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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM A576 n. 31728 del 25/11/2025

META AI

AGCMA576

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM amplia l’istruttoria già avviata nei confronti del gruppo Meta e apre un procedimento cautelare in relazione alle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre 2025. Secondo l’Autorità, tali condizioni precludono ai fornitori di servizi di AI Chatbot o Assistenti AI l’accesso a WhatsApp, con effetti immediati per i nuovi entranti e dal 15 gennaio 2026 per gli operatori già presenti, integrando prima facie un diniego abusivo di accesso in violazione dell’art. 102 TFUE. Il provvedimento si concentra sul mercato dei servizi di comunicazione via app, di dimensione europea, e sul mercato dei servizi di AI Chatbot, ritenendo che la condotta possa rafforzare Meta AI e produrre danni gravi e irreparabili alla concorrenza; viene quindi disposta l’estensione dell’istruttoria e l’avvio del procedimento cautelare, con termine finale del procedimento fissato al 31 dicembre 2026.

Meta AI / WhatsApp: estensione istruttoria e avvio di misure cautelari per presunto abuso di posizione dominante ex art. 102 TFUE, per preclusione dell’accesso a WhatsApp ai fornitori di AI Chatbot

Meta AI / WhatsApp: estensione dell’istruttoria e avvio di misure cautelari per presunto abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato amplia il procedimento A576 già avviato nei confronti del gruppo Meta e avvia un procedimento cautelare ai sensi dell’art. 14-bis L. 287/1990. Il caso riguarda le nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre 2025, che limitano l’accesso a WhatsApp per i fornitori di servizi di AI Chatbot o Assistenti AI.

Parti e contesto procedurale

Il provvedimento riguarda Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. L’istruttoria originaria, avviata con delibera del 22 luglio 2025, verteva sulla presunta violazione dell’art. 102 TFUE legata all’integrazione di Meta AI nel servizio WhatsApp. Con il presente atto, l’Autorità estende l’oggetto del procedimento alla nuova clausola contrattuale adottata da Meta.

La condotta contestata

La modifica dei WhatsApp Business Solution Terms introduce un divieto per le imprese che forniscono servizi o tecnologie di intelligenza artificiale di accedere al canale WhatsApp o di utilizzarlo per offrire tali servizi quando essi costituiscano la funzionalità principale. Il provvedimento evidenzia che:

  • per gli operatori non presenti su WhatsApp al 15 ottobre 2025, il divieto è immediatamente efficace;
  • per gli operatori già presenti con account su WhatsApp e attivi nei servizi di AI generalista, la nuova disciplina si applicherà dal 15 gennaio 2026.

L’Autorità osserva anche che l’interfaccia di Meta AI in WhatsApp risulta ulteriormente integrata, con il tasto "Chiedi" nella barra di ricerca e l’opzione "Chiedi a Meta AI" in caso di inoltro di un messaggio.

Mercati interessati e posizione di Meta

L’AGCM prende in considerazione il mercato dei servizi di comunicazione via app, di dimensione europea, nel quale WhatsApp rappresenta una piattaforma con oltre 2 miliardi di utenti nel mondo e più di 37 milioni di utenti in Italia. Il provvedimento richiama inoltre il mercato dei servizi di AI Chatbot, nel quale Meta opera dal marzo 2025 con Meta AI, disponibile sia dentro WhatsApp sia come servizio autonomo su meta.ai.

Valutazione preliminare dell’illecito

Secondo l’Autorità, la clausola può configurare un diniego di accesso abusivo in violazione dell’art. 102 TFUE. Il comportamento è ritenuto idoneo a:

  • escludere i concorrenti di Meta AI dal bacino utenti di WhatsApp;
  • ostacolare lo sviluppo di servizi alternativi di AI Chatbot;
  • alterare la concorrenza in una fase iniziale di mercato, caratterizzata da forte innovazione e crescita.

