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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20230/2025 del 30/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava il decreto di convalida del sequestro probatorio dei documenti di bordo e di circolazione dell'autovettura su cui viaggiava. I motivi principali erano: (1) vizio di motivazione del decreto del P.M., ritenuto privo di motivazione, senza indicazione della norma violata e consistendo solo in un timbro di convalida; (2) vizio di motivazione dell'ordinanza del riesame, nella quale si sarebbe indebitamente sopperito alla carenza motivazionale del decreto, integrando il titolo cautelare e fornendo ragioni fondative del sequestro.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione del decreto del P.M. possa essere modulata nella fase iniziale e che sia legittimo un visto di convalida 'per relationem' se il verbale di sequestro contiene la descrizione dei fatti, il titolo di reato (qui indicato art. 489 c.p.), il fumus commissi delicti e l'esigenza del sequestro (rischio di dispersione o alterazione delle prove). Ha inoltre confermato che il giudice del riesame può integrare una motivazione carente del P.M., purché nel provvedimento originario siano indicate, anche genericamente, le ragioni fondamentali; il sindacato del riesame è limitato alla verifica dell'astratta configurabilità del reato e del nesso immediato tra cosa sequestrata e illecito. Conseguentemente il sequestro è stato ritenuto legittimo e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita i termini e i contenuti del ricorso; richiamato per segnalare i limiti entro cui il ricorrente ha prospettato i motivi in Cassazione.

  • art. 489 cod. pen.

    Citato come titolo di reato astrattamente ipotizzato (falso); usato per definire il fumus commissi delicti a supporto del sequestro probatorio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il visto di convalida del P.M. può essere sintetico se rimanda 'per relationem' al verbale di sequestro che descrive in modo compiuto tempo, luogo e fatto; non è sempre necessaria una motivazione estesa apposta sul decreto stesso.
  • Il giudice del riesame può integrare una motivazione carente del P.M., verificando l'effettiva sussistenza dei presupposti del sequestro, purché non entri nel merito della fondatezza concreta dell'accusa ma limiti il controllo all'astratta configurabilità del reato e al nesso immediato tra bene e illecito.
  • Per la legittimità del sequestro probatorio sono essenziali: il fumus commissi delicti e la necessità della 'res' per le indagini (es. pericolo di dispersione, alterazione o reiterazione), oltre al rispetto del principio di proporzionalità.
  • Per contestare efficacemente una convalida sintetica occorre dimostrare che il verbale di sequestro non contiene gli elementi essenziali (descrizione dei fatti, tempo, luogo, indizi del reato) che giustificano il richiamo 'per relationem'.
  • Per gli operatori: redigere verbali di sequestro chiari e completi (indicazione di norme, fatti, luogo, tempo, indizi e necessità del sequestro) riduce il rischio di convalide impugnabili; per la difesa, focalizzarsi sul contenuto reale del verbale è strategico.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è necessario rispettare i limiti di cui agli strumenti procedurali (es. art. 173 disp. att.) e argomentare puntualmente quale lacuna motivazionale avrebbe inciso sul diritto di difesa o sulla legittimità del provvedimento.

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