Sentenza del 16/05/2022 n. 211 - Comm. Trib. Prov. Savona
IMU - Terreni edificabili - diniego di rimborso - applicazione art.5 co.5 D.Lgs.504/1992 e art.13 co.3 D.L.06.12.2011 n.201 conv.in L.214/2011 - valutazione secondo il valore in comune commercio - valori determinati da deliberazione comunale riguardante le zone inserite in P.u.c- rilevanza delle limitazioni poste da PTCP regionale che ne limita l'edificabilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato il diniego di rimborso IMU relativo agli anni 2015-2018 per appezzamenti classificati come aree fabbricabili. Hanno contestato l'uso, da parte del Comune, di un valore unitario (€35/mq per 2015-2016 e €25/mq per 2017-2018) determinato con Delibera comunale, sostenendo che tale valore sovrastima la base imponibile perché non tiene conto delle diverse potenzialità edificatorie effettive (indici di edificabilità distinti: 0,02; 0,15/0,25; e zone non edificabili) imposte dalle limitazioni del PTCP regionale. Hanno prodotto perizia di parte dimostrando valori venali molto inferiori e chiesto il rimborso delle somme versate.
La decisione
Il Tribunale ha accolto il ricorso. Ha ritenuto applicabile l'art.5 co.5 D.Lgs.504/1992 (richiamato dall'art.13 co.3 D.L.201/2011 conv. L.214/2011) secondo cui il valore delle aree fabbricabili deve essere il valore venale al 1° gennaio dell'anno, tenendo conto della zona, dell'indice di edificabilità, della destinazione d'uso, degli oneri di adattamento e dei prezzi medi di mercato. La Delibera comunale n.44/2011 non era ancorata ai parametri di legge e non aveva considerato le limitazioni del PTCP regionale; pertanto la determinazione comunale è stata disapplicata. Il Comune è stato condannato a rimborsare €4.724,00 alle ricorrenti con gli interessi dalla data dei versamenti. Le spese di lite sono compensate.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504, art.5 co.5
"Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche"
Il valore imponibile delle aree fabbricabili deve essere calcolato caso per caso e ancorato a parametri tassativi (zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri, prezzi medi). Valori comunali generici che non tengono conto di questi elementi possono essere disapplicati.
D.L. 6.12.2011 n.201, art.13 co.3 (conv. L.214/2011)
Richiama l'applicabilità dell'art.5 co.5 D.Lgs.504/1992 anche all'IMU, confermando che per le aree fabbricabili il valore deve essere il valore venale con i parametri indicati.
Legge regionale / PTCP (richiamo alla L.431/1985 nella decisione)
Le limitazioni territoriali e le prescrizioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale/Paesistico sono vincolanti e incidono sull'effettiva edificabilità dei suoli; tali vincoli devono essere considerati nella determinazione del valore venale.
Delibera di Giunta comunale n.44/2011
La delibera comunale fornisce valori presuntivi per la base imponibile ma costituisce una presunzione che può essere superata dalla prova contraria del contribuente; non è vincolante se non fondata sui criteri di legge.
Giurisprudenza di legittimità citata (Cass. civ. n.14385/2010 e Cass. civ. n.16620/2017)
"tali criteri normativamente determinati devono considerarsi tassativi" (richiamata)
La Corte Suprema ha affermato che i criteri indicati dall'art.5 co.5 sono tassativi e che il giudice deve verificarne la corrispondenza; la delibera comunale ha valore meramente presuntivo e il contribuente può fornire prova oggettiva del minor valore.
Massime di principio
- Il valore imponibile delle aree fabbricabili per IMU va determinato con riferimento al valore venale al 1° gennaio, tenendo conto tassativamente di zona, indice di edificabilità, destinazione d'uso, oneri di adattamento e prezzi medi di mercato: delibere comunali generiche che non esplicitano questi elementi possono essere disapplicate.
- Se parti contigue ricadono in sottozone con indici di edificabilità diversi (anche per effetto di vincoli sovraordinati come PTCP/strumenti paesaggistici), ciascuna porzione deve essere valutata tenendo conto del proprio indice; non è corretta l'applicazione automatica di un unico valore uniforme per tutta l'area.
- I piani territoriali e paesaggistici regionali (PTCP/PTR) e le loro limitazioni sono vincolanti e devono essere considerate nella determinazione della potenzialità edificatoria e del conseguente valore venale.
- La delibera comunale sul valore catastale o sui valori presuntivi costituisce una presunzione a favore dell'amministrazione ma è superabile: il contribuente può dimostrare con perizia tecnica e dati di mercato la non corrispondenza del valore comunale alla realtà.
- In caso di errata determinazione della base imponibile e diniego di rimborso illegittimo, il Comune può essere condannato a restituire le somme indebitamente percepite con interessi; le spese processuali possono essere compensate in presenza di particolare complessità o specificità della fattispecie.
- Onere probatorio: pur essendo l'amministrazione agevolata da presunzioni, il contribuente deve comunque fornire elementi oggettivi (perizia, riferimento a vincoli, osservazioni di mercato) per ottenere la disapplicazione del valore comunale.
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