Cassazione Penale, Sentenza n. 23164/2025 del 20/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per furto (artt. 110, 624-bis c.p.), articolando due motivi: (1) vizio di motivazione e violazione di legge nella negazione delle pene sostitutive della detenzione brevi, lamentando che la Corte di appello avrebbe deciso sulla base della sola presenza di precedenti specifici senza il corretto giudizio prognostico ex art. 133 c.p. e senza considerare le circostanze previste dagli artt. 58 e 59 L. 689/1981; si evidenzia altresì la situazione di detenzione domiciliare della Levacovic e la limitatezza dei precedenti di Bezzecchi; (2) censura sull'identificazione delle imputate basata sulle dichiarazioni della p.g. e sul confronto di frame video con foto in banca dati, con violazione dei criteri indicati dall'art. 192, comma 2, c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi come infondati (e il secondo motivo come inammissibile nella parte in cui chiede rivalutazione del compendio probatorio). Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte d'Appello che non si è limitata ai precedenti penali ma ha valorizzato anche la particolare odiosità e le modalità del furto, deducendo una prognosi negativa sulla osservanza delle prescrizioni connesse a misure alternative; ha inoltre ritenuto che l'impugnazione richiedesse una rivalutazione dei fatti e delle prove riservata al giudice di merito. Conseguentemente sono state confermate le condanne per furto e disposta la condanna delle ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Codice penale, art. 110
Regola la responsabilità in concorso: utilizzata per affermare la responsabilità delle imputate in concorso nel reato di furto.
Codice penale, art. 624-bis
Norma specifica sul furto in abitazione: contestato il furto commesso introducendosi in luogo di privata dimora, rilevante per la valutazione della particolare gravità della condotta.
Codice penale, art. 133
Criteri generali per la determinazione della pena e per il giudizio prognostico sul rischio di recidiva/rispetto delle prescrizioni: invocato dalle ricorrenti quale parametro per valutare l'idoneità delle pene sostitutive.
Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 58
«sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non siano adempiute dal condannato»
Preclude la sostituzione della pena detentiva quando sussistono fondati motivi per ritenere che il condannato non osserverà le prescrizioni; la Corte ha ritenuto legittimo includere nel giudizio prognostico elementi tratti dai precedenti (natura, numero, epoca) e dalla gravità della condotta.
Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 59
Contempla condizioni ostative riferite alle circostanze del reato; la giurisprudenza richiamata dalla difesa interpreta l'art. 59 come limitativo rispetto all'art. 58, ma la Corte ha ritenuto necessario valutare la combinazione degli elementi (reato e curriculum) nel giudizio prognostico.
Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150
Ha inciso sulla disciplina delle sanzioni sostitutive ma, come osservato dalla Corte, non ha modificato la parte di art. 58 che preclude la sostituzione in presenza di fondati motivi di inadempimento.
Codice di procedura penale, art. 192 comma 2
Regole sull'identificazione; la difesa ha lamentato inosservanza di tali criteri nella prova identificativa, ma la Corte di Cassazione ha ritenuto la questione come ricomprendente una rivalutazione del materiale probatorio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.
Disp. att. cod. proc. pen., art. 173
Limiti di specificità della esposizione dei motivi in cassazione: i motivi devono essere enunciati entro i limiti richiesti per la motivazione; il ricorso è stato ritenuto conforme ai limiti ma il primo motivo è risultato non fondato per carenza di specificità nella contestazione della ratio decidendi.
Massime di principio
- Il diniego di pene sostitutive richiede un giudizio prognostico motivato che può tener conto sia delle caratteristiche del reato (es. odiosità, modalità, introduzione in abitazione) sia del curriculum criminale (natura, numero, prossimità temporale dei precedenti); non è illegittimo basare la decisione anche su precedenti se essi offrono elementi concreti per fondare la prognosi negativa, ma non è sufficiente la mera esistenza di precedenti senza ragionamento collegato.
- La Corte di Cassazione non rivede i fatti né riformula valutazioni probatorie già congruamente motivate in primo e secondo grado: le doglianze che richiedono una nuova valutazione delle prove sono generalmente inammissibili o infondate in sede di legittimità quando il giudice di merito abbia fornito una motivazione coerente.
- Le contestazioni relative all'identificazione (es. comparazione di frame video con immagini in banca dati) possono essere respinte in cassazione se i giudici di merito hanno dato motivazioni non contraddette e fondate; la difesa deve dimostrare vizi formali specifici nella procedura di identificazione per ottenere tutela in sede di legittimità.
- Nelle istanze per sostituzione di pena breve la dimostrazione della concreta disponibilità a rispettare le prescrizioni (es. stabile dimora, assenza di indizi di inadempienza) è rilevante; circostanze obiettive che evidenziano la gravità o ripetitività della condotta possono legittimamente impedire la concessione.
- Il ricorso per cassazione deve essere specifico e mirare a questioni di diritto o a vizi di motivazione chiaramente individuati: argomentazioni generiche o che mirano a una semplice riconsiderazione dei fatti sono destinate al rigetto.
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