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Ordinanza

Ordinanza n. 9320/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento - del provvedimento di revoca del visto per "Turismo" adottato dal Consolato Generale d'Italia a Mosca (codice pratica n. 20250031195), notificato in data 17/06/2025; - del riscontro emanato dall'amministrazione in data 20 giugno 2025; - di ogni altro atto presupposto o successivo, prodromico, consequenziale o comunque connesso a quelli impugnati, anche se non conosciuto e che verrà immancabilmente travolto dalla caducazione di atti precedenti e connessi.

Giustizia amministrativa202508626

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del visto per turismo adottato dal Consolato Generale d'Italia a Mosca, unitamente al successivo riscontro dell'amministrazione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato la revoca del visto per turismo adottata dal Consolato Generale d'Italia a Mosca e il successivo riscontro amministrativo. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i motivi di legittimità dedotti, né le ragioni concrete poste a fondamento della revoca. Il Collegio ha ritenuto necessario acquisire dalle Amministrazioni resistenti un'ulteriore relazione, eventualmente corredata da documentazione, dalla quale emergano le specifiche ragioni idonee a rendere ragionevole la determinazione contestata, nel rispetto della disciplina sul segreto e sui documenti classificati.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso. Ha disposto un incombente istruttorio a carico delle Amministrazioni resistenti, imponendo il deposito entro il 1° settembre 2026 di un'ulteriore relazione, eventualmente accompagnata da documentazione di sostegno, sulle specifiche ragioni della revoca del visto. Qualora siano necessari documenti classificati, questi dovranno essere depositati in busta riservata e sigillata presso la segreteria della Sezione, con le cautele previste e, se opportuno, con oscuramento delle parti non rilevanti. L'esame sarà riservato al Collegio, mentre il difensore della ricorrente potrà visionare la documentazione senza estrarne copia, previa comunicazione. La prosecuzione del giudizio è stata fissata all'udienza pubblica del 1° dicembre 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, ai fini della decisione su un ricorso contro un provvedimento amministrativo, non risultano sufficientemente specificate le ragioni concrete della determinazione contestata, il giudice amministrativo può disporre un ulteriore incombente istruttorio, chiedendo all'amministrazione una relazione sulle specifiche ragioni del provvedimento e la relativa documentazione di sostegno.
  • La necessità di acquisire informazioni rilevanti coperte da segreto o classificazione non esclude l'istruttoria giudiziale: la documentazione può essere depositata in busta riservata e sigillata, con modalità idonee a tutelarne la riservatezza e a consentirne l'esame da parte del Collegio.
  • Anche in presenza di documentazione classificata, il contraddittorio può essere salvaguardato mediante la visione degli atti da parte del difensore della controparte senza estrazione di copia, secondo modalità organizzate dalla segreteria giudiziaria e nel rispetto delle esigenze di riservatezza.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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