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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13331/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La vicenda riguarda la responsabilità penale di Nadia Guidoreni per lesioni colpose (per aver omesso di custodire il proprio cane, che ha causato la caduta del ciclista Arnaldo Zambaldi il 17/09/2016). Con sentenza del Tribunale di Bologna e poi con conferma del giudice di pace la ricorrente era stata condannata. La Corte di cassazione, con sentenza n. 1044 dell'11/12/2024, aveva rigettato il ricorso dell'imputata ma omesso di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione. È pervenuta segnalazione ex officio ai sensi dell'art. 625-bis, comma 3, c.p.p.; il Procuratore generale ha chiesto la revoca della sentenza di cassazione e l'annullamento senza rinvio della sentenza di merito perché il reato era ormai prescritto.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la mancata declaratoria della prescrizione nella precedente sentenza di cassazione costituisse un errore di fatto (svista) e ha revocato la sentenza n. 1044 dell'11/12/2024 agli effetti penali. Ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale di Bologna del 16/05/2024 per essere il reato estinto per prescrizione. Le statuizioni civili (risarcimento e spese di lite, comprese quelle liquidate nella sentenza di legittimità qui revocata) sono state confermate, poiché la prescrizione è maturata dopo la sentenza di secondo grado e i giudici di merito avevano accertato la responsabilità sul piano civile.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di procedere d'ufficio o su ricorso straordinario per correggere errori materiali o di fatto nelle sue pronunce; è stato applicato per rilevare ed emendare l'omessa declaratoria di prescrizione quale errore di fatto.

  • art. 590 cod. pen.

    Norma sulla lesioni personali colpose; indica il reato per cui Guidoreni era imputata. Il fatto è stato riconosciuto sul piano civile e penale, ma estinto penalmente per prescrizione.

  • art. 40 cod. pen.

    Richiamato congiuntamente all'art. 590 nella formulazione della imputazione; nel contesto documenta il capo d'imputazione contestato all'imputata.

  • art. 578, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla liquidazione delle spese di lite in sede di cassazione; la Corte ha confermato le statuizioni civili e le spese già liquidate.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia sulla prescrizione da parte della Corte di cassazione può essere emendata con il rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. quando si tratti di errore materiale o di fatto (svista), e non di valutazione giuridica autonoma.
  • Se la prescrizione del reato matura dopo la sentenza di appello ma prima della pronuncia della Corte di cassazione, la Corte deve dichiarare l'estinzione del reato quando il rapporto processuale rispetto a quel capo d'imputazione è attivo e il ricorso è stato definito con pronuncia di rigetto (ossia la Corte ha deciso sul merito).
  • Se invece il ricorso in cassazione è stato dichiarato inammissibile, la maturazione della prescrizione dopo l'appello non può essere efficacemente denunziata alla Corte in occasione di quel ricorso in cassazione salvo diverse vie procedurali (giurisprudenza di legittimità).
  • La distinzione tra errore di fatto/materiale ed errore di diritto è cruciale: i primi possono essere corretti ex art. 625-bis; gli errori di valutazione giuridica non sono correggibili con tale rimedio.
  • L'estinzione del reato per prescrizione non incide automaticamente sulle pronunce civili: la responsabilità civile e le relative condanne al risarcimento possono essere confermate anche se il reato penale si estingue per prescrizione.

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