L’AGCM sottolinea che l’infrastruttura WhatsApp è stata sviluppata anche in prospettiva di uso da parte di terzi e che l’esclusione dei concorrenti può costituire una interruzione ingiustificata di relazioni contrattuali già esistenti. Tra gli operatori già presenti sulla piattaforma vengono richiamati, a titolo esemplificativo, Copilot, ChatGPT, Perplexity e Luzia.

Fumus e periculum

Ai fini cautelari, l’Autorità ravvisa il fumus boni iuris nel possibile abuso di posizione dominante da parte di Meta, che detiene una posizione dominante nel mercato dei servizi di comunicazione via app. Quanto al periculum in mora, l’AGCM evidenzia il rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, poiché la preclusione di WhatsApp:

  • sottrae ai concorrenti un canale di distribuzione essenziale verso una base utenti molto ampia;
  • può generare effetti di lock-in e status quo bias sugli utenti;
  • consente a Meta AI di accumulare dati di interazione e vantaggi di training difficilmente replicabili.

Secondo l’Autorità, tali effetti non sarebbero adeguatamente rimediabili da un eventuale provvedimento finale di accertamento, poiché il consolidamento della posizione di Meta AI potrebbe avvenire nelle more del procedimento.

Esito del provvedimento

L’AGCM dispone:

  • l’estensione dell’istruttoria A576 alle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms applicabili ai servizi di AI Chatbot;
  • l’avvio del procedimento cautelare ex art. 14-bis L. 287/1990;
  • la fissazione dei termini per memorie, audizioni e accesso agli atti;
  • l’indicazione del 31 dicembre 2026 come termine di conclusione del procedimento.

Il provvedimento non accerta ancora l’infrazione né irroga sanzioni, ma si colloca nella fase preliminare del procedimento e mira a preservare la contendibilità del mercato dei servizi di AI Chatbot nelle more dell’istruttoria.

Punti principali

Parti e origine del procedimento

Il procedimento riguarda Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. (gruppo Meta). L’istruttoria era già stata avviata il 22 luglio 2025 per verificare una presunta violazione dell’art. 102 TFUE derivante dall’integrazione di Meta AI in WhatsApp.

Nuova condotta oggetto di estensione

Meta ha modificato il 15 ottobre 2025 i WhatsApp Business Solution Terms, introducendo una clausola che vieta ai fornitori di servizi e tecnologie di AI di accedere o usare WhatsApp per offrire servizi quando tali servizi costituiscano la funzionalità principale. La modifica opera immediatamente per i soggetti non già presenti sulla piattaforma e dal 15 gennaio 2026 per quelli che già vi operavano.

Valutazione antitrust preliminare

L’Autorità ritiene che la condotta possa integrare un diniego di accesso abusivo ai sensi dell’art. 102 TFUE, in quanto impedisce ai concorrenti di Meta AI di utilizzare WhatsApp come canale distributivo verso un bacino molto ampio di utenti. La misura viene considerata idonea a limitare produzione, sbocchi o sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di AI Chatbot.

Mercati e posizione di Meta

Meta è considerata dominante nel mercato dei servizi di comunicazione via app, di dimensione europea, nel quale opera tramite WhatsApp, che nel 2025 supera 2 miliardi di utenti nel mondo e oltre 37 milioni in Italia. Meta opera anche nel mercato dei servizi di AI Chatbot dal marzo 2025, con il lancio di Meta AI su WhatsApp e la successiva disponibilità autonoma via sito meta.ai.

Ragioni del periculum e misure cautelari

L’AGCM ravvisa il rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza, dato il possibile effetto di lock-in degli utenti, l’integrazione crescente di Meta AI nell’interfaccia di WhatsApp e il vantaggio informativo derivante dal training sui dati delle interazioni. Per questo avvia il procedimento cautelare volto a valutare la sospensione delle nuove condizioni contrattuali e l’inibizione di ulteriori modifiche che aumentino accessibilità, visibilità e funzionalità di Meta AI su WhatsApp.

Come è indicizzato

Materieabuso di posizione dominanteart. 102 tfuemercati digitalidiniego di accessomisure cautelari

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