Provvedimento AGCM A529B n. 31751 del 25/11/2025
GOOGLE/COMPATIBILITÀ APP ENEL X ITALIA CON SISTEMA ANDROID AUTO/RIDETERMINAZIONE SANZIONE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento avvia un nuovo procedimento nei confronti di Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l. per rideterminare la sanzione già irrogata nel 2021 nell’ambito del caso Google/compatibilità app Enel X Italia con Android Auto. L’iniziativa consegue alla sentenza del Consiglio di Stato n. 8398/2025, che ha parzialmente accolto l’impugnazione di Google limitatamente alla durata dell’infrazione e al valore delle vendite rilevante ai fini del calcolo della sanzione. L’Autorità dovrà quindi ricalcolare la sanzione in contraddittorio, motivando la base di calcolo e tenendo conto della durata dell’illecito come circoscritta dal giudice amministrativo.
Google/compatibilità app Enel X Italia con Android Auto: avvio del procedimento di rideterminazione della sanzione per abuso di posizione dominante
Google/compatibilità app Enel X Italia con Android Auto – rideterminazione della sanzione
Il provvedimento non riguarda un nuovo accertamento dell’illecito, ma l’avvio del procedimento per la rideterminazione della sanzione già inflitta a Google nell’ambito del caso relativo alla compatibilità dell’app Enel X Italia con il sistema Android Auto. L’AGCM prende atto della sentenza del Consiglio di Stato n. 8398 del 29 ottobre 2025, che ha inciso sui criteri di quantificazione della sanzione, imponendo una nuova determinazione in contraddittorio con le parti.
Parti e precedente accertamento
Il procedimento riguarda Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l. Con il provvedimento n. 29645 del 27 aprile 2021, l’Autorità aveva accertato nei loro confronti un abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 TFUE e aveva irrogato una sanzione complessiva pari a € 102.084.433,91.
Esito del giudizio di impugnazione
La sentenza del Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso di Google solo con riferimento a due aspetti della quantificazione:
- la durata dell’infrazione, che deve ritenersi cessata il 5 aprile 2021, data del rilascio definitivo del template, non essendo emersi elementi per protrarla fino al 27 aprile 2021;
- il valore delle vendite rilevante ai fini sanzionatori, rispetto al quale il giudice ha ritenuto che il provvedimento non spiegasse adeguatamente i criteri di stima e non motivasse la scelta di non considerare attendibili i dati interni forniti da Google.
Criteri imposti per la nuova quantificazione
Il Consiglio di Stato ha quindi ordinato all’Autorità di rideterminare la sanzione:
- tenendo conto della durata dell’infrazione come ristretta al periodo indicato dalla sentenza;
- motivando l’individuazione del valore delle vendite rilevante;
- spiegando le ragioni dell’inattendibilità dei dati interni forniti dalla società;
- esplicitando i criteri sottesi alla stima del valore delle vendite e, se necessario, ricalcolandolo per renderlo coerente con tali criteri.
Il giudice ha inoltre precisato che l’AGCM avrebbe dovuto indicare i criteri allocativi adottati per derivare, dal valore dei "Google Services", l’attribuzione all’Italia e l’incidenza dei singoli prodotti Android, Google Play e Google Maps.
Avvio del procedimento e garanzie partecipative
L’AGCM delibera l’avvio di un procedimento volto esclusivamente alla rideterminazione della sanzione nei confronti delle tre società. La nuova determinazione dovrà avvenire in contraddittorio con le parti: è riconosciuto un termine di trenta giorni dalla notifica per chiedere di essere sentiti, con istanza da presentare almeno sette giorni prima della scadenza.
Termine di conclusione
Il provvedimento individua il responsabile del procedimento nella dott.ssa Livia Calabrese e stabilisce che il procedimento debba concludersi entro il 31 luglio 2026. Gli atti possono essere visionati presso la Direzione Piattaforme Digitali e Comunicazioni del Dipartimento per la Concorrenza - 1.
Punti principali
Origine del procedimento
L’AGCM richiama il provvedimento n. 29645 del 27 aprile 2021, con cui era stato accertato un abuso di posizione dominante in violazione dell’art. 102 TFUE, posto in essere da Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l., e irrogata in solido una sanzione pari a € 102.084.433,91.
Esito del giudizio dinanzi al Consiglio di Stato
La sentenza del Consiglio di Stato n. 8398 del 29 ottobre 2025 ha accolto parzialmente il ricorso di Google limitatamente a due profili: la durata dell’infrazione, ritenuta cessata con il rilascio definitivo del template il 5 aprile 2021, e il valore delle vendite rilevante per la sanzione, rispetto al quale il giudice ha rilevato carenze motivazionali e la mancata esplicitazione delle ragioni per cui non erano stati considerati attendibili i dati interni forniti da Google.
Oggetto della rideterminazione
L’Autorità deve rideterminare la sanzione tenendo conto della durata dell’infrazione così come circoscritta dal Consiglio di Stato e motivando l’individuazione del valore delle vendite, spiegando i criteri applicati, l’inattendibilità dei dati interni forniti dalla società e, se del caso, rideterminando anche il valore medesimo per renderlo coerente con i criteri adottati.
Svolgimento e termini del nuovo procedimento
La rideterminazione avverrà in contraddittorio con le parti. È fissato un termine di trenta giorni dalla notifica per l’esercizio del diritto di essere sentiti; l’audizione dovrà essere richiesta almeno sette giorni prima della scadenza del termine. Il procedimento deve concludersi entro il 31 luglio 2026.
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