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Sentenza

Sentenza del 03/02/2017 n. 2903 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente aveva impugnato il diniego di definizione agevolata dei carichi di ruolo prevista dalla Legge n. 289 del 2002, art. 12, nonché l'iscrizione ipotecaria a garanzia del debito tributario. Aveva versato la prima rata del condono, pari a Euro 6.170,00, ma non la seconda rata, pari al 20% dell'importo dovuto. Sosteneva che il mancato pagamento della seconda rata non dovesse determinare l'inefficacia della sanatoria, richiamando l'assenza di una specifica sanzione, l'errore scusabile derivante dalle proroghe dei termini, la tardività della notifica delle cartelle e l'illegittima imputazione della prima rata come semplice acconto sul debito complessivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il condono previsto dalla Legge n. 289 del 2002, art. 12, è un condono clemenziale e si perfeziona esclusivamente con il pagamento integrale e tempestivo di tutte le somme e rate dovute. Anche il mancato o tardivo pagamento di una rata successiva alla prima comporta la decadenza dalla definizione agevolata, senza che assumano rilievo la buona fede o l'errore scusabile del contribuente, salvo specifiche situazioni di legittimo affidamento. L'Amministrazione può quindi recuperare l'intero debito originario, non soltanto la rata non versata, applicando sanzioni e interessi. La censura sulla mancata valutazione dei termini di notifica è stata dichiarata inammissibile perché l'omessa pronuncia doveva essere dedotta come violazione dell'art. 112 c.p.c. e non come vizio motivazionale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 3.000,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 12

    Definizione dei carichi di ruolo mediante pagamento agevolato

    La definizione agevolata dei carichi di ruolo richiede il pagamento integrale e tempestivo dell'importo previsto, comprese tutte le rate; il mancato pagamento di una rata successiva alla prima impedisce il perfezionamento del condono.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Le disposizioni disciplinano forme diverse di condono, considerate dalla giurisprudenza condoni premiali, nei quali possono operare regole differenti rispetto all'art. 12, anche con riguardo agli effetti del mancato pagamento delle rate successive alla prima.

  • Legge n. 12 del 2000, art. 10, commi 1 e 2

    Le disposizioni sul legittimo affidamento e sulla buona fede del contribuente non impediscono automaticamente la decadenza dal condono quando gli importi e i termini di pagamento sono chiaramente stabiliti dalla legge.

  • D.L. n. 223 del 2006, art. 34, comma 44

    Prevede termini per la notifica delle cartelle di pagamento. La relativa censura, tuttavia, è stata dichiarata inammissibile per essere stata prospettata con lo strumento processuale errato.

  • Art. 112 c.p.c.

    L'omessa pronuncia su una domanda o eccezione deve essere denunciata in cassazione come error in procedendo e violazione dell'art. 112 c.p.c., non mediante una censura di violazione di legge sostanziale o di vizio motivazionale.

  • D.P.R. n. 602 del 1973, art. 14

    È richiamato per distinguere la disciplina applicabile ad altre forme di definizione agevolata, nelle quali il mancato pagamento delle rate successive alla prima può comportare l'iscrizione a ruolo dell'importo dovuto con sanzioni e interessi, senza necessariamente travolgere il condono.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata richiede il pagamento rateale di importi predeterminati, occorre verificare la specifica disciplina applicabile: non tutte le forme di condono producono gli stessi effetti in caso di mancato pagamento delle rate successive alla prima.
  • Per il condono previsto dall'art. 12 della Legge n. 289 del 2002, il pagamento parziale non perfeziona la sanatoria; l'Amministrazione può recuperare l'intero debito originario, oltre a sanzioni e interessi.
  • La buona fede, l'errore sul termine o l'esistenza di proroghe non escludono di regola la decadenza, se importi e scadenze risultano chiaramente dalla legge. È necessario dimostrare circostanze concrete idonee a fondare un legittimo affidamento tutelabile.
  • In cassazione, la mancata risposta del giudice a una specifica domanda o eccezione deve essere dedotta come omessa pronuncia e violazione dell'art. 112 c.p.c.; non è sufficiente invocare genericamente un vizio di motivazione.
  • Il contribuente che aderisce a una sanatoria deve conservare le prove dei pagamenti e rispettare rigorosamente tutte le scadenze, verificando la disciplina speciale e le eventuali conseguenze previste per i versamenti tardivi o incompleti.

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