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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34366/2026 del 24/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L’imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’appello di Lecce del 26 settembre 2025, che lo aveva condannato per il reato previsto dall’art. 337 c.p. Con un unico motivo, la difesa ha dedotto la violazione dell’art. 62-bis c.p. e il vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, richiamando la giovane età e una pretesa «desistenza sostanziale» dalla condotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura sulla «desistenza sostanziale» sollecitasse un nuovo esame del merito delle risultanze processuali, non consentito in sede di legittimità. Ha inoltre giudicato specifica e congrua la motivazione della Corte d’appello, che aveva negato le attenuanti generiche considerando l’elevato pericolo per l’incolumità pubblica, dovuto alle modalità della fuga, e i precedenti, anche recenti, indicativi della mancata volontà di cambiare regole di vita. In tale quadro, la giovane età e l’asserita desistenza sono state considerate recessive. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Visti gli atti e la sentenza impugnata (relativa a condanna per il reato di cui all'art. 337 cod. pen.);

    La norma individua il reato per il quale l’imputato era stato condannato; la decisione non ne sviluppa un’interpretazione sostanziale.

  • art. 62-bis c.p.

    Rilevato, inoltre, che la Corte di appello, con motivazione specifica e congrua, ha escluso di poter riconoscere le circostanze attenuanti generiche, in considerazione dell'elevato pericolo per la incolumità pubblica dovuto alle modalità della fuga e in considerazione dei precedenti anche recenti da cui l'imputato risulta gravato, significativi della non volontà di un cambiamento delle regole di vita;

    Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo quando è sorretto da motivazione specifica e congrua fondata su elementi sfavorevoli rilevanti; gli ulteriori elementi favorevoli dedotti dalla difesa possono essere ritenuti recessivi.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile la censura che, sotto l’apparente deduzione di un vizio, solleciti una nuova valutazione delle risultanze processuali e del merito.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato quando il giudice valorizza, in modo specifico e congruo, la gravità del pericolo prodotto dalle modalità della condotta e i precedenti dell’imputato; gli elementi favorevoli dedotti dalla difesa possono essere giudicati recessivi rispetto a tali circostanze.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reatoResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleParte generaleReati contro la PA

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