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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11202/2025 del 20/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'imputato volto ad impugnare la sentenza d'appello del 01/07/2024 che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per reati in materia di stupefacenti. Le censure dedotte sono: (i) nullità dell'intero giudizio per omessa notificazione del decreto di citazione nel luogo di detenzione del prevenuto; (ii) vizio di motivazione per avere il giudice d'appello omesso di motivare sulla richiesta difensiva di differimento dell'udienza di discussione in appello per legittimo impedimento dell'imputato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per essere manifestamente infondato. Il Supremo Collegio ha ritenuto che la notificazione del decreto di citazione era stata regolarmente eseguita al domicilio eletto e che non risulta, né era stato allegato, che il giudice fosse a conoscenza dello stato detentivo dell'imputato: la consegna di copia nel luogo di detenzione presuppone che lo stato detentivo emerga dagli atti (richiamata Sez. U, n. 12778/2020). Quanto alla richiesta di differimento, è stata ritenuta generica e infondata: il giudizio di appello si è svolto in modalità "cartolare" ai sensi dell'art. 598‑bis c.p.p. per mancata tempestiva richiesta di trattazione orale, pertanto non era concedibile alcun differimento. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sez. U, n. 12778

    Stato detentivo del destinatario della notificazione deve risultare dagli atti quando la notificazione è eseguita mediante consegna della copia nel luogo di detenzione: senza tale evidenza la notificazione in tale luogo non è configurabile come automatica valida

  • art. 598‑bis cod. proc. pen.

    Consente lo svolgimento del giudizio d'appello in forma "cartolare" quando non sia stata tempestivamente richiesta la trattazione orale; in tale ipotesi non è concedibile il differimento dell'udienza per trattazione orale

  • Corte costituzionale, sent. n. 186

    Richiamata in punto di responsabilità e sanzionabilità del ricorrente: in assenza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità è legittima la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria

Massime di principio

  • La notificazione a persona in luogo di detenzione è valida solo se lo stato detentivo risulta dagli atti; se la notificazione è effettuata al domicilio eletto e non è provato che il giudice fosse a conoscenza della detenzione, non v'è nullità automatica.
  • Chi contesta la validità di una notificazione per inosservanza delle regole relative ai detenuti deve allegare e provare lo stato detentivo e/o l'erronea conoscenza del medesimo da parte del giudicante.
  • Se in appello non viene tempestivamente chiesta la trattazione orale, il procedimento può svolgersi in forma cartolare ai sensi dell'art. 598‑bis c.p.p.; in tale ipotesi non è ammissibile un differimento per legittimo impedimento non previamente e adeguatamente richiesto.
  • Le censure generiche e non documentate che non indicano fatti o elementi concreti a sostegno sono destinate all'inammissibilità per manifesta infondatezza.
  • La Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie quando il ricorso sia inammissibile e non sussista un'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
  • Per aumentare le probabilità di successo, il difensore deve: (a) documentare lo stato detentivo e le eventuali comunicazioni al giudice; (b) formulare richieste di trattazione orale in modo tempestivo e specifico; (c) articolare i motivi di cassazione con elementi di fatto e diritto concreti e documentati.

Testo integrale

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