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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 9457/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lepanto chiedeva il pagamento di somme per il servizio di vigilanza e custodia di un parcheggio multipiano svolto dal 1999 al 2006, nonché il riconoscimento di un corrispettivo derivante dall'apertura e gestione di una stazione di servizio e autolavaggio che avrebbe costituito la controprestazione pattuita; in subordine risarcimenti per mancata attivazione dell'impianto e per ingiustificato arricchimento. La società aeroportuale contestava l'esistenza di obblighi ulteriori rispetto al contratto scritto 10/12/1999 e sosteneva che la custodia fosse remunerata dall'attività di car valeting concessa a Lepanto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. È stato confermato che il contratto del 10 dicembre 1999 va interpretato unitariamente come subconcessione per i servizi di assistenza a terra (car valeting) integrata dalla prestazione di custodia del multipiano, la quale non costituisce un autonomo appalto oneroso a carico dell'Aeroporto. Le pretese fondate su presunti accordi verbali successivi o sulla mancata previsione di un prezzo per la custodia sono state respinte per mancanza di forma scritta e per la natura sinallagmatica e unitaria dell'accordo. Inoltre la Corte ha ritenuto corretta la gestione della questione di giurisdizione da parte del Tribunale di Verona (che nel merito ha deciso le domande), escludendo la necessità di rimessione ex art.353 c.p.c.; le spese di giudizio sono state poste a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. in L. 18/12/2020, n. 176)

    Norma procedurale richiamata per le modalità di trattazione del ricorso in Cassazione (forma semplificata con istanza di discussione orale).

  • art. 353 c.p.c. e art. 161 c.p.c.

    Applicate per valutare la sussistenza dell'obbligo di rimessione al primo giudice: la rimessione è dovuta solo se il primo giudice ha realmente declinato la giurisdizione; se invece il primo giudice ha deciso sul merito, non opera la regressione.

  • artt. 16 e 17 r.d. n. 2440/1923

    Richiamati per il principio della forma scritta ad substantiam per atti relativi all'utilizzo del demanio aeronautico da parte di organismi pubblici: gli accordi verbali non possono prevalere sul contratto scritto.

  • d.lgs. 13 gennaio 1999, n. 18

    Richiamato nella qualificazione dei servizi di assistenza a terra e per la possibilità di qualificare l'affidamento come subconcessione soggetto a regole specifiche.

  • d.lgs. 17 marzo 1995, n. 158 e legge 11 febbraio 1994, n. 109 (richiamo art. 2 lett. a e b)

    Usati per qualificare la societa aeroportuale come 'soggetto aggiudicatore'/organismo di diritto pubblico obbligato a regole di evidenza pubblica e alla forma scritta.

  • artt. 1362 ss. c.c.; artt. 1321, 1322, 1325 c.c.

    Principi di interpretazione del contratto applicati per ricostruire la comune volontà delle parti a partire dal testo scritto del contratto del 10/12/1999.

  • art. 1657 c.c.

    Citato dalla ricorrente in relazione alla determinazione del corrispettivo per l'appalto; la Corte ha ritenuto la norma non applicabile perché non si è in presenza di un autonomo appalto ma di una subconcessione unitaria.

  • d.lgs. n. 163/2006 (Codice degli Appalti)

    Richiamato nella discussione sulla qualifica dell'ente e sulla regola di evidenza pubblica; la Corte ha precisato che la validità del contratto va valutata con le norme vigenti al tempo della formazione del contratto e ha ribadito il vincolo della forma scritta per organismi pubblici.

  • artt. 91 e 92 c.p.c. e art. 88 c.p.c.

    Norme sul regolamento delle spese di lite: la parte soccombente, individuata con il criterio della causalità, è la ricorrente; la compensazione delle spese è discrezionale del giudice e non censurabile in Cassazione se omessa.

  • art. 2041 c.c. (giustizia: ingiustificato arricchimento) e art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale)

    La Corte ha escluso l'azione per ingiustificato arricchimento perché l'incremento patrimoniale dell'Aeroporto è la conseguenza di un rapporto contrattuale sinallagmatico; non configurabile responsabilità extracontrattuale per omissione di inserimento della stazione di servizio nel contratto scritto.

Massime di principio

  • Se un soggetto concessionario pubblico stipula un contratto per servizi aeroportuali con una ditta privata, la qualificazione dell'accordo (subconcessione vs appalto) dipende dal meccanismo di remunerazione: se l'affidatario trae il compenso dai proventi verso gli utenti e assume il rischio di gestione, si configura una subconcessione.
  • Per i contratti stipulati da organismi pubblici o soggetti aggiudicatori si applicano vincoli di evidenza pubblica e la forma scritta ad substantiam; le trattative verbali e i comportamenti esecutivi non possono sostituire o ampliare il contenuto del contratto scritto, salvo richiamo esplicito nel testo.
  • La rimessione al primo giudice ex art. 353 c.p.c. è dovuta solo quando il primo giudice abbia effettivamente declinato la propria giurisdizione; se invece ha deciso nel merito, non scatta la regressione.
  • Quando le prestazioni sono parte di un unico rapporto sinallagmatico (es. gestione commerciale + servizi accessori), non è possibile pretendere un corrispettivo separato per la singola prestazione che formalmente è prevista come parte integrante del pacchetto contrattuale.
  • L'azione per ingiustificato arricchimento è esclusa quando l'incremento e la diminuzione patrimoniale tra le parti sono reciproca conseguenza di un rapporto contrattuale regolato.
  • In giudizio, il testo scritto prevale sulla ricostruzione delle intese verbali; pertanto, per far valere pattuizioni non inserite nel contratto è necessario dimostrare che fossero richiamate espressamente o che esista una modifica formale valida.

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