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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25468/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità del motivo e la presenza, nella sentenza impugnata, di una motivazione congrua sul trattamento sanzionatorio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica accusa)

La controversia

Il ricorso è stato proposto avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo del 12/09/2024. L’unico motivo deduceva un vizio motivazionale in relazione alla richiesta di contenimento della pena entro i minimi edittali. La censura è stata ritenuta del tutto generica, perché formulata in termini astratti e priva sia delle specifiche ragioni di diritto sia dei dati di fatto idonei a sorreggere la richiesta. La Corte ha inoltre osservato che la decisione impugnata conteneva una motivazione sul trattamento punitivo sufficiente e non illogica, con adeguato esame delle deduzioni difensive.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che, deducendo un vizio di motivazione sulla pena, si risolva in affermazioni generiche e astratte, senza indicare specifiche ragioni di diritto e puntuali dati di fatto.
  • La richiesta di applicazione di una pena prossima ai minimi edittali deve essere sorretta da deduzioni concrete e specifiche; in mancanza, la censura non supera il vaglio di ammissibilità.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio è sufficiente quando dia conto, in modo non illogico, dell’esercizio del potere discrezionale del giudice e dell’esame delle deduzioni difensive.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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