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Sentenza

Sentenza n. 4233/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 5434/2024 emessa in data 4 dicembre 2024 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202601056

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di eseguire la sentenza del Tribunale di Milano n. 5434/2024, passata in giudicato, che riconosceva il diritto alla carta elettronica per la formazione docente per quattro anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2018/19, 2019/20, 2020/21 e 2022/23. Con sentenza del Tribunale di Milano n. 5434/2024 del 4 dicembre 2024, il giudice ordinario ha riconosciuto il diritto a beneficiare di euro 500 per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica prevista per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, e ha condannato il Ministero a provvedere. Lamentando la mancata esecuzione spontanea della pronuncia, passata in giudicato e notificata al Ministero il 10 dicembre 2024, il docente ha proposto ricorso per ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso: ha accertato che la sentenza del Tribunale di Milano è passata in giudicato, che è stata notificata al Ministero il 10 dicembre 2024 e che l'Amministrazione non vi ha dato esecuzione, condizioni che consentono l'azione di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dell'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla pronuncia entro 90 giorni dalla comunicazione della sentenza. Decorso inutilmente il termine, il commissario ad acta nominato nel Direttore generale della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza potrà intervenire su istanza del creditore e dovrà adempiere entro i successivi 60 giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari. Nessun compenso è dovuto al commissario, poiché l'attività rientra nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato a rimborsare le spese di giudizio, liquidate in euro 800 oltre spese generali e accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    L'azione di ottemperanza è ammissibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato, notificata all'amministrazione e rimasta ineseguita.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito con l. n. 30/1997

    Risultano dunque soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997.

    Nel caso concreto, la sentenza notificata al Ministero il 10 dicembre 2024 e passata in giudicato, ma non eseguita, soddisfa le condizioni richiamate dal giudice per procedere in ottemperanza.

Massime di principio

  • È esperibile il giudizio di ottemperanza quando una sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata all'amministrazione, non sia stata spontaneamente eseguita.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza del creditore in caso di persistente inadempimento.
  • Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del commissario ad acta, non è dovuto un compenso per l'incarico.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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