Cassazione Penale, Sentenza n. 16475/2026 del 07/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 18/12/2025 che aveva confermato la misura cautelare della custodia cautelare domiciliare per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge e vizio della motivazione, sostenendo che la motivazione circa l'attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione e l'adeguatezza della misura fosse apparente e meramente assertiva
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché palesemente aspecifico, ritenendo che i giudici del merito avessero congruamente e motivatamente valutato le esigenze cautelari. Ha ritenuto adeguata la motivazione che valorizzava: la violenza della condotta commessa contro più agenti in pubblico, i precedenti specifici per estorsione e resistenza a pubblico ufficiale e il procedimento pendente per un episodio recente di lesioni personali, come elementi dimostrativi dell'indole aggressiva e del pericolo di reiterazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di una somma equa di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- In Cassazione il ricorso deve essere specifico: la mera contestazione generica o assertiva della motivazione del giudice di merito è di norma inammissibile
- La Corte di legittimità non riesamina liberamente i fatti quando il giudice del merito ha fornito una motivazione adeguata, logica e coerente; errori meramente valutativi non sono sindacabili
- Per la conferma di misure cautelari rilevano, ai fini del pericolo di reiterazione, la gravità della condotta, la violenza usata, precedenti specifici e procedimenti pendenti che evidenzino indole aggressiva
- L'adeguatezza e la proporzionalità della misura cautelare sono valutate in rapporto alle esigenze cautelari concrete; il ricorso deve dimostrare concretamente l'illogicità o l'arbitrarietà della misura
- Chi propone ricorso infondato o aspecifico può essere condannato a spese e a sanzioni (es. somma a favore della Cassa delle ammende)
- In situazioni analoghe è utile per il difensore indicare precise doglianze di diritto o contraddizioni logiche nella motivazione, con richiami puntuali agli atti e agli elementi di prova, per evitare l'inammissibilità
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