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Sentenza

Sentenza n. 899/2026 - Bari, Sezione 1

per l’esecuzione del giudicato di cui alla sentenza del Tribunale Ordinario di Trani - Sez. Lavoro n. 1815 del 30 settembre 2024, notificata in forma ex lege esecutiva in data 7 ottobre 2024, passata in giudicato come da attestazione del funzionario giudiziario del medesimo Tribunale in data 16 maggio 2025

Giustizia amministrativa202500771

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia dell'Amministrazione nell'integrale esecuzione di una sentenza passata in giudicato del Tribunale ordinario in funzione di giudice del lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Trani, Sezione lavoro, divenuta definitiva. Ha dedotto il persistente mancato integrale adempimento delle obbligazioni derivanti dal giudicato, in particolare il mancato pagamento delle somme riconosciute dal giudice del lavoro. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito e l'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, Ambito Territoriale per la Provincia di Bari, non si sono costituiti.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovato che agli atti non risultava l'integrale adempimento delle obbligazioni derivanti dalla sentenza del giudice del lavoro. Ha ordinato all'Amministrazione di dare piena e integrale esecuzione al giudicato, procedendo al pagamento di tutte le somme indicate nella sentenza, entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione o, se anteriore, dalla notificazione a cura della parte. La nomina del commissario ad acta è stata riservata all'eventualità di ulteriore inadempimento dopo la scadenza del termine, anche considerando che in analoghe controversie il ritardo successivo a sentenze di ottemperanza era stato ricondotto a carenze di organico dell'Amministrazione. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 500 euro, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio, in favore della ricorrente e dei suoi difensori antistatari. È stato inoltre disposto l'invio della sentenza alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti per le valutazioni di competenza.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza; il giudice amministrativo, accertato l'inadempimento dell'Amministrazione a un giudicato, ordina l'esecuzione del comando giudiziale e può riservare la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, accertato che l'Amministrazione non ha dato integrale esecuzione alle obbligazioni derivanti da una sentenza passata in giudicato, il giudice deve ordinare l'adempimento completo del comando giudiziale entro un termine assegnato, anche quando il titolo provenga dal giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.
  • La nomina del commissario ad acta può essere riservata a un momento successivo, subordinandola alla persistente inottemperanza dell'Amministrazione dopo la scadenza del termine fissato per l'esecuzione.
  • La mancata dimostrazione dell'integrale adempimento del giudicato, unitamente alla persistente inerzia amministrativa, giustifica l'accoglimento dell'azione di ottemperanza e l'ordine di pagamento delle somme riconosciute dal titolo esecutivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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