Cassazione Civile, Sentenza n. 22574/2024 del 09/08/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della CTR Lazio che aveva accolto l'appello della Travertini Caucci (confermando la non soggettività a IMU delle aree oggetto, utilizzate come cava estrattiva per l'anno 2013), deducendo: (i) violazione del giudicato esterno (sentenze della Cassazione degli anni precedenti che avrebbero riconosciuto la sussistenza del presupposto impositivo); (ii) carenza/forme di motivazione della CTR ai sensi del procedimento civile/tributario; (iii) errata interpretazione delle norme IMU/ICI e urbanistiche (secondo la ricorrente l'area, pur destinata ad attività estrattiva, essendo suscettibile di edificazione ai sensi del PRG andrebbe qualificata edificabile e tassata sulla base del valore venale).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi (il giudicato esterno non vincola sugli elementi variabili e la motivazione della CTR è sufficiente) e ha accolto il terzo motivo: ha affermato il principio consolidato secondo cui, ai fini ICI/IMU, l'edificabilità va desunta dalla qualificazione urbanistica attribuita nel piano regolatore comunale e che, se l'area è suscettibile di edificazione (anche limitata a fabbricati strumentali in zona D/3) e non si tratta di terreno agricolo, la base imponibile deve essere determinata sul valore venale. Sulla base di ciò la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata quanto al motivo accolto e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della contribuente (Travertini). Sono state compensate le spese dell'intero giudizio di legittimità.
Norme richiamate
d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (art. 1 e art. 2, comma 1, lett. b))
La determinazione della base imponibile per i terreni si fonda sulla loro potenzialità edificatoria; la qualificazione urbanistica incide sulla natura (agricola vs edificabile) e sul valore venale.
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 (art. 11 quaterdecies, comma sedicesimo)
Ha fornito interpretazione autentica relativa all'edificabilità ai fini dell'imposizione, rilevando la prevalenza della qualificazione urbanistica adottata dal Comune.
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 (art. 36, comma secondo)
Concorre alla interpretazione sull'effetto della qualificazione urbanistica ai fini dell'imponibilità ICI/IMU.
d.l. n. 201/2011 (art. 13) e d.lgs. 504/1992 (art. 1, n.2; art. 2, lett. b))
Richiamate nei motivi come norme rilevanti per la qualificazione dell'area e per la determinazione della base imponibile.
d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 59, comma 1, lett. f))
Consente al Comune, in ipotesi, il riconoscimento di rimborsi per anni pregressi; richiamato in relazione agli effetti della qualificazione urbanistica sul valore venale e sulle oscillazioni di valore.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (art. 3, lett. e))
Richiamato tra le norme urbanistiche/edilizie rilevanti per la valutazione della destinazione d'uso e della suscettibilità edificatoria.
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (art. 36) - procedimento tributario
Rilevante per i profili procedurali e di motivazione in sede tributaria; citato nel motivo sulla nullità per carenza di motivazione.
codice di procedura civile (artt. 112, 132, 360; art. 2909 cod. civ. richiamato)
Norme processuali invocate in relazione a violazione del giudicato, motivazione della sentenza e criteri di impugnazione in Cassazione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es.: sezioni unite n. 25560/2006; Cass. n. 14409/2017; Cass. n. 25516/2019 e altre)
Estratti motivazionali citati nella sentenza sulla prevalenza della qualificazione urbanistica e sulla determinazione della base imponibile sul valore venale
La Corte ha ribadito l'indirizzo consolidato secondo cui, ai fini ICI/IMU, l'edificabilità si desume dalla classificazione urbanistica comunale e impone la determinazione della base imponibile sul valore venale anche per aree utilizzate per attività estrattive se suscettibili di edificazione.
Massime di principio
- Per l'IMU/ICI l'edificabilità rileva in base alla qualificazione urbanistica attribuita dal PRG: se il piano classifica l'area come edificabile (anche se destinata ad attività estrattiva), la base imponibile va determinata sul valore venale.
- L'uso concreto (es. destinazione a cava) non esclude automaticamente la qualificazione come edificabile ai fini dell'imposizione: ciò incide semmai sul valore venale, non sull'imponibilità di per sé.
- Il giudicato esterno su annualità precedenti vincola soltanto riguardo a fatti stabili e tendenzialmente permanenti; non preclude nuove valutazioni su elementi variabili (modalità di esercizio dell'attività, condizioni di fatto mutate).
- La motivazione della sentenza tributaria può essere sintetica ma deve consentire di ricostruire l'iter logico-giuridico; carenza motivazionale è rilevabile solo se si scade sotto il minimo costituzionale.
- In casi analoghi occorre verificare: la qualificazione urbanistica formale (PRG), la reale suscettibilità edificatoria secondo gli strumenti urbanistici, e la distinzione tra imponibilità (qualificazione) e quantificazione della base (valore venale influenzato dall'uso concreto).
- In presenza di orientamenti giurisprudenziali consolidati, le controversie possono portare alla compensazione delle spese quando l'indirizzo si è stabilizzato in periodo recente.
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