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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14940/2026 del 24/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la rescissione del giudicato avverso la sentenza di condanna emessa con rito abbreviato dal G.U.P. del Tribunale di Trieste (24/11/2022), sostenendo di non aver avuto conoscenza del processo per causa a lui non imputabile. Deduce che la notifica del decreto di citazione era stata eseguita presso il difensore a causa di un domicilio erroneamente indicato in Italia, mentre egli si era trasferito in Germania nel 2020 con regolare contratto di lavoro; in tal modo l'imputato sarebbe rimasto ignaro delle udienze e della sentenza finché non ne ha avuto conoscenza con la sentenza di Cassazione del 2025. Il difensore ha altresì invocato l'art. 6 CEDU e gli artt. 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, sostenendo che la mera nomina di un difensore e la conferimento di procura speciale non bastano a dimostrare la conoscenza o la rinuncia consapevole alla partecipazione al processo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la Corte di appello aveva motivato il rigetto su due rationes decidendi autonome: (1) mancata prova della incolpevole mancata conoscenza del processo, con rilievo di profili di colpa per non aver mantenuto contatti periodici col domiciliatario/difensore, e (2) mancato assolvimento dell'onere, a carico del ricorrente, di allegare con rigore gli elementi che dimostrassero la tempestività della domanda rispetto al momento di effettiva conoscenza del procedimento. La Cassazione ha osservato che il ricorrente ha criticato solo una delle ragioni poste a fondamento della decisione di merito e quindi il gravame è privo di specificità, rendendo il ricorso inammissibile. Per legge (art. 616 c.p.p.) il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma sulla rescissione del giudicato: la decisione richiama la nozione del termine di trenta giorni per proporre la domanda di rescissione decorrente dal momento in cui il condannato ha avuto contezza degli estremi essenziali del provvedimento che ha definito il giudizio (autorità che ha emesso e condanna inflitta).

  • art. 37, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    sostituzione della locuzione "sentenza" a quella "procedimento" nell'art. 629-bis

    Rilevata la modifica legislativa che ha influito sulla decorrenza del termine per la richiesta di rescissione e sulla interpretazione di quando il condannato debba ritenersi in grado di esercitare il rimedio.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti ai motivi nei ricorsi per cassazione (motivazione nei limiti richiesti): il ricorso è stato formulato nei limiti di motivazione richiesti, ma la Cassazione ha comunque valutato l'inammissibilità per carenza di specificità rispetto alle ragioni di fatto e di diritto decisive.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso; applicata per liquidare spese e prevedere il versamento alla Cassa delle Ammende.

  • Corte EDU, sentenza Sejdovic c. Italia (n. 56581/00)

    Giurisprudenza invocata dalla difesa: stabilisce che la mera nomina di un difensore non è necessariamente prova di rinuncia consapevole alla partecipazione alle fasi processuali e che lo Stato deve dimostrare che l'imputato sia stato tempestivamente e validamente informato del procedimento e della data dell'udienza. La Corte di Cassazione ha comunque ritenuto irrilevante questa deduzione ai fini dell'inammissibilità del ricorso, poiché il ricorrente non ha contestato in modo specifico tutte le ragioni decisive del provvedimento impugnato.

  • Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, artt. 47 e 48

    Diritti citati dalla difesa (diritto all'effettivo ricorso giurisdizionale e alla difesa); richiamati come parametro internazional/UE ma non hanno mutato l'esito per la mancanza di specificità del gravame.

Massime di principio

  • La domanda di rescissione del giudicato per mancata conoscenza del processo richiede prova specifica e rigorosa dell'incolpevole ignoranza: non è sufficiente un'affermazione generale del trasferimento o della mancata notifica.
  • Il termine di 30 giorni per proporre la rescissione decorre dal momento in cui il condannato ha avuto contezza degli elementi essenziali del provvedimento (autorità che l'ha emesso, contenuto e condanna), quindi va dimostrato quando effettivamente è venuto a conoscenza di tali elementi.
  • La mera conferma di procura speciale o la nomina di un difensore non prova di per sé che l'imputato sia stato informato delle singole udienze o che abbia consapevolmente rinunciato a partecipare; tuttavia, a fronte di omissioni nella comunicazione, il ricorrente deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per rimanere informato (es. prove di contatti periodici con il difensore o di comunicazioni ricevute).
  • Se la decisione di merito poggia su più motivazioni autonome, il ricorso per cassazione deve criticare specificamente ciascuna di esse: contestare soltanto una ratio decidendi autonoma rende il ricorso inammissibile per carenza di specificità.
  • Il mancato rispetto degli obblighi di specificazione e tempestività può comportare non solo l'inammissibilità del ricorso ma anche la condanna alle spese e, in casi di colpa, al versamento alla Cassa delle Ammende.

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