Cassazione Penale, Sentenza n. 34706/2025 del 24/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della confisca del denaro sequestrato (circa 10.800 euro in diversi nascondigli) contestando la motivazione del Tribunale che l'ha dichiarata pertinente all'attività illecita. La difesa ha sostenuto che le somme appartenevano alla convivente Debé Sara, producendo contratto di lavoro e buste paga (tot. €8.615,14) e ha rilevato l'assenza di un nesso tra l'intera somma e le singole cessioni contestate; ha altresì osservato la riqualificazione dei reati ai sensi dell'art. 73, co. 5 DPR 309/1990.
La decisione
Ricorso rigettato. La Corte ha ritenuto insufficienti le prove offerte dalla convivente per dimostrare la titolarità e la provenienza delle somme (ossia che non fossero state consumate per canone di locazione, utenze, spese e viaggi). Ha confermato la confisca del denaro ai sensi dell'art. 240‑bis cod. pen. richiamato dall'art. 85‑bis DPR n. 309/1990, ritenendo applicabile la confisca per sproporzione anche ai fatti riqualificati ex art. 73, co. 5, alla luce della modifica normativa del 2023, vigente alla data del fatto e della sentenza. Condanna alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 240‑bis cod. pen.
in caso di sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, è disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito
La Corte ha applicato la confisca per sproporzione ritenendo che l'imputato non avesse giustificato la provenienza delle somme e che esse fossero sproporzionate rispetto al suo reddito e alla sua situazione (disoccupato), anche in presenza di dichiarazioni della convivente.
art. 85‑bis d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Richiamato in combinato con l'art. 240‑bis cod. pen. per le fattispecie di cui all'art. 73: la norma consente la confisca del denaro sequestrato nei procedimenti di stupefacenti quando sussistono gli elementi di sproporzione o mancata giustificazione.
art. 73, co. 5 d.P.R. n. 309/1990
I fatti erano stati riqualificati ai sensi del comma 5; la Corte ha comunque ritenuto applicabile la confisca per sproporzione per effetto della modifica normativa del 2023 che estende l'art. 85‑bis a tutte le fattispecie dell'art. 73.
Decreto‑legge 15 settembre 2023, n. 123 conv. L. 13 novembre 2023, n. 159
La modifica ha esteso la possibilità di confisca per sproporzione a tutte le ipotesi dell'art. 73; la Corte ha ritenuto la norma vigente alla data del fatto e della sentenza, applicabile quindi anche alla riqualificazione ex co.5.
art. 444 cod. proc. pen.
La definizione della posizione dell'imputato mediante applicazione della pena su richiesta delle parti è la forma di giudicato sulla quale si è basata la pronuncia di confisca ai sensi dell'art. 240‑bis in combinato con l'art. 85‑bis.
Massime di principio
- La confisca per sproporzione (art. 240‑bis) opera se il soggetto non giustifica la provenienza del denaro e la disponibilità risulta sproporzionata rispetto al reddito: la sola dichiarazione di terzi non basta se non dimostra concretamente l'origine e l'utilizzo delle somme.
- La modifica normativa del 2023 ha esteso la confisca per sproporzione a tutte le fattispecie di traffico di stupefacenti ex art. 73: anche dopo riqualificazioni la restrizione è applicabile se ricorrono i presupposti.
- Quando si afferma che il denaro appartiene a un terzo convivente è necessario produrre prove dirette e contemporanee (movimenti bancari, ricevute, atti che mostrino disponibilità effettiva e non consumazione per spese correnti) per vincere la presunzione di illiceità o di sproporzione.
- La valutazione giudiziale è concreta e tiene conto di tutte le indicazioni (stile di vita, dichiarazioni dell'imputato, consumi ricostruiti) e non solo della somma teoricamente ricavata dalle cessioni contestate; la difesa deve proporre elementi documentali che rendano verosimile e provata l'origine lecita.
- In caso di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento), il giudice può comunque disporre la confisca per sproporzione se ricorrono i presupposti normativi.
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