Cassazione Civile, Sentenza n. 21266/2024 del 30/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Imposizione tributaria (IRES, IRAP, IVA per 2011) emessa contro la società Auto Raffael di Ghigi Raffaele (con sede in Germania) per il presunto svolgimento di stabile organizzazione in Italia; l'atto era stato notificato a Marco Di Domenico quale supposto amministratore di fatto della società. L'Agenzia contestava che AR avesse stabile organizzazione in Italia e che Di Domenico fosse amministratore di fatto a cui poteva essere validamente notificato l'avviso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto inammissibili i motivi proposti: il primo come mera rivalutazione di fatti già accertati dal giudice di merito; il secondo precluso dalla disciplina della "doppia conforme" (art. 348-ter c.p.c.) e quindi inammissibile; il terzo privo di interesse poiché, anche ove si accertasse l'esistenza di una stabile organizzazione in Italia, l'avviso era stato notificato ad un soggetto non legittimato (la CTR aveva escluso che Di Domenico fosse amministratore di fatto e non era stata dimostrata l'impossibilità di individuare il rappresentante legale ai sensi dell'art. 62 DPR 600/1973). Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e resta confermata la decisione favorevole ai resistenti.
Norme richiamate
d.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR), art. 162
Norma richiamata dall'Agenzia per imputare redditi alla società in relazione alla stabile organizzazione in Italia. La Corte ha ritenuto che anche se l'art. 162 potesse trovare applicazione, ciò non risolveva il profilo della legittima notificazione a persona non abilitata a riceverla.
d.P.R. n. 600 del 1973, art. 62
Prevede che, ai fini tributari, la rappresentanza dei soggetti diversi dalle persone fisiche può essere attribuita a chi ne ha l'amministrazione di fatto solo se la rappresentanza non è determinabile secondo la legge civile. La Corte ha richiamato questo principio per affermare che non può essere attribuita la rappresentanza a Di Domenico in assenza di prova dell'impossibilità di individuare il legale rappresentante.
d.P.R. n. 600 del 1973, art. 39
Richiamato nel ricorso originario dall'Agenzia; la Corte ha valutato le deduzioni ma ha ritenuto che mancassero elementi indiziari idonei a qualificare Di Domenico come amministratore di fatto.
Codice civile, artt. 2697, 2727, 2729
Norme relative all'onere della prova e alla valutazione degli elementi probatori. La Corte ha ritenuto che l'Agenzia non avesse prodotto elementi indiziari sufficienti a ribaltare la valutazione di merito sulla qualifica di amministratore di fatto.
Codice di procedura civile, art. 360, primo comma, nn. 3 e 5
Previsione dei motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo). La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi perché si trattava di una rivalutazione dei fatti già esaminati in sede di merito e perché il vizio denunciato era precluso dalla regola della doppia conforme.
d.l. n. 83 del 2012, art. 54, comma 3-bis
"le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al processo tributario di cui al d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546"
Citata per spiegare i limiti all'applicazione di talune disposizioni del processo civile nel giudizio tributario; la Corte precisa che la disciplina sulla "doppia conforme" e sui limiti di impugnazione si applica anche al processo tributario da un lato e che va preservata la specialità del giudizio tributario di merito dall'altro.
Codice di procedura civile, art. 348-ter
Regola la 'doppia conforme' che limita l'esame in Cassazione quando vi sono due decisioni di merito conformi. La Corte ha applicato tale principio per escludere il motivo basato sull'omesso esame di fatti già valutati dai giudici di merito.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere una rivalutazione dei fatti già apprezzati dal giudice di merito: i rilievi che sostanzialmente mirano a rimettere in discussione la valutazione probatoria sono inammissibili.
- La qualifica di "amministratore di fatto" richiede elementi indiziari concreti e valutabili: la mera deduzione non basta; è necessario che emergano elementi probatori idonei a dimostrare l'esercizio effettivo dell'amministrazione.
- Per la validità della notifica tributaria a persone diverse dal legale rappresentante, deve essere dimostrata l'impossibilità di individuare il rappresentante legale secondo la legge civile; in mancanza, la notifica è viziata.
- L'accertamento di una stabile organizzazione (art. 162 TUIR) è rilevante per la tassazione, ma non legittima di per sé una notifica a persona non autorizzata: va sempre rispettata la regola della legittimazione alla ricezione dell'atto.
- Quando esistono due decisioni di merito conformi (doppia conforme), la Cassazione è limitata nel riesame e non ammette motivi fondati su supposti fatti omessi che invece sono stati esaminati dai giudici di merito.
- In situazioni simili, l'Amministrazione deve preservare sia la prova della stabile organizzazione sia la certezza sulla legittimazione della persona a cui si notifica l'atto (documentazione ufficiale sui poteri e/o prove indiziarie forti dell'amministrazione di fatto).
- Prima di notificare ad un presunto amministratore di fatto, è opportuno verificare e documentare l'impossibilità di individuare il rappresentante legale formale (registro delle imprese, procura, atti societari), altrimenti la notifica può essere annullata per mancata legittimazione del destinatario.
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