore inerzia, di nominare un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo provati il passaggio in giudicato del titolo e l’inutile decorso del termine previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare puntuale e integrale esecuzione entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, se anteriore. Ha riconosciuto sulla somma dovuta gli interessi legali dalla data del passaggio in giudicato, ai sensi dell’art. 112, comma 3, c.p.a., senza ulteriore rivalutazione o risarcimento, non essendo provati danni diversi. Per l’eventuale persistente inadempimento ha nominato commissario ad acta il Prefetto di Roma, da attivare dopo la scadenza del termine assegnato e la comunicazione della perdurante inerzia; l’eventuale compenso, posto a carico del Ministero, è stato determinato in 500 euro. Il Ministero è stato inoltre condannato a rifondere le spese di giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (dimostrato dalla produzione della sentenza di appello proposto avverso la stessa – pronuncia limitata al capo sulla compensazione delle spese giudiziali -, e dalla certificazione di cancelleria di mancata impugnazione di tale sentenza di appello) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    Il giudizio di ottemperanza è ammissibile quando risulti il passaggio in giudicato del titolo azionato e sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto per l’adempimento delle amministrazioni.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito con l. 30/1997

    Alla luce della documentazione versata in atti, sussistono tutti i presupposti di cui all’articolo 114 del codice del processo amministrativo, avuto segnatamente riguardo al passaggio in giudicato della sentenza azionata (dimostrato dalla produzione della sentenza di appello proposto avverso la stessa – pronuncia limitata al capo sulla compensazione delle spese giudiziali -, e dalla certificazione di cancelleria di mancata impugnazione di tale sentenza di appello) e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    Il termine dilatorio previsto dalla disposizione deve essere inutilmente decorso prima che possa ordinarsi l’esecuzione coattiva del titolo nei confronti dell’amministrazione.

  • art. 112, comma 3, c.p.a.

    La somma dovuta andrà maggiorata di interessi legali, con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza qui azionata, ai sensi dell’art. 112 co. 3 cpa; in tale limite (ovvero quello della ordinaria fecondità del denaro, e quindi degli interessi corrispettivi) potendo accogliersi la domanda di interessi e rivalutazione in questa sede formulata (e ciò in mancanza di prova di danni diversi e ulteriori).

    In sede di ottemperanza, sulla somma dovuta in forza del titolo spettano gli interessi legali dalla data del suo passaggio in giudicato; ulteriori pregiudizi richiedono prova specifica.

Massime di principio

  • Ai fini dell’ottemperanza nei confronti di un’amministrazione, occorre che il titolo azionato sia passato in giudicato e che sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto per l’adempimento.
  • Quando il titolo giudiziale impone il pagamento di una somma, in sede di ottemperanza spettano gli interessi legali dalla data del passaggio in giudicato; ulteriori danni o pregiudizi devono essere specificamente provati.
  • In caso di persistente inottemperanza, il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricato di intervenire in via sostitutiva dopo la scadenza del termine.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.