Cassazione Civile, Sentenza n. 3569/2021 del 11/02/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che aveva escluso la responsabilità del Longobardi per il crollo del muro di contenimento e avevano chiesto il risarcimento danni. I motivi di ricorso sono: (1) violazione dei termini e del diritto di difesa (art. 190 c.p.c.), sostenendo che la Corte avrebbe deciso prima della scadenza dei termini per le comparse e le repliche; (2) nullità per violazione degli stessi termini; (3) vizio nell'accertamento del nesso di causalità (contestando l'uso della teoria della "causa prossima" e la mancata esperienza del giudizio controfattuale), nonché mancata rinnovazione della consulenza tecnica d'ufficio; (4) vizi nella valutazione delle prove, ammissione di prove tardive o inammissibili e inversione dell'onere della prova; (5) omesso esame di fatti decisivi (demolizione su ordine del Comune e localizzazione del cedimento); (6) insufficiente motivazione della sentenza di merito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo in parte inammissibile e in parte infondato. Sull'anticipata data di deliberazione la Corte ha affermato il principio che l'indicazione di una data di deliberazione anteriore alla scadenza dei termini ex art. 190 c.p.c., quando la sentenza viene pubblicata dopo tale scadenza, si presume essere un mero errore materiale in assenza di elementi contrari e non comporta pregiudizio per il diritto di difesa. Quanto al nesso di causalità, la Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione di merito che ha evidenziato plurimi fattori concorrenti, la mancata contiguità temporale e l'assenza della prova del collegamento eziologico; la richiesta di rinnovazione della CTU ricade nella discrezionalità del giudice di merito. Sulle censure probatorie e sulla motivazione la Corte ha ritenuto che la decisione di merito fosse adeguatamente motivata e che la valutazione delle prove rientri nel libero convincimento del giudice di merito, insindacabile in cassazione salvo i casi tassativi. Il ricorso è dunque respinto e i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese di lite (comprese quelle di legittimità) e all'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.
Norme richiamate
art. 190 cod. proc. civ.
Termini per il deposito delle conclusioni e delle memorie di replica: la Corte ha ritenuto che l'indicazione anteriore della data di deliberazione, se la pubblicazione è avvenuta dopo la scadenza, non prevale sulla presunzione che il collegio abbia preso in esame tutti gli atti depositati; l'errore della data è, in assenza di elementi contrari, mero errore materiale.
art. 101, 352 cod. proc. civ.
Riferimenti relativi alle regole generali del processo e ai poteri del giudice di disporre atti d'ufficio: la Corte ha richiamato tali norme nell'ambito della discussione sulla regolarità del procedimento e la discrezionalità del giudice di merito.
art. 3 e 24 Cost.
Principi costituzionali (uguaglianza e tutela giurisdizionale/diritto di difesa): invocati dai ricorrenti per sostenere pregiudizio del diritto di difesa, ma la Corte ha ritenuto non provato il pregiudizio.
art. 360 cod. proc. civ. (n. 4 e n. 5)
Norme di impugnazione in Cassazione: richiamate per le censure di nullità per motivazione e per omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha ritenuto infondati i presupposti per l'annullamento o per la configurazione delle nullità dedotte.
artt. 40 e 41 cod. pen.
Principi sulla causalità (conditio sine qua non e regolarità causale): la Corte ha confermato l'uso della teoria temperata della condizione necessaria e ha ritenuto che la Corte d'appello abbia applicato correttamente tali criteri nell'accertamento del nesso causale.
artt. 1223, 1227, 2043, 2056 cod. civ.
Norme sulla responsabilità civile e risarcimento del danno: richiamate dai ricorrenti per la doglianza sul nesso di causalità; la Cassazione ha confermato che l'onere della prova degli elementi della responsabilità grava sull'attore e che i giudici di merito hanno legittimamente ritenuto non assolto tale onere.
art. 2697 cod. civ.
Regola generale sull'onere della prova: la Corte ha richiamato che non sussiste violazione se il giudice ha correttamente ritenuto che l'attore non abbia adempiuto il proprio onere probatorio relativamente al nesso causale.
artt. 115, 116 cod. proc. civ.
Libero convincimento del giudice nella valutazione della prova: la Corte ha ribadito che l'apprezzamento del materiale probatorio spetta al giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione salvo i casi di omesso esame di fatti decisivi o vizi di legge.
art. 232 cod. proc. civ.
Effetti dell'interrogatorio formale e del rifiuto/assenza: la Corte ha ritenuto non censurabile la decisione del giudice di dare o non dare rilevanza probatoria alla mancata comparizione ove il quadro probatorio complessivo non lo giustifichi.
art. 385 cod. proc. civ.
Spese del giudizio di legittimità: norma richiamata per la condanna alle spese dei ricorrenti soccombenti.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (come modificato dalla legge n. 228/2012)
Prevede l'ulteriore contributo unificato in favore dello Stato in caso di soccombenza in Cassazione: la Corte ha disposto il versamento obbligatorio del contributo da parte degli impugnanti soccombenti.
art. 375 e art. 380-bis-1 cod. proc. civ.
Norme relative alla trattazione in pubblica udienza e al procedimento camerale: richiamate in relazione alla decisione di trattare la causa in pubblica udienza per questioni di particolare rilevanza di diritto.
Massime di principio
- L'indicazione di una data di deliberazione anteriore alla scadenza dei termini per il deposito degli atti ex art. 190 c.p.c., se la sentenza è pubblicata dopo tali termini, si presume mero errore materiale salvo prova contraria: occorre dimostrare concretamente che la decisione sia stata assunta prima che fossero depositati atti rilevanti e che ciò abbia pregiudicato il diritto di difesa.
- L'onere di provare gli elementi della responsabilità extracontrattuale, incluso il nesso di causalità, grava sull'attore; se l'attore non fornisce prova adeguata del nesso causale il giudice di merito può escludere la responsabilità anche in presenza di possibili concause.
- La valutazione del materiale probatorio (inclusa la scelta di dare maggiore o minore rilievo a perizie di parte o ad altri mezzi istruttori) rientra nel libero convincimento del giudice di merito ed è insindacabile in Cassazione salvo i casi tassativi di vizio di motivazione o omesso esame di fatti decisivi.
- La richiesta di rinnovo o integrazione di una consulenza tecnica d'ufficio è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e la sua mancata disposizione non è censurabile in Cassazione se il giudice dispone di elementi istruttori ritenuti sufficienti.
- Per ottenere l'annullamento per violazione del diritto di difesa derivante da violazioni procedurali è necessario dimostrare non solo l'irregolarità formale ma anche il concreto pregiudizio subito nella possibilità di esercitare le proprie difese.
- L'omesso esame di un fatto rilevante ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c. richiede che il fatto fosse oggetto di discussione tra le parti, risultasse dal processo e fosse decisivo: la semplice diversa valutazione di un fatto non basta per cassare la decisione.
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