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Ordinanza

Ordinanza n. 345/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601073

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento d'ufficio dell'aggiudicazione del lotto 2 e nuova aggiudicazione a un’impresa concorrente, con ricalcolo dei punteggi tecnici

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato gli atti relativi al lotto 2 di una procedura di gara, contestando l’annullamento d’ufficio della precedente aggiudicazione in suo favore e la successiva aggiudicazione a un’altra concorrente. Ha dedotto l’illegittima sottrazione di cinque punti alla propria offerta, l’attribuzione alla controinteressata di un punteggio superiore a quello spettante e, più in generale, l’erronea valutazione delle offerte tecniche ed economiche. La contestazione principale riguardava il criterio premiale relativo alla “presenza di consumabili in plastica monouso per la diluizione di campioni e reagenti”, sostenendosi che la lex specialis e i chiarimenti dovessero essere interpretati nel senso di ammettere anche soluzioni tecniche funzionalmente equivalenti, sebbene prive di consumabili monouso. In via subordinata, la ricorrente ha sostenuto che il punteggio non spettasse neppure alla controinteressata, poiché non tutta la strumentazione da essa offerta era composta da elementi monouso. È stato inoltre contestato il criterio relativo alle posizioni di incubazione, assumendo che la valutazione dovesse riferirsi alla capacità di ciascuna posizione di variare dinamicamente la temperatura e non al mero numero complessivo di posizioni disponibili. Sono state richieste anche la declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato, il subentro, la riedizione della gara e il risarcimento del danno.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente, allo stato del sommario esame, un fumus boni iuris sufficientemente consistente. Quanto al criterio dei consumabili monouso, ha rilevato che il capitolato richiedeva espressamente, quale caratteristica premiante, la presenza di consumabili in plastica monouso e che la scheda tecnica dell’offerta della ricorrente attestava l’assenza di tali consumabili, mentre l’offerta della controinteressata prevedeva l’impiego di rack in plastica monouso. Il principio di equivalenza tecnica è stato ritenuto non applicabile, poiché la difformità non riguardava una specifica tecnica riferita a uno standard o a un obiettivo funzionale, ma la natura strutturale del prodotto richiesto in modo inequivoco dalla legge di gara. Ragionevolezza e proporzionalità non possono neutralizzare una prescrizione letterale chiara, anche in ragione della tutela della par condicio. È stata invece ritenuta infondata, in sede cautelare, la censura subordinata diretta a negare il punteggio alla controinteressata: la formulazione del criterio, che richiede la presenza di consumabili monouso e indica alcuni esempi, è stata interpretata nel senso che sia sufficiente la presenza di alcuni componenti monouso nell’offerta, senza necessità che l’intera strumentazione lo sia. Anche la censura relativa alle posizioni di incubazione è stata ritenuta priva di consistenza cautelare, apparendo preferibile la lettura della lex specialis riferita al numero complessivo delle posizioni disponibili, anziché alla capacità di ciascuna singola posizione di modificare dinamicamente la temperatura. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare, che è stata respinta per insufficiente consistenza delle censure a un sommario esame.

  • lex specialis di gara

    “presenza di consumabili in plastica monouso per la diluizione di campioni e reagenti”

    La prescrizione chiara della legge di gara deve essere applicata secondo il suo tenore letterale e non può essere superata mediante il principio di equivalenza quando attiene alla natura strutturale del prodotto richiesto.

Massime di principio

  • Il principio di equivalenza tecnica opera quando la difformità dell’offerta riguarda specifiche tecniche riferite a uno standard o a un obiettivo funzionale, ma non può essere invocato per superare una caratteristica strutturale del prodotto richiesta in modo inequivoco dalla lex specialis.
  • I canoni di ragionevolezza e proporzionalità nell’interpretazione della legge di gara non possono privare di precettività una prescrizione letterale chiara, poiché tale esito comprometterebbe la par condicio tra i concorrenti.
  • Quando un criterio premiale richiede la “presenza” di determinati componenti e indica esempi meramente esemplificativi, il punteggio può spettare qualora l’offerta contenga alcuni componenti conformi, senza che sia necessario che l’intera dotazione strumentale abbia la caratteristica richiesta.
  • In sede cautelare, la lettura della lex specialis riferita al numero complessivo delle posizioni disponibili può essere preferita a quella che richieda una specifica capacità dinamica di ciascuna posizione, quando il tenore della prescrizione non imponga quest’ultima interpretazione.

Come è indicizzato

MaterieOfferta e valutazioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomateriePrincipio di equivalenza
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaConcorrenza ed evidenza pubblicaTutela cautelare

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