Sentenza n. 16387/2026 - Roma, Sezione 3T
PER L'OTTEMPERANZA del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 7246/2025 del Tribunale di Roma-Sez. Lavoro, pubblicata in data 19/06/2025 e notificata in data 20/06/2025 in copia conforme anche ai fini dell'esecuzione forzata
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 7246/2025 del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, pubblicata il 19 giugno 2025 e notificata il 20 giugno 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (lavoratrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro. Ha dedotto l'inadempimento del Ministero rispetto agli obblighi stabiliti dal titolo; il testo non specifica il contenuto sostanziale della sentenza lavoristica né ulteriori motivi di censura.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso nei sensi indicati in motivazione. Ha rilevato che, a fronte dell'allegazione dell'inadempimento, il Ministero non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione del titolo; in applicazione dei principi sull'onere della prova tra debitore e creditore, ha quindi ordinato al Ministero di eseguire la sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per il caso di perdurante inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale del Ministero competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e con 90 giorni per provvedere. Non ha disposto la penalità di mora, precisando che potrà essere richiesta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 600 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
ai sensi dell’art. 112, comma 2, del c.p.a., l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.
L'ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento del correlato obbligo conformativo della pubblica amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza avente a oggetto una pronuncia civile resa in funzione di giudice del lavoro, il sindacato ha carattere esecutivo: è limitato all'accertamento dell'esistenza di un comportamento omissivo o elusivo del giudicato e non consente integrazioni del titolo né accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Quando il creditore allega l'inadempimento del titolo e l'amministrazione debitrice non fornisce chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta esecuzione, l'inottemperanza può essere accertata in applicazione dei principi sull'onere della prova tra debitore e creditore; il giudice può ordinare l'esecuzione e nominare un commissario ad acta per il caso di perdurante inadempimento.
Come è indicizzato
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