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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34324/2026 del 24/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. La responsabilità per il delitto di evasione e la condanna pronunciata in appello restano ferme.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Due imputati hanno impugnato la sentenza del 15 settembre 2025 della Corte d’appello di Venezia, che li aveva condannati per il delitto di evasione previsto dall’art. 385 c.p. I ricorsi riguardavano il trattamento sanzionatorio e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha rilevato che le censure riproponevano questioni già adeguatamente valutate dai giudici di merito e, inoltre, erano generiche, poiché non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Visti gli atti, la sentenza impugnata (condanna per il delitto di cui all'art. 385 c.p.);

    La disposizione identifica il reato per il quale gli imputati erano stati condannati; il testo non sviluppa ulteriori profili interpretativi sulla fattispecie.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre censure già adeguatamente esaminate dai giudici di merito senza individuare ragioni idonee a confutarne la valutazione.
  • Sono inammissibili per genericità le doglianze che non si confrontano con la motivazione della sentenza impugnata, anche quando riguardano il trattamento sanzionatorio o il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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