Sentenza del 14/04/2015 n. 3361 - Comm. Trib. Prov. Milano
ATTIVITÀ IN PERDITA SISTEMATICA - Istanza di disapplicazione - Diniego - Impugnativa - Ammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La contribuente ha impugnato il diniego dell'Amministrazione finanziaria relativo all'istanza di disapplicazione prevista dall'art. 37-bis, comma 8, del d.P.R. n. 600/1973. L'istanza era fondata sulle difficoltà oggettive dell'attività alberghiera, caratterizzata da perdite reiterate: impossibilità o estrema difficoltà di ridurre i costi fissi e strutturali, vincoli di destinazione dell'immobile, difficoltà di individuare soluzioni alternative e necessità di continuare la gestione anche senza utili per preservare l'avviamento. L'Ufficio aveva negato la disapplicazione sostenendo che la società non avesse indicato attività o iniziative concretamente intraprese per contrastare il trend negativo.
La decisione
La sentenza ha riconosciuto l'ammissibilità dell'impugnazione proposta dal contribuente contro la risposta negativa dell'Amministrazione finanziaria. Il diniego è stato ritenuto impugnabile in quanto riconducibile alla categoria residuale di "ogni altro atto" prevista dall'art. 19, comma 1, lettera i), del d.lgs. n. 546/1992. La decisione afferma quindi il diritto del contribuente a sottoporre a controllo giurisdizionale il diniego espresso sull'istanza di disapplicazione. Dal testo fornito non emerge se, nel merito, la disapplicazione sia stata concretamente concessa o se l'atto sia stato annullato.
Norme richiamate
Art. 37-bis, comma 8, d.P.R. n. 600/1973
La disposizione disciplina l'istanza di disapplicazione delle norme antielusive o antievasive quando ricorrono circostanze oggettive che impediscono il conseguimento dei risultati previsti dalla norma. Il diniego espresso dall'Amministrazione può essere sottoposto a controllo giurisdizionale.
Art. 19, comma 1, lettera i), d.lgs. n. 546/1992
La formula residuale consente di impugnare anche atti dell'Amministrazione finanziaria non espressamente elencati, purché abbiano natura provvedimentale e producano un effetto lesivo immediato sulla posizione del contribuente.
Massime di principio
- Il diniego espresso su un'istanza di disapplicazione è normalmente impugnabile quando incide concretamente sulla posizione fiscale del contribuente, anche se non rientra tra gli atti tipici elencati dall'art. 19 del d.lgs. n. 546/1992.
- La categoria di "ogni altro atto" deve essere interpretata in modo funzionale alla tutela giurisdizionale: ciò che conta è l'effetto lesivo dell'atto, non soltanto la sua denominazione formale.
- Per dimostrare l'oggettiva situazione di perdita sistematica non è sufficiente allegare genericamente difficoltà economiche; è opportuno documentare cause esterne o strutturali, vincoli dell'immobile, costi incomprimibili, andamento del mercato e iniziative concretamente adottate per migliorare la gestione.
- La prosecuzione dell'attività in perdita può essere giustificata, in determinate circostanze, dalla necessità di preservare l'avviamento o rispettare vincoli di destinazione, ma tali ragioni devono essere specificamente provate e coerenti con una concreta prospettiva economica.
- L'ammissibilità del ricorso contro il diniego non implica automaticamente l'accoglimento nel merito dell'istanza: il giudice può riconoscere il diritto a impugnare l'atto senza necessariamente disapplicare la norma fiscale.
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