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Ordinanza

Ordinanza n. 8598/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministro dell'Interno del 13.03.2020 - notificato al ricorrente il 21.10.2020 - con cui è stata rigettata l'istanza di concessione della cittadinanza italiana K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202011549

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministro dell'Interno del 13 marzo 2020, notificato il 21 ottobre 2020, con il quale è stata rigettata l'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Dalla pronuncia non emergono specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nella camera di consiglio istruttoria, il Tribunale ha verificato la persistenza dell'interesse alla decisione, la completezza dell'istruzione e la presenza degli atti necessari per la calendarizzazione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato.

La decisione

Il Tribunale ha accertato che persiste l'interesse del ricorrente alla decisione, che il Ministero dell'Interno ha depositato il fascicolo del procedimento conclusosi con l'atto impugnato ai sensi dell'art. 46 c.p.a. e che il ricorrente ha depositato documentazione. Non essendo state formulate istanze istruttorie né richieste di integrazione del contraddittorio, il Collegio ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento dell'arretrato. Non è stata assunta alcuna decisione sulla legittimità del diniego di cittadinanza né sui motivi di ricorso. La pronuncia contiene inoltre un ordine di oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    L'amministrazione deve depositare il fascicolo del procedimento relativo all'atto impugnato; nel caso concreto il deposito è stato ritenuto effettuato.

  • artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Le disposizioni sono richiamate in relazione al divieto di rinvio e alla necessità di organizzare la trattazione nel rispetto degli impegni di smaltimento dell'arretrato e del PNRR.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato, quando il ricorso è maturo sotto il profilo istruttorio e permane l'interesse alla decisione, il collegio può disporre la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di smaltimento, senza definire il merito della controversia.
  • Prima della calendarizzazione o della definizione del ricorso, il giudice amministrativo deve verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione; qualora l'interesse sia venuto meno, il giudizio può essere definito con decreto presidenziale di improcedibilità o di estinzione per rinuncia, ovvero con pronuncia collegiale in rito.
  • Il divieto di rinvio previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a. impone di evitare differimenti incompatibili con gli obiettivi di smaltimento dell'arretrato, salvo la sussistenza di eccezionali motivi.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

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