Cassazione Penale, Sentenza n. 21250/2025 del 05/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il decreto di sequestro probatorio (26/02/2024) relativo ai reati articoli 416, 648-bis c.p. e art. 2 d.lgs. 74/2000. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza del fumus commissi delicti e alle esigenze probatorie: contesta l'assenza di adeguata motivazione circa il rapporto tra i beni sequestrati (documenti di immatricolazione, targhe, tre cellulari iPhone, una carta di pagamento e strumentazione per alterare il chilometraggio) e le fattispecie contestate, nonché la mancata valutazione della effettiva rilevanza probatoria e della proporzionalità del sequestro, sostenendo che i dispositivi sarebbero stati acquisiti per finalità meramente esplorative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Catanzaro, in ottemperanza alla precedente sentenza di annullamento con rinvio, abbia colmato le carenze motivazionali indicando puntualmente la necessità dell'apprensione di specifici documenti e strumenti informatici e illustrando il ruolo del ricorrente (amministratore unico e procuratore speciale di due società dedite al commercio di veicoli) e i suoi collegamenti con altri indagati, in particolare Bruno De Bartolo. La Corte ha affermato la sussistenza dell'astratta configurabilità dei reati e l'idoneità degli elementi a giustificare ulteriori indagini; ha ritenuto pertanto pertinenti gli elementi sequestrati (documentazione contraffatta, targhe straniere/contraffatte, strumentazione per alterare il chilometraggio e dispositivi elettronici) e proporzionata la misura, anche con riferimento alle modalità di selezione dei dati e alla preservazione dell'integrità dei dispositivi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 416 c.p. (associazione per delinquere)
La norma è richiamata in relazione all'ipotesi che il ricorrente facesse parte di una compagine organizzata dedita alla nazionalizzazione illecita e alla commercializzazione di vetture di provenienza illecita; il Tribunale ha ritenuto sussistente l'astratta configurabilità del reato, utile a giustificare il sequestro probatorio per acquisire elementi ulteriori di prova.
art. 648-bis c.p. (riciclaggio)
Contestata in relazione alla trasformazione/occultamento della provenienza illecita delle autovetture; i documenti e gli strumenti sequestrati sono stati ritenuti pertinenti per dimostrare operazioni di riciclaggio connesse alla nazionalizzazione e vendita dei veicoli.
art. 2 d.lgs. 74/2000 (violazioni fiscali)
Rilevante per le ipotesi di violazioni fiscali connesse alle operazioni di nazionale/immatricolazione e commercializzazione dei veicoli; la documentazione sequestrata può fornire elementi in ordine alle posizioni fiscali e alle violazioni contestate.
Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli)
Richiamata per il principio che il decreto di sequestro probatorio deve contenere una motivazione che, anche se sintetica, specifichi la finalità perseguita per l'accertamento dei fatti; prerogativa del pubblico ministero nelle indagini preliminari.
Sentenza n. 41845/2024 (annullamento con rinvio)
Decisione della Corte che aveva annullato in precedenza il provvedimento e disposto il rinvio per carenza motivazionale; il Tribunale di merito ha poi integrato la motivazione secondo le indicazioni della Corte.
Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019 (Pirlo)
Principio secondo cui, in sede di riesame del sequestro probatorio, il tribunale verifica l'astratta configurabilità del reato non come giudizio di merito ma in relazione all'idoneità degli elementi a rendere utile l'espletamento di ulteriori indagini per acquisire prove non altrimenti ottenibili senza la sottrazione del bene.
Sez. 6, n. 34265 del 22/09/2020 (Aleotti)
Principio che ammette l'acquisizione di un'intera categoria di beni qualora il sequestro non sia meramente esplorativo e il pubblico ministero motivi la necessità di un sequestro esteso in relazione al tipo di reato, alla condotta e al ruolo dell'indagato, nonché alla difficoltà di individuare ex ante gli elementi rilevanti; contempera tale esigenza con la necessità di tempi adeguati per esaminare il materiale acquisito preservandone l'integrità.
Massime di principio
- Il sequestro probatorio è legittimo se il decreto contiene una motivazione, anche sintetica, che specifichi la finalità probatoria e l'idoneità dei beni a fornire prove utili per ulteriori indagini.
- In sede di riesame non si svolge un giudizio di merito sulla fondatezza dell'accusa, ma si verifica l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a rendere utile l'acquisizione dei beni.
- Documenti e dispositivi informatici possono essere qualificati come pertinenze della prova (e non necessariamente come corpo del reato) quando sono strumenti o contengono informazioni funzionali all'accertamento delle condotte illecite.
- L'acquisizione di un'intera categoria di beni è ammessa solo se adeguatamente motivata (necessità dell'approccio esteso, ruolo dell'indagato, difficoltà di individuare ex ante gli elementi) e se la misura è proporzionata nel tempo e nelle modalità, con tecniche idonee a preservare l'integrità dei dati.
- Per contestare con successo un sequestro probatorio in Cassazione è necessario confutare in modo specifico e motivato l'apparato argomentativo del giudice di merito; censure generiche o aspecifiche sono destinate a essere respinte.
- La dimostrazione del ruolo centrale dell'indagato (es. funzioni amministrative, collegamenti con altri indagati, attività di mediazione/procacciamento) rafforza la sussistenza del fumus commissi delicti e la pertinenza degli elementi sequestrati.
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