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Ordinanza

Ordinanza n. 38/2026 - Catanzaro, Sezione 2

per l'annullamento della determina n. 14 dell'1/2/2024 del Comune di Acquaro - Area Tecnica LL.PP. ed Edilizia Privata - avente ad oggetto annullamento in sede di autotutela di: permesso di costruire in sanatoria n. 1 del 28/1/2022, della determina n. 37 del 20/6/2022 con cui è stato annullato in autotutela il provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale e disposta la restituzione dell'immobile ai coniugi Cirillo Gaetano e Ciancio Antonietta (riferimento pratica edilizia n. 2/2011), della determina n. 56 del 9/9/2022 con la quale è stata adottata la determina a contrarre per l'accatastamento dell'immobile comunale sito ad Acquaro in via Pasquale Stramandinoli ricadente su terreno distinto in catasto al foglio di mappa 11 particella 583, della determina n. 64 del 19/10/2022 con la quale è stato affidato il servizio per l'accatastamento dell'immobile comunale sito in Acquaro in via Pasquale Stramandinoli ricadente su terreno distinto in catasto al foglio di mappa 11 particella 583, della determina n. 78 del 30/12/2022 con la quale è stata integrata la determina n. 37 del 20/6/2022 a seguito dell'identificazione catastale dei beni immobili e l'individuazione dei sub, nonché di ogni atto antecedente, presupposto, successivo e/o comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202400501

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determina comunale di annullamento in autotutela del permesso di costruire in sanatoria e di precedenti atti concernenti l'acquisizione al patrimonio comunale, la restituzione dell'immobile e il relativo accatastamento

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determina comunale n. 14 dell'1 febbraio 2024 e gli atti presupposti e connessi, deducendone l'illegittimità, sebbene il testo dell'ordinanza non riporti i singoli motivi di ricorso. Dopo il passaggio in decisione, il Collegio ha rilevato d'ufficio seri dubbi sull'interesse ad agire. Il dubbio deriva dalla possibile applicazione del principio secondo cui l'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale si produce automaticamente, per legge, allo scadere del termine di novanta giorni decorrente dall'ingiunzione di demolizione non eseguita. In tale prospettiva, il successivo provvedimento comunale di acquisizione avrebbe natura meramente dichiarativa, salvo l'eventuale individuazione di un'ulteriore area di sedime. Il Collegio si è quindi interrogato sulla possibilità che le vicende degli atti comunali di acquisizione, annullamento e successivo annullamento dell'annullamento siano prive di incidenza sulla titolarità del bene e che, pertanto, l'eventuale annullamento dell'atto impugnato non possa procurare ai ricorrenti il riacquisto dell'immobile.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha riservato la decisione e, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., ha assegnato alle parti trenta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa dell'ordinanza per depositare memorie sulla sola questione dell'interesse ad agire, rilevata d'ufficio dopo il passaggio in decisione. La questione riguarda l'eventuale carenza di interesse concreto e attuale, poiché, secondo l'impostazione prospettata dal Collegio, l'effetto acquisitivo si sarebbe già prodotto ope legis e l'annullamento degli atti impugnati non determinerebbe il ritorno della proprietà ai ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Secondo il principio richiamato dal TAR, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale si determina automaticamente allo scadere del termine di novanta giorni dall'ingiunzione di demolizione rimasta ineseguita; il successivo provvedimento di acquisizione ha, di regola, natura dichiarativa, salvo l'individuazione di un'ulteriore area di sedime.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Se ritiene di porre a fondamento della sua decisione una questione rilevata d'ufficio, il giudice la indica in udienza dandone atto a verbale. Se la questione emerge dopo il passaggio in decisione, il giudice riserva quest'ultima e con ordinanza assegna alle parti un termine non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie.

    Quando una questione rilevata d'ufficio emerge dopo il passaggio della causa in decisione, il giudice deve riservare la decisione e assegnare alle parti un termine non superiore a trenta giorni per interloquire mediante memorie.

  • Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 16/2023

    La pronuncia è richiamata quale fonte interpretativa dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, con riguardo alla natura automatica e ope legis dell'acquisizione dell'immobile abusivo.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale si produce ipso iure allo scadere del termine di novanta giorni dall'ingiunzione di demolizione non eseguita; il successivo provvedimento comunale di acquisizione ha natura meramente dichiarativa, salvo che individui un'area di sedime ulteriore.
  • Se l'effetto acquisitivo della proprietà si è già prodotto direttamente per legge, gli atti successivi che dichiarano, annullano o modificano il provvedimento di acquisizione non determinano, di per sé, una nuova traslazione o restituzione della proprietà.
  • L'interesse ad agire richiede che l'eventuale accoglimento della domanda possa procurare al ricorrente un'utilità concreta e attuale; tale interesse può mancare quando l'annullamento dell'atto impugnato non sia idoneo a produrre il riacquisto del bene controverso.
  • Quando, dopo il passaggio in decisione, il giudice rileva d'ufficio una questione potenzialmente decisiva, deve riservare la decisione e assegnare alle parti, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., un termine non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie sulla questione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutotutelaLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

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