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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26111/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Sfogg impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Venezia che aveva accertato la simulazione della compravendita del 16 maggio 2006 ritenendola in realtà una donazione, dichiarandone nullità ed inefficacia e annullando il trasferimento successivo del 25 maggio 2006. Le doglianze principali riguardavano: la presunta illegittimità della disposizione del diritto di abitazione (art. 1024 c.c.), la responsabilità professionale del notaio per inosservanza degli obblighi (artt. 28 e 49 L. 89/1913) e contraddizioni nella motivazione della Corte di Appello. I controricorrenti (Umberto Golfetto e Atrena Ltd) sostenevano che l'atto del 16 maggio 2006 era una compravendita con prezzo effettivamente pattuito e clausole di pagamento, non una donazione; al più poteva trattarsi di un negotium mixtum cum donatione, e che la procura conferita a Massimo Golfetto consentiva la vendita anche a se stesso alle condizioni concordate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo del ricorso incidentale di Umberto Golfetto/Atrena: la Corte d'Appello ha erroneamente interpretato la clausola contrattuale relativa alla dilazione e il significato letterale del patto, travalicando i canoni di ermeneutica contrattuale. La Cassazione ha affermato che la presenza di un prezzo effettivamente pattuito rende impropria la qualificazione dell'atto come pura donazione e che, al più, poteva emergere un negotium mixtum cum donatione, configurazione compatibile con i poteri conferiti nella procura. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Venezia per nuovo esame conforme ai principi esposti. L'accoglimento del motivo incidentale ha reso superfluo l'esame degli altri motivi; la regolazione delle spese del giudizio di legittimità è delegata al giudice del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 1024 c.c.

    La Corte d'Appello aveva ritenuto che il titolare del diritto di abitazione potesse disporne; la Cassazione non ha dovuto risolvere definitivamente la questione sostanziale ma ha evidenziato che la qualificazione negoziale (vendita vs donazione) deve rispettare i canoni di interpretazione contrattuale prima di incidere sui limiti di trasferibilità del diritto di abitazione

  • art. 28 L. 89/1913 (notaio)

    La ricorrente invocava la responsabilità del notaio per atti nulli; la Cassazione ha richiamato il tema ma, accogliendo il motivo incidentale, ha ritenuto superfluo decidere sulla responsabilità notarile preliminarmente alla nuova valutazione di merito

  • art. 49 L. 89/1913 (obblighi del notaio)

    Contestata la mancata verifica del potere di rappresentanza; la Corte di Cassazione ha rilevato che la decisione sul profilo della responsabilità notarile dipenderà dall'ulteriore esame di merito dopo il rinvio

  • artt. 1362, 1363, 1366, 1369, 1371 c.c.

    La Cassazione ha richiamato i canoni di interpretazione contrattuale: prevalenza del senso letterale quando è chiaro, interpretazione sistematica delle clausole, buona fede e bilanciamento degli interessi; la Corte d'Appello ha violato tali criteri nella lettura della clausola sulla dilazione

  • art. 1470 c.c. e art. 769 c.c.

    Richiamati dalle parti per distinguere compravendita e donazione; la Cassazione ha chiarito che la presenza di un prezzo pattuito ostacola la qualificazione dell'atto come pura donazione e può far emergere un negotium mixtum cum donatione

  • art. 360 c.p.c. (comma 1, nn. 3 e 5) e art. 91 c.p.c.

    Articoli invocati per i motivi di cassazione (violazione dei canoni ermeneutici e motivazione contraddittoria) e per contestazioni sulla liquidazione delle spese; la Corte ha ritenuto fondato il vizio di interpretazione previsto dall'art. 360 n.3 con richiamo ai criteri di ermeneutica

  • art. 44 legge fallimentare e art. 2919 c.c.

    Richiamati negli atti di merito in relazione all'effetto del fallimento sui poteri di rappresentanza e alle trascrizioni; la decisione di merito dovrà rivalutare tali profili dopo il rinvio

Massime di principio

  • La presenza di un prezzo effettivamente pattuito nella compravendita rende improbabile la qualificazione dell'atto come pura donazione; al più può emergere un negotium mixtum cum donatione.
  • Nell'interpretazione di un contratto occorre partire dal significato letterale delle clausole e applicare i canoni di cui agli artt. 1362 e ss. c.c.; interpretazioni che travisano la chiarezza letterale o consentono effetti inverosimili (es. totale discrezionalità del pagamento) sono invalide.
  • Le clausole che prevedono limiti alle rateazioni o modalità di pagamento devono essere interpretate nel senso di tutelare l'interesse del venditore a ottenere la prestazione, non come strumenti per annullare l'obbligo di pagamento.
  • La qualificazione tra vendita, donazione o negozio misto dipende dall'accertamento della comune intenzione delle parti; la sproporzione tra prezzo e valore di mercato rileva per la causa e l'interpretazione, non automaticamente per la nullità.
  • La responsabilità del notaio e la verifica dei poteri di rappresentanza (art. 28 e 49 L. 89/1913) possono essere valutate solo dopo un corretto accertamento di merito sulla natura del negozio e sull'esistenza e durata dei poteri conferiti.
  • L'effetto del fallimento sui poteri di rappresentanza e sulle trascrizioni va esaminato concretamente: una procura può risultare temporaneamente inefficace per effetto del fallimento, ma la valutazione richiede esame fattuale del periodo e degli atti trascritti.

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