Cassazione Civile, Sentenza n. 29345/2023 del 23/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'atto con cui era stata irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria ex art. 13, comma 1, d.lgs. n. 471/1997 per avere la società incorporata (Condeser Italiana s.r.l.) superato il limite di compensabilità tra crediti d'imposta e debiti tributari relativo all'anno d'imposta 2006 (cd. "splafonamento"). La controversia verteva sull'esistenza e sulla misura dello sconfinamento e sulla legittimità della sanzione, con riferimento anche alla buona fede del contribuente e alla corretta interpretazione delle soglie di compensazione previste dalla normativa vigente e dalle modifiche legislative intervenute successivamente (ius superveniens).
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e ha confermato il dispositivo della sentenza della Commissione tributaria regionale, correggendone la motivazione. Il Collegio ha applicato lo ius superveniens (art. 9, comma 2, d.l. n. 35/2013, conv. in l. n. 64/2013) elevando il limite di compensazione da euro 516.546,90 a euro 700.000,00 e, in ossequio al principio del favor rei, ha ritenuto che la condotta sanzionabile si riferisca solo all'omesso versamento eccedente il nuovo tetto. Nel caso concreto lo sforamento risultava comunque entro il nuovo limite (sommatoria pari a euro 678.085,50 < euro 700.000), per cui la sanzione non poteva essere mantenuta. Spese processuali integralmente compensate. Inoltre, è stato escluso l'obbligo dell'Agenzia di versare il contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002, per esenzioni proprie delle Amministrazioni dello Stato.
Norme richiamate
art. 13 d.lgs. n. 471/1997
art.13, primo comma, del d.lgs. n.471 del 1997
Norma che sanziona l'omesso versamento tributario dovuto allo sconfinamento della compensazione; la Corte ritiene che la rilevanza sanzionatoria debba essere valutata alla luce del limite di compensazione vigente più favorevole al contribuente
art. 34, comma 1, legge n. 388/2000
limite previsto di euro 516.546,90
Stabilisce il limite massimo dei crediti d'imposta compensabili; originariamente fissato nel valore indicato, la sua violazione configurava lo 'splafonamento' sanzionabile
art. 9, comma 2, d.l. n. 35/2013 (conv. in l. n. 64/2013)
innalzamento del limite a euro 700.000,00
Introduce uno ius superveniens favorevole al contribuente elevando il tetto di compensazione; la Corte applica tale disposizione retroattivamente ai processi in corso in base al principio del favor rei, riducendo la condotta sanzionabile agli importi eccedenti il nuovo limite
art. 3 d.lgs. n. 472/1997
principio del "favor rei"
Principio secondo il quale, nei processi non definitivi, si deve applicare la norma penale o sanzionatoria più favorevole; la Corte lo utilizza per applicare il nuovo limite di compensazione
art. 10, primo comma, legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente)
art.10, primo comma, Statuto del contribuente
Richiamato nella valutazione della buona fede del contribuente; la C.T.R. aveva ritenuto che l'atto fosse illegittimo anche per violazione di questa norma, come indice di tutela del contribuente in buona fede
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 e art. 1, comma 17, l. n. 228/2012
norma citata con riferimento al contributo unificato
La Corte ha escluso l'applicabilità della disposizione con richiesta di ulteriore contributo unificato nei confronti dell'Amministrazione dello Stato, per effetto del meccanismo della prenotazione a debito che esenta tali amministrazioni
Massime di principio
- Se, nel corso del processo, interviene una norma sopravvenuta che rende il regime sanzionatorio più favorevole al contribuente (ius superveniens), tale norma deve essere applicata ai procedimenti ancora pendenti in ossequio al principio del favor rei.
- L'innalzamento del limite di compensazione dei crediti IVA riduce la platea della condotta sanzionabile: si sanziona solo l'omesso versamento relativo alla parte eccedente il nuovo tetto.
- In giudizi su sanzioni per "splafonamento" occorre calcolare la somma tra il limite previgente e la compensazione eccedente per verificare se, alla luce del nuovo limite, rimane effettivamente una quota sanzionabile.
- La buona fede del contribuente (richiamata dallo Statuto del contribuente) può influire sulla legittimità dell'atto sanzionatorio, specie se la violazione proviene da comportamenti non intenzionali o da interpretazioni ragionevoli della normativa.
- Quando la controversia è decisa applicando ius superveniens, la corte può compensare integralmente le spese processuali tra le parti.
- Le Amministrazioni dello Stato sono in linea generale esentate dal pagamento di taluni oneri processuali (es. contributo unificato) tramite il meccanismo della prenotazione a debito; quindi non sempre è dovuto un ulteriore versamento richiesto ex lege.
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