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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2235/2025 del 20/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gli appellanti hanno dedotto molteplici vizi: insufficiente e contraddittoria motivazione sulla sussistenza dell'accordo corruttivo (assenza di "pactum" e natura delle dazioni come mere liberalità), errata qualificazione giuridica delle condotte (contestazione tra concussione ex art. 317 e altre fattispecie, abuso d'ufficio ex art. 318, corruzione ex art. 319), utilizzazione illegittima di intercettazioni disposte per un reato in procedimenti diversi, mancata considerazione di circostanze attenuanti e di diritto (es. art. 323-bis), questione prescrizionale relativa a più capi di imputazione e doglianze sulla quantificazione del danno e sulle pene accessorie (art. 317-bis). In particolare il capo F (peculato) era fondato su intercettazioni autorizzate solo per altro reato, e i ricorrenti hanno chiesto l'annullamento delle condanne o, comunque, la riqualificazione e la dichiarazione di estinzione per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto i ricorsi. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata quanto al capo F (peculato), perché il fatto non sussiste, escludendo l'utilizzabilità delle intercettazioni autorizzate per diverso reato; ha riqualificato il capo A in base all'art. 319-quater cod. pen. e ha dichiarato estinto per prescrizione il reato relativo al capo A; ha dichiarato estinto per prescrizione anche il reato relativo al capo E. Ha confermato le statuizioni civili limitatamente ai capi A ed E e ha condannato in solido Tesoriere, Glandarelli e Petrucci al pagamento delle spese processuali in favore di ARES 118, liquidate in euro 3.686 oltre accessori di legge. Per Innocenzi è stata pronunciata la non sussistenza del fatto riferito al capo F.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen.

    Riferita alla concussione originariamente contestata; la Corte ha valutato gli elementi e ha ritenuto più corretta la riqualificazione per il capo A (vedi art. 319-quater) nelle modalità esaminate

  • art. 319-quater cod. pen.

    Il capo A è stato riqualificato in base a questa norma (induzione indebita) perché l'imputato, con condotte pressorie, avrebbe agevolato la percezione di un extraprofitto indebito da parte del privato; da tale riqualificazione è conseguita la prescrizione

  • art. 319 cod. pen.

    Norma sulla corruzione propria; il capo E era stato in origine inquadrato come reato corruttivo ma la Corte ha comunque ritenuto provata la fruizione di benefici personali e ha dichiarato poi la prescrizione

  • art. 318 cod. pen.

    Abuso d'ufficio: i ricorrenti avevano chiesto la riclassificazione delle condotte in abuso d'ufficio; la Corte ha esaminato il potere effettivamente esercitato dall'imputato e le modalità di partecipazione al procedimento amministrativo

  • art. 314 cod. pen.

    Peculato (capo F): la Cassazione ha escluso la sussistenza del fatto in ordine a questo capo, anche per la non utilizzabilità delle intercettazioni autorizzate per altro reato

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Divieto di utilizzazione delle intercettazioni autorizzate per un procedimento in procedimenti diversi salvo casi di connessione o indispensabilità; la Corte ha applicato questo divieto per escludere l'uso delle intercettazioni del capo A in relazione al capo F

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Richiesto che la connessione fra reati sia sostanziale per consentire l'utilizzo delle captazioni in procedimenti diversi; la Cassazione ha ritenuto assente tale connessione tra i reati A e F

  • art. 266 cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità delle intercettazioni: la Corte richiama i limiti previsti per l'utilizzo secondo la giurisprudenza citata

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Richiesta di audizione dell'autore di registrazioni atipiche: la Corte ha ritenuto che la mancata audizione non invalidi automaticamente il materiale, anche considerando che l'autore era coindagato

  • art. 317-bis cod. pen.

    Norma che prevede pene accessorie per alcuni delitti: i ricorrenti avevano contestato l'applicazione temporale di tali pene accessorie; la Cassazione ha ritenuto irrilevante la questione in parte perché la condanna e l'applicazione della pena accessoria sono venute meno

  • art. 323-bis cod. pen.

    Circostanza attenuante richiamata dai ricorrenti; la Corte non ha ritenuto applicabile l'attenuante nei termini prospettati dalla difesa

Massime di principio

  • Le intercettazioni autorizzate per un reato non sono automaticamente utilizzabili per altri reati: è necessaria una connessione sostanziale ex art. 12 cod. proc. pen.; in sua assenza il materiale può essere escluso e far venir meno prove essenziali.
  • La riqualificazione del fatto (es. da concussione a induzione indebita art. 319-quater) è possibile e può incidere direttamente sul decorso della prescrizione; la qualificazione giuridica ha effetti cruciali sulla sorte del procedimento.
  • La prova dell'accordo corruttivo può essere desunta anche in via indiziaria dalla posizione di controllo dell'ufficio, dalle utilità ricevute e dalla relazione temporale con le scelte amministrative, ma ciò non esclude il diritto della difesa di contestare la mancanza del "pactum".
  • La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione non cancella automaticamente eventuali obbligazioni civili: le statuizioni civili possono essere confermate anche quando il reato si estingue penalmente.
  • La mancata audizione dell'autore di registrazioni atipiche non rende sempre inutilizzabile il materiale se sussistono altre circostanze che consentono la valutazione della sua attendibilità (es. datazione, riscontri documentali, stato processuale dell'autore).

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