Cassazione Civile, Sentenza n. 3109/2024 del 02/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Gli attori avevano convenuto contro il Comune e successive concessionarie del servizio idrico chiedendo l'accertamento dell'inadempimento delle concessionarie all'obbligo di fornire acqua potabile, la restituzione di somme indebitamente pagate e il risarcimento dei danni per l'uso di acqua non conforme. Acea/Crea Gestioni ha impugnato sostenendo, fra l'altro, che i controlli analitici di qualità (in particolare il dosaggio dello ione fluoruro) e l'obbligo informativo fossero competenza dell'Azienda Sanitaria Locale secondo il d.p.r. 236/1988 e che il d.lgs. 31/2001 aveva introdotto un regime transitorio di adeguamento rilevante per il periodo contestato (fino al 2002). La Corte d'appello aveva rigettato l'appello del gestore; in Cassazione si è dedotto omissione di pronuncia su specifica norma dirimente (art.15 del d.lgs. 31/2001) e violazioni connesse alla qualificazione dei compiti di controllo e informazione tra gestore e autorità sanitaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo di ricorso per omessa pronuncia sulla norma specifica costituita dall'art.15 del d.lgs. 31/2001 (norma dirimente rispetto al periodo transitorio e alla data entro la quale i parametri dovevano adeguarsi). Per tale motivo la Cassazione ha accolto il ricorso principale, assorbendo le altre censure, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Roma in diversa sezione e composizione; ha posto a carico della Corte di appello le spese del giudizio di legittimità. In sostanza la decisione di merito è annullata e la vicenda torna al giudice d'appello per nuovo esame conforme alle indicazioni della Cassazione.
Norme richiamate
legge 36/1994
articolo 26: "per assicurare la fornitura di acqua di buona qualità ... ciascun gestore di servizio idrico si dota di un adeguato servizio di controllo territoriale e di un laboratorio di analisi ..."
la Corte territoriale aveva ritenuto che l'art.26 impone un obbligo al gestore di dotarsi di servizi di controllo e laboratorio o di convenzionarsi, e quindi contribuisce a fondare una responsabilità del concessionario anche sul profilo della qualità dell'acqua
D.P.R. 236/1988
articoli 3, 8, 12, 13; allegato I e allegato II (controllo C4 per il fluoro)
la normativa distingue fra controlli sanitari esterni competenza delle USL (art.12) e controlli interni/servizi essenziali dei gestori (art.13); il DPR prevedeva il controllo occasionale (C4) per il fluoro, con modalità demandate alle autorità sanitarie
D.Lgs. 31/2001
articolo 15: disciplina il regime transitorio e le scadenze entro le quali adattare i parametri di qualità dell'acqua destinata al consumo umano
l'art.15 ha rilevanza determinante per la valutazione della responsabilità nel periodo oggetto di contestazione (1997-2002), poiché definisce quando e come i limiti, inclusi quelli relativi al fluoro, dovevano essere pienamente applicati
D.P.C.M. 29 aprile 1999 n.126
richiamato in motivazione come riferimento sugli standard analitici, incluso il dosaggio dello ione fluoruro
articolo 2697 c.c.
richiama il principio della ripartizione dell'onere della prova; la Corte ha considerato rilevante l'adeguata istruttoria e l'accertamento probatorio sulla sussistenza degli adempimenti e delle omissioni contestate
articolo 360 c.p.c.
strumento processuale invocato per le censure di legittimità (violazione di legge e omessa pronuncia): la Cassazione ha accolto il ricorso ai sensi dell'art.360 per omessa pronuncia su norma dirimente
Massime di principio
- Verificare sempre la normativa temporale applicabile: se esistono norme transitorie (es. art.15 d.lgs. 31/2001) esse possono essere dirimenti per fatti avvenuti nel periodo di transizione.
- Distinguere fra competenze delle autorità sanitarie (controlli ufficiali esterni e provvedimenti sanitari) e obblighi del gestore/concessionario (controlli interni, laboratorio, obblighi contrattuali di qualità): la presenza di controlli ASL non esclude automaticamente responsabilità del gestore se il contratto o la legge impongono obblighi di garanzia/informazione.
- Accertare il contenuto contrattuale specifico (es. clausole di convenzione come art.4 lett. C) – possono integrare doveri del concessionario indipendenti dalle competenze pubbliche di vigilanza.
- In caso di contestazione su parametri analitici occasionali (es. fluoro), verificare la frequenza e la titolarità del dovere di eseguire quei controlli secondo gli allegati normativi e le decisioni delle autorità sanitarie competenti.
- Il giudice deve esaminare espressamente norme potenzialmente dirimenti sollevate dalle parti; l'omessa pronuncia su norma decisiva legittima la cassazione e il rinvio per nuovo esame.
- Sulla prova del danno e della responsabilità: va curata la produzione di certificazioni analitiche, atti amministrativi (ordinanze di divieto), e la documentazione contrattuale per dimostrare inadempimento o omissione informativa; l'onere della prova segue l'art.2697 c.c.
- Se si contesta la qualificazione di un obbligo (es. obbligo informativo), valutare sia la legge che le prassi e i provvedimenti locali (es. ordinanze comunali, atti ASL) per stabilire chi doveva informare e quando.
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