Cassazione Civile, Sentenza n. 3428/2021 del 11/02/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La società ha impugnato l'avviso di accertamento che, sulla base di accertamenti bancari (art. 32 DPR 600/1973 e art. 51 DPR 633/1972), aveva rideterminato il reddito/IVA 2003 per omessi ricavi, imputando discrasie contabili (EUR 6.272) e finanziamenti infruttiferi dei soci (EUR 79.600). La contribuente sosteneva che i versamenti erano documentabili come finanziamenti infruttiferi e che le anomalie risultavano spiegate, deducendo errori di diritto e vizio motivazionale per: 1) errata ripartizione dell'onere della prova sugli accertamenti bancari; 2) motivazione insufficiente e contraddittoria, poiché i versamenti erano in denaro e non conferimenti in natura; 3) decisione fondata su conferimenti di beni non contestati nell'atto impositivo; 4) omissione di pronuncia sulla presunta nullità dell'avviso per mancata autorizzazione dell'Autorità giudiziaria (art. 23 DPR 74/2000); 5) omissione sulla nullità per difetto di motivazione dell'avviso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i primi tre motivi, ritenendo che la motivazione della Commissione tributaria regionale fosse viziata da travisamento dei fatti e insufficienza logico-giuridica: il giudice d'appello aveva fondato la decisione sull'anomalia di presunti conferimenti in natura e sull'applicazione della disciplina degli artt. 2342-2343 c.c., nonostante dagli atti emergessero prevalentemente versamenti in denaro quali finanziamenti infruttiferi e non elementi per sostenere una procedura di conferimento di beni. Inoltre la Corte ha ritenuto illogico l'uso della norma civilistica sui conferimenti laddove non era in discussione la costituzione o l'aumento del capitale sociale. I motivi quarto e quinto sono stati invece rigettati perché il giudice d'appello ha comunque implicitamente respinto le eccezioni già esaminate in primo grado. In conclusione la Corte ha cassato la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale delle Marche, in diversa composizione, per nuovo esame, con indicazione di tener conto dei principi espressi dalla Corte; ha inoltre disposto che la CTR decida sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 32 d.P.R. 600/1973
Disciplina gli accertamenti bancari e la presunzione fiscale collegata; la Corte ricorda che il contribuente deve superare la presunzione con prove analitiche e che il giudice di merito deve valutare rigorosamente l'efficacia dimostrativa, dando conto delle motivazioni
art. 51 d.P.R. 633/1972
Norma IVA collegata agli accertamenti bancari; applicata insieme all'art. 32 per fondare l'accertamento, con analoga esigenza di valutazione motivata delle giustificazioni fornite dal contribuente
art. 360 cod. proc. civ. (antica formulazione)
Regolava i vizi di motivazione e limitava il sindacato della Corte di legittimità alla correttezza giuridica e alla coerenza logico-formale della motivazione del giudice di merito; la Corte ha applicato la disciplina anteriore alla riforma del 2012 nel controllo del vizio motivazionale
art. 2343 cod. civ.
Norma sulla procedura dei conferimenti in natura per il capitale sociale; la Corte ha ritenuto inapplicabile l'uso di tale disciplina al caso in cui non risultano operazioni di conferimento di beni finalizzate a costituzione o aumento di capitale, e ha censurato l'applicazione da parte del giudice d'appello
art. 23 d.P.R. 74/2000
Riguarda l'autorizzazione dell'Autorità giudiziaria per indagini su segreto bancario; la Corte ha ritenuto infondate le doglianze sull'omessa pronuncia circa tale autorizzazione perché il primo grado aveva già deciso sulle eccezioni e il giudice d'appello le ha implicitamente respinte
art. 112 cod. proc. civ.
Richiamato nelle doglianze per omissione di pronuncia; la Corte ha ricordato che il vizio di omissione non opera sulle questioni processuali quando il primo giudice ha già deciso e l'appello le ha implicitamente rigettate
art. 54 d.l. 22/06/2012, n. 83 (conv. L. 134/2012)
Cambiamento normativo evocato dalla Corte per spiegare che la disciplina sull'art. 360 c.p.c. applicata è quella anteriore alla riforma del 2012
Massime di principio
- Negli accertamenti bancari il contribuente ha l'onere di fornire prove analitiche e documentali per ogni movimentazione che si intende sottrarre alla presunzione fiscale; il giudice di merito deve valutare tali prove con rigore e motivare compiutamente la ragione per cui le ritiene non persuasive
- Il giudice non può fondare la propria decisione su fatti o qualificazioni giuridiche non emergenti dall'atto impositivo o dal processo: se l'amministrazione non contesta conferimenti in natura nell'avviso, il giudice d'appello non può decidere la causa basandosi invece su tale ricostruzione senza adeguata istruttoria
- L'applicazione di norme civilistiche che regolano conferimenti di capitale (es. art. 2343 c.c.) richiede che dagli atti risulti una vicenda riconducibile a costituzione o aumento di capitale; l'uso di tali norme per giustificare l'anomalia di semplici finanziamenti dei soci è criticabile
- Il vizio di motivazione deve consistere in omissione, insufficienza o contraddittorietà tali da non permettere di ricostruire il percorso logico-giuridico della decisione; la Corte di legittimità, prima della riforma del 2012, controlla la correttezza giuridica e la coerenza formale della motivazione senza riesaminare il merito
- Le eccezioni processuali sollevate e decise in primo grado non determinano automaticamente la nullità della sentenza di appello per omessa pronuncia se da questa risulta un rigetto implicito o esplicito
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